Nuova Elettronica

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Nuova Elettronica
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AbbreviazioneNE
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàbimestrale
Generestampa nazionale
Formatomagazine
Fondazione1969
Chiusurasettembre 2012
SedeBologna
EditoreCRE
Diffusione cartacea150 000[senza fonte]
DirettoreLeonardo Righini
ISSN1124-5174 (WC · ACNP)
Sito webwww.nuovaelettronica.it/
 

Nuova Elettronica è stata una rivista italiana fondata da Giuseppe Montuschi nel 1969 a Bologna dalle ceneri della rivista Elettronica Mese. Si occupava di hobbistica elettronica, divulgazione nell'ambito tecnico scientifico, elettromedicale e didattico, con un'impostazione pedagogica e popolare.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La rivista, reperibile nelle edicole e tramite abbonamento, non conteneva pubblicità, se non nei primi numeri, ma si finanziava interamente con i proventi editoriali e con la vendita dei kit di montaggio dei progetti pubblicati, che, a seconda della complessità, potevano essere venduti già montati e completi di tutto, oppure con parti e accessori acquistabili separatamente. Alcuni progetti di tipo medicale appartenenti alla linea chiamata "professional", avevano la certificazione CE valida solo per gli apparecchi già assemblati. Per i kit da montare, invece, la certificazione poteva essere ottenuta in un secondo tempo. Tuttavia, numerosi dispositivi definiti "medicali" si basavano sulla magnetoterapia, un genere di medicina alternativa la cui efficacia non è dimostrata da alcuna prova scientifica.

Ogni progetto pubblicato era accompagnato sia da una spiegazione sia del funzionamento del circuito, sia della procedura di montaggio; inoltre, veniva offerto un servizio di assistenza post-vendita per risolvere problemi di funzionamento dei kit a causa di errori di montaggio del kit o tolleranze dei componenti.

La quasi totalità dei progetti veniva realizzata dai suoi tecnici in più laboratori sparsi per l'Italia; la rimanente parte veniva creata con l'aiuto di collaboratori esterni o degli stagisti durante il periodo di praticantato presso il Centro Ricerche Elettroniche, che faceva da supporto alla rivista. Occasionalmente veniva pubblicata la rubrica Progetti in Sintonia, contenente circuiti proposti dai lettori corredati da una breve descrizione.

Giuseppe Montuschi morì nel dicembre del 2009 all'età di 80 anni e la società venne ceduta a stretti collaboratori. Le pubblicazioni proseguirono per tutto il 2010 con i consueti numeri bimestrali e un supplemento sulla diatermia, un'altra pratica della medicina alternativa del tutto priva di validazione scientifica.

Il numero 247 portò un nuovo design alla rivista, sostituendo la precedentemente minima qualtità di elementi grafici decorativi ed i caratteristici titoli degli articoli a centro pagina in carattere blu e nero; tale numero fu peraltro pubblicato sperimentalmente anche in lingua inglese, sotto il titolo New Electronic[1].

Con il numero 250 di settembre-ottobre 2012 si conclusero definitivamente le pubblicazioni della rivista. Fu l'unico numero con due copertine e leggibile da entrambi i lati: per circa l'80%, la rivista era occupata dai soliti progetti realizzabili tramite kit; rovesciando il volume e partendo dall'ultima di copertina, si accedeva a un breve corso di elettronica, primo e unico capitolo, guidato da un personaggio denominato Prof Watt.

Il 14 novembre 2013 il Tribunale di Bologna avviò la procedura fallimentare contro il C.R.E. (Centro Ricerche Elettroniche), che ne deteneva i diritti editoriali[2].

Da febbraio 2014, i numeri telefonici della redazione di Bologna e dell'associata Heltron di Imola diventarono irraggiungibili; contemporaneamente, il sito internet entrò in "ristrutturazione" e non venne mai più riattivato. Sempre da febbraio, i dipendenti vennero posti in mobilità.

Alcuni progetti sviluppati[modifica | modifica wikitesto]

Nuova Elettronica è stata la prima rivista a presentare in Italia un personal computer basato sul microprocessore Z80 in scatola di montaggio. Il computer utilizzava il sistema operativo SONE (Sistema Operativo Nuova Elettronica), compatibile con il CP/M, e il suo linguaggio BASIC che, derivato da quello distribuito con il TRS-DOS del Tandy TRS-80, era molto simile al linguaggio BASIC adottato dai PC IBM. Il computer venne progressivamente migliorato fino a includere un disco rigido (con una capacità di 10 Megabyte).

La rivista ha proposto un ricevitore in kit per i segnali del satellite geostazionario Meteosat, il cui segnale era, però, criptato, quindi veniva usato per la ricezione dei satelliti in orbita polare che trasmettono immagini HRPT. Ha anche pubblicato Contatori Geiger per misurare la radioattività ambientale (l'ultima versione ha ottenuto la certificazione dall'ENEA, che ha dichiarato un errore del 4% sulla misura della radiazione campione). Ha presentato un sismografo e strumenti di misura come analizzatori di spettro RF, trasmettitori FM per radio private, frequenzimetri, impedenzimetri, conduttivimetri e luxmetri.

Oltre ai progetti che prevedevano l'uso di microcontrollori, la rivista si occupava anche delle normali applicazioni analogiche a uso didattico, ma non solo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libreria IBS: Nuova elettronica inglese. Vol. 1, su ibs.it. URL consultato il 27 novembre 2019 (archiviato il 29 novembre 2019).
  2. ^ Procedura fallimentare C.R.E. Archiviato il 24 dicembre 2013 in Internet Archive.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]