PAL

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PAL-NTSC-SECAM.svg

Il PAL (acronimo dell'inglese Phase Alternating Line) è un metodo di codifica del colore utilizzato nella televisione analogica, usato da gran parte del mondo. Fanno eccezione gran parte del continente americano, alcune nazioni dell'est asiatico, parte del Medio Oriente, dell'Europa orientale e la Francia.

Il termine "PAL" è spesso usato informalmente per riferirsi al formato video analogico a 625 linee/50 Hz (576i, comune nei paesi europei), così come il termine "NTSC" indica spesso il formato a 525 linee/60 Hz (480i), usato in Nord America e in Giappone. Questo uso del termine è scorretto ma comunque di largo impiego, tanto che spesso i supporti DVD sono etichettati come "PAL" o "NTSC" anche se dal punto di vista tecnico sul DVD non c'è un segnale a colori composito codificato PAL. È importante sottolineare il fatto che il termine PAL non indica numeri di linee o frequenze di scansione, ma indica esclusivamente il sistema usato per la codifica dei colori della sottoportante. Per contrasto, lo standard NTSC definisce invece il numero di linee e dei semiquadri.

Dal momento che la maggior parte dei Paesi che adottano il PAL utilizzano comunque la scansione interlacciata a 625 linee orizzontali e 50 semiquadri, il termine PAL è spesso sinonimo di 625/50.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Verso il 1950, durante la fase di pianificazione delle trasmissioni a colori in Europa occidentale, si preferì evitare l'uso del sistema americano NTSC, per via della sua poca compatibilità con le reti elettriche a 50 Hz ma anche per i suoi problemi progettuali, tra cui la scarsa stabilità dei colori in caso di problemi di trasmissione.[1] L'idea alla base dei progetti europei era di concepire uno standard adatto ai 50 semiquadri al secondo e con buone prestazioni riguardo alla trasmissione dei colori. I sistemi sviluppati furono due, il SÉCAM francese e il PAL.

Il PAL fu sviluppato in Germania da Walter Bruch, che lavorava alla Telefunken[2]. Presentato al pubblico nel 1963, fu usato per la prima volta nel 1967. Lo standard che lo definisce fu pubblicato dalla ITU nel 1968 con il titolo Recommendation ITU-R BT.470-6, Conventional Television Systems.[3]

Protocollo[modifica | modifica sorgente]

Il formato è un'evoluzione dell'NTSC e possiede una portante di luminanza (luma) su cui viene sommata una sottoportante di crominanza (croma).

La portante luma (Y) è formata da: 0,30 R + 0,59 G + 0,11 B.

La sottoportante croma viene modulata vettorialmente con le sole componenti R-Y e B-Y e da esse in fase di demodulazione viene ricostruita la componente G-Y.

Grafica computerizzata[modifica | modifica sorgente]

Per realizzare un’immagine conforme allo standard PAL con un programma di elaborazione d’immagini, le dimensioni devono essere di 720 pixel in orizzontale e di 576 pixel in verticale, con una risoluzione di 72 pixel/pollice, presupponendo un rapporto d'aspetto di 4:3 e considerando che esistono dei margini oltre i quali l’immagine non viene visualizzata sullo schermo televisivo e dei margini al di fuori dei quali è meglio non posizionare testi. Per una corretta visualizzazione è fondamentale che all’immagine sia applicato un filtro di interlacciamento e che il rapporto d'aspetto del pixel sia di 1,3.

L'immagine creata è invece di 768x576 pixel se il rapporto d'aspetto del pixel è quadrato.

Scelta del sistema[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la maggior parte dei televisori moderni supportino sia i segnali PAL che NTSC, e l'HD sia ormai diventato lo standard de facto supportato dai produttori[4], continuano ad esserci confronti tra i sostenitori del PAL e dell'NTSC, che sono tutt'oggi i sistemi video standard della televisione analogica, dei DVD e delle console (anche se questa tendenza sta cambiando con l'approdo dei modelli di ultima generazione, della televisione satellitare e del digitale terrestre e dei formati Blu-ray e HD DVD).

Generalmente, gli esperti sono concordi sull'affermare che il formato PAL sia generalmente consigliato per la visione di film e televisione per via della risoluzione maggiore e della migliore gestione del colore[5], mentre l'NTSC è generalmente apprezzato dai videogiocatori per la sua maggiore velocità di aggiornamento video (60 Hz contro i 50 del PAL).

Inoltre, essendo i giochi sviluppati principalmente in Giappone e Stati Uniti (che adottano entrambi il formato video NTSC) è un fenomeno comune assistere a conversioni PAL di qualità discutibile, con rallentamenti e barre orizzontali nere a riempire le 100 linee mancanti nelle controparti NTSC.

Questo, più il fatto che molti videogiochi non vengono pubblicati in Europa per motivi di marketing, ha portato al fenomeno dell'importing.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'instabilità nella cromaticità delle immagini NTSC valse a questo sistema, negli Stati Uniti, la decodifica dell'acronimo nello scherzoso Never Twice the Same Colour, cioè "mai due volte lo stesso colore"
  2. ^ Giuseppe Biondo, Enrico Sacchi, Manuale di elettronica e telecomunicazioni, Hoepli, 1983, ISBN 8820313413, sezione XXI pag 43
  3. ^ Recommendation ITU-R BT.470-6, Conventional Television Systems
  4. ^ Televisione HDTV ad Alta Definizione: cosa cambierà?
  5. ^ PAL vs NTSC

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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