Narghilè

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Una donna persiana con il narghilè (qalyan), 1900, Iran.

Il narghilè o narghilé è uno strumento per il fumo composto di un contenitore d'acqua, spesso profumata, al cui interno è fatta passare una spirale che consente al fumo di raffreddarsi prima di giungere alla bocca del fumatore attraverso un tubicino flessibile o, più raramente, rigido.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

È più frequentemente chiamato šīša (pronunciato "sciscia") e nell'area ex-sovietica kaljan (кальян), termine d'origine turca che significa "bottiglia" (e, in persiano, "vetro"), adottato in gran parte dei Paesi arabi. Il fumo è prodotto da un insieme di foglie di tabacco, spesso Virginia, impregnato di melassa, che è tenuto sotto un foglietto di metallo bucherellato, sul quale è poggiata una brace di carbone. Quando il fumo è aspirato risulta essere quindi più fresco e depurato del fumo di pipa. Esistono altre alternative, per esempio degli speciali minerali in grado di assorbire la melassa da utilizzare come alternativa al tabacco, quindi senza nicotina.

Storia e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Uomo che fuma con una pipa ad acqua (hoqqa).

Il narghilè proviene dall' Egitto,[senza fonte] dove era composto inizialmente da una noce di cocco con delle canne di bambù come tubi rotondi. In questo stesso paese le classi meno abbienti tendevano a usare, specie in passato, un contenitore d'acqua più panciuto, chiamato gōzā ("noce" in arabo ) che aveva una piccola pipa che era fissata all'imboccatura del vaso. La maggior flessibilità del narghilè ne ha decretato però il successo e la più ampia diffusione. Come in India, un termine usato in Egitto è anche hoqqa (letteralmente "vaso") o hooka, mentre in Afghanistan si usa čilīm e in Iran qalyān. In questi Paesi fumare con il narghilè è un rito comune a molte persone e simboleggia unione, amicizia e fratellanza. Il tabacco utilizzato per il narghilè si chiama maassel (in lingua araba egiziana) e ci sono tante fragranze, molte delle quali alla frutta.

Malgrado reiterati tentativi degli ambienti più oltranzisti religiosi e istituzionali islamici di vietare il fumo del tabacco[1], la pratica è rimasta ampiamente diffusa e si è diffusa anche in Occidente.

Schema di funzionamento del narghilè.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcuni esponenti del madhhab hanbalita egiziano rivolsero nel XIX secolo il quesito circa la liceità del fumo a vari muftī, ricevendone un responso affermativo dal momento che, a loro giudizio, il fumo del tabacco non poteva essere assimilato al consumo di bevande o sostanze in grado di ottundere lo stato vigile della coscienza e per questo motivo vietate dalla Legge islamica.

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