Oloferne

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Oloferne decapitato - particolare dalla Cappella Sistina
Giuditta decapita Oloferne in un dipinto di Caravaggio

Oloferne è una figura biblica. Era il condottiero dell'esercito assiro che assediava Betulia. Fu ucciso da Giuditta. Oloferne è divenuto figura proverbiale di superbia punita, e come tale è citato da Dante nel Purgatorio:

«Mostrava come in rotta si fuggiro
li Assiri, poi che fu morto Oloferne,
e anche le reliquie del martiro.»

(Divina Commedia, Purgatorio, canto XII, vv. 58 - 60)

Oloferne era un generale delegato da Nabucodonosor II. Dopo aver conquistato vari territori, assediò Betulia e Betomenstaim in Giudea. Durante l'assedio Giuditta, donna giudea famosa per la sua intelligenza, si introdusse nell'accampamento dicendo di aver tradito il suo popolo e dopo averlo ubriacato lo decapitò lasciando così l'esercito assiro senza comandante.

La storia di Oloferne è raccontata nel Libro di Giuditta che, scritto verso il II secolo a.C., è entrato piuttosto tardi e dopo alcune incertezze - nel 382 d.C. in occidente e nel 692 d.C. in oriente - nella Bibbia cattolica e ortodossa, mentre è stato escluso dalla Bibbia ebraica e da quella protestante. Secondo gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), tale testo è caratterizzato da una notevole noncuranza nei confronti di storia e geografia. Ad esempio, il tragitto[1] compiuto dall'esercito di Oloferne è del tutto inverosimile e cita alcune città storicamente non conosciute e altre invece note ma riportate in modo geograficamente non coerente. Anche le città di Betulia e Betomestaim sono storicamente sconosciute, nonostante le precisazioni topografiche e benché Betulia - al centro della narrazione nel libro - sia presentata come città in posizione strategica per il controllo dell'accesso verso la Giudea.

Sempre secondo gli studiosi della École biblique et archéologique française, il tragitto compiuto dall'esercito di Oloferne è una «"sfida" alla geografia» e l'autore del resoconto non conosceva la geografia della regione. Oloferne, inoltre, era un condottiero babilonese e non, come citato in Giuditta, assiro.[2][3][4]

L'episodio biblico concernente Oloferne è stato rappresentato da diversi pittori, tra cui Sandro Botticelli (in un dittico), Michelangelo (entro un pennacchio della volta nella Cappella Sistina), Giorgione, Caravaggio, Artemisia Gentileschi e Gustav Klimt.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giudit2,21-28; 4,6-7.
  2. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 919-923,950-951, ISBN 978-88-10-82031-5.
  3. ^ La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, pp. 597,614-615,617, ISBN 88-215-1068-9.
  4. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, p. 22, ISBN 88-88592-05-9.

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