Museo Amedeo Bocchi

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Museo Amedeo Bocchi
Palazzo Sanvitale 02.JPG
Facciata del palazzo Sanvitale
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàParma
IndirizzoPalazzo Sanvitale - strada Benedetto Cairoli 12a
Caratteristiche
Tipoarte
Collezionidipinti, sculture e disegni di Amedeo Bocchi
Periodo storico collezioniXX secolo
Istituzione1999
FondatoriFondazione Monte Parma
Apertura1999
ProprietàFondazione Monte Parma
Sito web

Coordinate: 44°48′06″N 10°19′53.6″E / 44.801667°N 10.331556°E44.801667; 10.331556

Il museo Amedeo Bocchi ha sede in strada Benedetto Cairoli 12a a Parma, all'interno del Palazzo Sanvitale; inaugurato nel 1999, è interamente dedicato all'artista Amedeo Bocchi.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo, collocato all'interno di alcuni ambienti restaurati del Palazzo Sanvitale, fu inaugurato nel 1999 in seguito alla donazione alla Fondazione Monte Parma di un cospicuo numero di opere di Amedeo Bocchi,[2] formalizzata il 14 maggio di quell'anno[3] da parte di Rina Cabassi ed Emilia Bocchi, rispettivamente cognata e nipote dell'artista.[2]

Alla prima seguirono altre due importanti donazioni da parte delle eredi del pittore il 26 giugno del 2002 e il 9 giugno del 2009, oltre ad altre acquisizioni minori.[3]

Per consentire l'esposizione di un maggior numero di opere, nel 2015 il museo fu completamente riallestito in spazi più ampi e nuovamente inaugurato l'8 novembre di quell'anno, alla presenza del presidente della Fondazione Monte Parma Roberto Delsignore e del consulente artistico dei musei della Fondazione Pier Paolo Mendogni.[4]

Percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso espositivo, accessibile dall'ingresso laterale su strada Cairoli, si sviluppa in continuità col museo Renato Vernizzi[5] all'interno dell'ala più antica del palazzo,[1] in sei distinte sezioni suddivise in ordine cronologico; in aggiunta è presente un'ampia sala utilizzata per esposizioni temporanee.[6]

Il museo dispone complessivamente di circa 300 opere[2] tra dipinti a olio, pastelli, acquerelli, disegni, bozzetti e alcune sculture,[7] esposte su pannelli mobili in metallo.[1]

Gli anni della formazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima sezione è dedicata alle opere realizzate da Amedeo Bocchi nel periodo giovanile; tra i dipinti sono degni di nota Torre di San Giovanni a Parma, realizzato dall'artista nel 1898 all'età di 14 anni, e i ritratti di alcuni familiari, tra i quali il padre Federico, la madre Clelia, i fratelli Antioco e Nando, le sorelle Anita e Merope e lo zio Carlo.[2][3]

Rita[modifica | modifica wikitesto]

La seconda sezione è dedicata alla prima moglie Rita, morta nel 1909, raffigurata in vari dipinti tra il 1906 e il 1908.[2][3]

I capolavori[modifica | modifica wikitesto]

La terza sezione è dedicata ai pezzi più importanti relativi ai temi del liberty e della secessione viennese, cui Amedeo Bocchi si avvicinò dopo aver visitato a Roma una mostra di Gustav Klimt; la sala espone in particolare numerosi bozzetti della Sala del Consiglio, in seguito rinominata Sala Bocchi, del palazzo della Cassa di Risparmio di Parma.[2]

L'ambiente ospita inoltre una serie di opere raffiguranti la seconda moglie Niccolina, sposata nel 1919 e scomparsa nel 1923; degni di nota sono i dipinti Nella veranda e La colazione al mattino, risalenti al 1919.[2]

I disegni[modifica | modifica wikitesto]

La quarta sezione è dedicata ai disegni e bozzetti realizzati dall'artista, tra cui numerosi studi anatomici maschili e soprattutto femminili; vi si trovano inoltre alcune delle rare sculture eseguite da Amedeo Bocchi nella sua carriera.[2][3]

Bianca[modifica | modifica wikitesto]

La quinta sezione è dedicata all'unica figlia Bianca, morta nel 1934 all'età di 34 anni; la donna è raffigurata in molteplici ritratti, realizzati tra il 1910 e il 1930.[2][3]

Nella solitudine di Villa Strohl-Fern[modifica | modifica wikitesto]

La sesta e ultima sezione è dedicata alle opere realizzate da Amedeo Bocchi negli ultimi decenni di vita, segnati dalla solitudine; i dipinti, incentrati su svariati temi, raffigurano numerosi paesaggi campestri, oltre a soggetti religiosi e scene di vita comune.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Il Museo, su www.museobocchi.it. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2017).
  2. ^ a b c d e f g h i j Museo Amedeo Bocchi, su www.museiparma.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  3. ^ a b c d e f g Le Opere, su www.museobocchi.it. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
  4. ^ Museo Bocchi, nuovo percorso espositivo, in www.gazzettadiparma.it, 8 novembre 2015. URL consultato il 16 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2015).
  5. ^ Museo Renato Vernizzi - Parma, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  6. ^ Museo Amedeo Bocchi, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  7. ^ Museo Amedeo Bocchi- Parma, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 maggio 2017.

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