Niccioleta

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Niccioleta
frazione
Niccioleta – Veduta
Veduta di Niccioleta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
ComuneMassa Marittima-Stemma.png Massa Marittima
Territorio
Coordinate43°05′14″N 10°56′06″E / 43.087222°N 10.935°E43.087222; 10.935 (Niccioleta)Coordinate: 43°05′14″N 10°56′06″E / 43.087222°N 10.935°E43.087222; 10.935 (Niccioleta)
Altitudine460 m s.l.m.
Abitanti197 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale58040
Prefisso0566
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiniccioletano, niccioletani[1]
Patronosanta Barbara
Giorno festivo4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Niccioleta
Niccioleta

Niccioleta è una frazione del comune italiano di Massa Marittima, nella provincia di Grosseto, in Toscana.

Il borgo è situato a circa 6 km a nord-est del capoluogo comunale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Niccioleta era venuto a sorgere a partire dal Medioevo, distinguendosi grazie alla escavazione della calamina, ma fu solo nell'Ottocento che assunse una certa rilevanza grazie al rinvenimento di un importante giacimento di pirite. Grazie a questa attività, che dette nuova vita al villaggio, la popolazione aumentò e Niccioleta divenne uno dei principali centri di estrazione delle Colline Metallifere, raggiunto per lavoro da numerosi minatori dalla vicina Massa Marittima, da Castell'Azzara, da Santa Fiora e da altre zone del Monte Amiata. Nel 1933, il paese assunse la fisionomia che presenta ancora oggi, grazie al rinnovamento della miniera istituita dalla azienda Montecatini. Dal 1992, con la chiusura della miniera, vi fu un brusco calo della popolazione.

Il monumento ai caduti della strage.

La strage di Niccioleta[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 giugno 1944, i reparti tedeschi e fascisti irruppero a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, avevano disertato di presentarsi ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato da Giorgio Almirante. Sei minatori (Ettore Sergentoni, con i figli Aldo e Alizzardo, Rinaldo Baffetti, Bruno Barabissi e Antimo Ghigi) vennero fucilati subito nel piccolo cortile dietro il forno della dispensa, largo non più di tre metri. Il minatore Giovanni Gai riuscì a fuggire nella macchia, grazie ad un attimo di distrazione di un fascista di Porto Santo Stefano, Aurelio Picchianti, che si stava arrotolando una sigaretta. Altri 150 operai furono portati a Castelnuovo di Val di Cecina, e la sera del 14 giugno, 77 minatori vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati. In tutto perirono nella strage 83 operai di Niccioleta. Tra i cadaveri si scoprì tempo a dietro che c'erano anche i componenti della famoso gruppo partigiano la "Banda di Ariano": Gianluca Spinola, Vittorio Vargiu, Franco Stucchi Prinetti e Francesco Piredda assassinati dai nazifascisti sempre il 14 giugno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Barbara.

Come in ogni villaggio minerario, è possibile ancora oggi osservare edifici adibiti alla estrazione risalenti al XIX secolo. Qui sorge anche la chiesa parrocchiale di Santa Barbara, con il palazzo del direttore della miniera ed alcune abitazioni un tempo alloggi di minatori.

Al centro del paese è situato il monumento in ricordo dei deceduti nella strage del 1944, composto da una base e da un pilastro in marmo. Sulla base una lapide riporta i nomi di tutti colori che sono morti a Niccioleta e a Castelnuovo di Val di Cecina, mentre l'iscrizione sul pilastro recita: «il fiore de la vita/è qui reciso/ma il vostro sangue/è la certezza/di un amor infinito./Massimo Lippi/13-14.06.1944/13-14.06.2004».

Ai piedi della collina sono situati invece, presso il ponte di Riotorto, due cippi in pietra a ricordo di Gino Tamburini, partigiano della 23ª Brigata Garibaldi, ucciso dai tedeschi il 10 giugno 1944. Poco distante si trova il cippo a Vanda Panichi, assassinata nello stesso frangente.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica della frazione di Niccioleta. Sono indicati gli abitanti del centro abitato e dove è possibile è inserita la cifra riferita all'intero territorio della frazione.

Anno Abitanti
Centro abitato Frazione
1961
716
806
1981
412
440
2001
248
-
2011
197
-

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Niccioleta si svolge ogni 4 dicembre la Festa di Santa Barbara, festa patronale della frazione. Santa Barbara è infatti la protettrice degli artiglieri e dei minatori, e veniva venerata per scongiurare i pericoli della miniera. Nonostante la chiusura dell'ultima miniera, Campiano, negli anni tra il 1992 e il 1994, ancora oggi tale ricorrenza è celebrata.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 364.
  2. ^ Festa di Santa Barbara, Comune di Massa Marittima, sito ufficiale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Bianciardi, Carlo Cassola, I minatori della Maremma, Laterza, Bari 1956.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere, Firenze 1997.
  • L. Niccolai, M. Mambrini, M. Papalini, La memoria di Niccioleta, Ed. Effigi, Arcidosso 2003.
  • Paolo Pezzino, Storie di guerra civile. L'eccidio di Niccioleta, Il Mulino, Bologna, 2001.
  • Massimo Sozzi, Femminile in nero. Niccioleta, giugno 1944, I Portici Editore, Grosseto 1997.
  • Massimo Sozzi, Nero Fidelia. L'eccidio nazifascista di Niccioleta, Le Strade Bianche - Millelirepersempre, Stampa Alternativa, Pitigliano 2016 (scaricare gratis da http://www.stradebianchelibri.com/sozzi-massimo---nero-fidelia.html); versione cartacea realizzata nel 2017.
  • Katia Taddei, Coro di voci sole, Il Ponte Editore, Firenze 2003.
  • Katia Taddei, Coro di voci sole. Nuove verità sull'eccidio degli 83 minatori della Niccioleta, Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima, Memoria n. 20; Edizioni Effigi, Arcidosso 2017.
  • Bruno Travaglini, Un luogo un tempo, Il Ponte Editore, Firenze 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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