Nuova Elettronica

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Nuova Elettronica
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StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàbimestrale
Generestampa nazionale
Formatomagazine
Fondazione1969
SedeBologna
EditoreCRE
Diffusione cartacea150 000[senza fonte]
DirettoreLeonardo Righini
Sito web
 

Nuova Elettronica è stata una rivista italiana fondata da Giuseppe Montuschi nel 1969 a Bologna dalle ceneri della rivista Elettronica Mese. Si occupava di hobbistica elettronica, divulgazione nell'ambito tecnico scientifico, elettromedicale e didattico, con un'impostazione pedagogica e popolare.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La rivista, reperibile nelle edicole e tramite abbonamento, non conteneva pubblicità, se non nei primi numeri, ma si finanziava interamente con i proventi editoriali e con la vendita dei kit di montaggio dei progetti pubblicati, che, a seconda della complessità, potevano essere venduti già montati e completi di tutto, oppure con parti e accessori acquistabili separatamente. Alcuni progetti di tipo medicale appartenenti alla linea chiamata "professional", avevano la certificazione CE valida solo per gli apparecchi già assemblati invece, per i kit da montare, la certificazione poteva essere ottenuta in un secondo tempo. Tuttavia, numerosi dispositivi definiti "medicali" si basavano sulla magnetoterapia, una genere di medicina alternativa la cui efficacia non è dimostrata da alcuna prova scientifica.

Ogni progetto pubblicato era accompagnato sia da una spiegazione sia del funzionamento del circuito, sia della procedura di montaggio; inoltre, veniva offerto un servizio di assistenza post-vendita nel caso non si riuscisse a terminare il montaggio di un kit.

Giuseppe Montuschi morì nel dicembre del 2009, all'età di 80 anni e la società venne ceduta a stretti collaboratori. Le pubblicazioni proseguirono per tutto il 2010 con i consueti numeri bimestrali e un supplemento sulla diatermia, un'altra pratica della medicina alternativa del tutto priva di validazione scientifica.

Con il numero 250 di settembre-ottobre 2012 si conclusero definitivamente le pubblicazioni della rivista, terzo numero stampato con un nuovo look, unico numero con due copertine e leggibile da entrambi i lati: partendo dalla prima di copertina e fino a 5/6 lo spazio era occupato dai soliti progetti realizzabili tramite kit; rovesciando il volume e partendo dall'ultima di copertina si accedeva a un breve corso di elettronica, primo e unico capitolo, guidati da un personaggio denominato Prof Watt.

Il 14 novembre 2013 il Tribunale di Bologna avviò la procedura fallimentare contro il C.R.E. (Centro ricerche elettroniche) che ne deteneva i diritti editoriali[1].

Da febbraio 2014 i numeri telefonici della redazione di Bologna e del Centro Ricerche di Imola diventarono irraggiungibili; contemporaneamente il sito internet entrò in "ristrutturazione" e non venne mai più riattivato. Sempre da febbraio i dipendenti vennero posti in mobilità.

Alcuni progetti sviluppati[modifica | modifica wikitesto]

Nuova Elettronica è stata la prima rivista a presentare in Italia un personal computer basato sul microprocessore Z80 in scatola di montaggio. Il computer utilizzava il sistema operativo SONE, compatibile con il CP/M, e il suo linguaggio BASIC, derivato da quello distribuito con il TRS-DOS del Tandy TRS-80, era molto simile al linguaggio BASIC adottato dal PC IBM. Il computer venne progressivamente migliorato fino ad includere un disco rigido (con una capacità di 10 Megabyte).

La rivista ha proposto un ricevitore in kit per i segnali del satellite geostazionario Meteosat il cui segnale era però criptato, quindi veniva usato per la ricezione dei satelliti in orbita polare che trasmettono immagini HRPT. Contatori Geiger per misurare la radioattività ambientale (l'ultima versione ha ottenuto la certificazione dall'ENEA che dichiara un errore del 4% sulla misura della radiazione campione). Ha anche presentato un sismografo e strumenti di misura come analizzatori di spettro RF, trasmettitori FM per radio private, frequenzimetri, impedenzimetri, conduttivimetri e luxmetri.

Oltre ai progetti che prevedono l'uso di microcontrollori, la rivista si occupava anche delle normali applicazioni analogiche ad uso didattico e non solo. La quasi totalità dei progetti veniva realizzata dai tecnici della redazione; la rimanente parte veniva creata con l'aiuto di collaboratori esterni o degli stagisti durante il periodo di praticantato presso il Centro Ricerche Elettroniche che faceva da supporto alla rivista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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