Offiçiêu

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Due offiçiêu, a fiaschetta e cappellino.

Gli offiçiêu, noti anche come òfiçieu[1], öffiziêu[2], muchetti (a Chiavari)[3], libaeti (nel levante ligure)[3] o ceiotti (ad Imperia)[3], sono tipiche candele della tradizione ligure, utilizzate durante il periodo tra Ognissanti e la commemorazione dei defunti per le orazioni serali ed il rosario.[4]

La tradizione legata agli offiçiêu nacque probabilmente nella Val Fontanabuona presso un convento femminile.[5] Queste candele sono formate da un lungo cerino, che può essere bianco, multicolore o decorato da un sottile filo argenteo, piegato più volte fino a formare un officiolo[6] e successivamente scarpette, cappellini, fiaschette, cestini e borsine.[5] Su di esso veniva appoggiata un santino od una immaginetta religiosa.[3]

L'utilizzo degli offiçiêu è andata scemando a partire dagli anni settanta del XX secolo.[5]

A queste candele tipiche della tradizione ligure il poeta dialettale genovese Nicolò Bacigalupo.

« Davanti ai negozi
de tûtti i speziæ,
esposti in bell'ordine
pe mettine coæ
gh'è un mûggio asciortio
de belli offiçieu
delizia, sospio
de tanti figgieu »
(Nicolò Bacigalupo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AAVV, p.57
  2. ^ Casaccia, p.546
  3. ^ a b c d La tradizione dei «muchetti» per la novena dei morti, Ilgiornale.it. URL consultato il 13 giugno 2015.
  4. ^ La festa dei Morti nella tradizione ligure, Tigulliovino.it. URL consultato il 13 giugno 2015.
  5. ^ a b c Offizieu, una tradizione che va ormai scomparendo, Corfole.it. URL consultato il 13 giugno 2015.
  6. ^ Halloween in salsa ligure: le antiche tradizioni di una volta, dagli officieu ai balletti fino alle menade, Savonanews.it. URL consultato il 13 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario rapido genovese-italiano italiano-genovese, Erga editore, ISBN 88-8163-613-1.
  • Giovanni Casaccia, Dizionario genovese-italiano, Arnaldo Forni editore, ISBN 88-8163-613-1.