Palazzo Ghini

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Palazzo Ghini
Cesena-Palazzo Ghini.JPG
Facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneEmilia Romagna
LocalitàCesena
Indirizzocorso Sozzi
Coordinate44°08′20.09″N 12°14′44.14″E / 44.138914°N 12.245594°E44.138914; 12.245594Coordinate: 44°08′20.09″N 12°14′44.14″E / 44.138914°N 12.245594°E44.138914; 12.245594
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Il Palazzo Ghini si trova in Corso Sozzi nel centro storico di Cesena e sorge su un'area archeologicamente fertile: i ritrovamenti effettuati accertano la presenza di numerosi edifici romani del III-II secolo a.C. Fu per oltre un secolo la residenza dei marchesi Ghini.

Il palazzo odierno è frutto della commissione che i fratelli Giacomo Francesco e Alessandro Bruno fecero nel 1680 al valente architetto cesenate Pier Mattia Angeloni.

Palazzo Ghini, controfacciata

In seguito ad una divisione tra eredi, Monsignor Ghino Ghini, uno dei personaggi più in vista della cultura cittadina tra ’800 e ’900, riuscì ad acquistare l'intera proprietà del palazzo, Monsignor Ghino dette al palazzo la connotazione di residenza ecclesiastica e lo donò all'Ordine dei Gesuiti cesenati, che, secondo la sua volontà, vi stabilì la propria sede dal 1942 al 1962 e vi aprì una scuola apostolica. Ora il palazzo appartiene alla Curia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ghini, affresco

Il palazzo sorge imponente e maestoso alla vista da tutto il centro urbano. Questo a merito della sua unica altezza rispetto ai palazzi storici adiacenti e del marmo d'Istria, che, ornato degli stemmi pontifici di Pio VI, ne delimita i contorni. Ha una struttura massiccia; sugli spigoli in pietra d'Istria si trovano le insegne pontificie di Papa Pio VI. La facciata interna del cortile presenta uno degli squarci più suggestivi di tutta la Romagna: si tratta di uno splendido loggiato a tre ordini, con colonne in pietra bianca ai due inferiori, dal quale è possibile godere di una delle visioni frontali della Biblioteca Malatestiana. Dallo scalone si accede a una loggia ornata da quattro statue di Francesco Calligari (Minerva, Cerere, Gloria e Marte); da qui si accede al grande salone d'onore, caratterizzato dal ciclo pittorico di Giacomo Bolognini, realizzato tra il 1719 e il 1721. Sono presenti tuttora, dono ufficiale e personale dei Papi Pio VI e Pio VII parenti stretti della famiglia, i busti marmorei raffiguranti gli stessi Papi e per cui i due Sommi Pontefici avevano posato.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ghini Curzio Maria, "I Ghini di Roccabernarda"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Denis Capellini, Guida di Cesena, Città Malatestiana, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2001, ISBN 88-8312-175-9.
  • Curzio Maria Ghini, I Ghini di Roccabernarda.
  • Baldoni, Daniela (a cura di), Scavi archeologici a Cesena: storia di un quartiere urbano, Ravenna, Essegi, 1998, ISBN 978-88-7189-260-3.
  • Denis Capellini, Guida di Cesena, Città Malatestiana, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2001, ISBN 88-8312-175-9.
  • Curzio Maria Ghini, I dipinti di palazzo Ghini a Cesena, Forlì, 1977.
  • Archeologia dell'Emilia-Romagna 1/2, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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