Palazzo Fusconi Pighini

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Palazzo del Gallo di Roccagiovine
PzaFarnesePalGallo.JPG
Roma - Piazza Farnese - Del Gallo di Roccagiovine già Fusconi Pighini - Facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma
IndirizzoPiazza Farnese 44
Coordinate41°53′43.2″N 12°28′18.4″E / 41.895333°N 12.471778°E41.895333; 12.471778Coordinate: 41°53′43.2″N 12°28′18.4″E / 41.895333°N 12.471778°E41.895333; 12.471778
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzionecirca 1524
Piani4 + attico
Realizzazione
ArchitettoBaldassarre Peruzzi, poi Alessandro Specchi

Il palazzo del Gallo di Roccagiovine è un edificio sito in Roma, piazza Farnese 44 (rione VII, Regola).

Stemma Pighini su una bottega di palazzo Fusconi Pighini ("di rosso, all'albero di verde, terrazzato dello stesso, accollato da un serpe al naturale e sormontato da una pica (uccello) al naturale").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu attribuito a Jacopo Barozzi da Vignola, ma fu costruito verso il 1524 da Baldassarre Peruzzi, cui si deve certamente anche il disegno del portale, per conto di Francesco Fusconi da Norcia, archiatra pontificio di Clemente VII e Paolo III. Ereditato intorno al 1554 dal nipote mons. Adriano Fusconi vescovo di Aquino, passò quindi ai Pighini, suoi nipoti. Il fabbricato era più piccolo dell'attuale e fu ampliato da Alessandro Pighini agli inizi del ‘700. Il progetto fu affidato all'architetto Alessandro Specchi che completò il complesso nella forma attuale.

I Pighini avevano raccolto nel palazzo una collezione di opere antiche, tra le quali una statua di Meleagro con il cinghiale, copia romana dell'originale attribuito a Skopas (IV sec. a.C.) conservato ora nei Musei Vaticani (Museo Pio Clementino)[1].

Nel XVIII secolo il palazzo passò ai marchesi Curti Lepri dai quali, attraverso Anna, poi duchessa Braschi Onesti, passò in dote a Luigi Del Gallo, marchese di Roccagiovine. In seguito a parziali alienazioni, Alessandro, figlio di quest’ultimo, grazie al matrimonio con la principessa Giulia Bonaparte ne acquisiva nuovamente l’intera proprietà. Il palazzo tuttora appartiene ed è abitato dai discendenti della famiglia del Gallo di Roccagiovine.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio occupa l'isolato compreso tra piazza Farnese, via dei Baullari, campo de' Fiori e via della Corda. La facciata principale è su piazza Farnese.

Al piano terreno, al centro il notevole il portale rettangolare di Peruzzi, ai cui lati due colonne su alti plinti sorreggono il balcone del piano nobile. È fiancheggiato da botteghe con cornice ad arco ribassato, con al centro lo stemma dei Pighini. Sulle botteghe si aprono le finestre del piano ammezzato; quelle alle estremità hanno architrave con festone, conchiglia ed una testina. Dopo la cornice marcapiano, al piano nobile, si aprono alle estremità due finestre a loggia seguite da altre due normali e la porta finestra del balcone centrale, inquadrata da due colonne e timpano spezzato con lo stemma dei marchesi di Roccagiovine. Al piano superiore si notano sette finestre con architrave semplice, salvo quella centrale, ornata con un'aquila dalle ali aperte. L'ultimo piano mostra balconcini laterali e centrale sormontati da conchiglie, separati da finestrelle.

Notevole anche la facciata su via dei Baullari, con al piano terreno sei botteghe ed un portone centrale, su cui si affaccia il balcone del piano nobile con porta finestra decorata con festoni. Ogni piano presenta tredici finestre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un cronista del Settecento ha scritto: «I conservatori del popolo romano hanno ritrovato un testamento nel quale la statua di Meleagro e le altre nel palazzo Pichini in Piazza Farnese, in caso di alienazione, vadano al Campidoglio». (G. Carpaneto). Per l'immagine si veda qui.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Carpaneto, I palazzi di Roma, Newton Compton, Roma, 1991.
  • Sergio Delli, Le strade di Roma, Newton Compton, Roma, 1998.
  • Guide rionali di Roma, VII, Regola, parte seconda, (Carlo Pietrangeli), Roma, 1976.

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