Monte Petrino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Monte Petrino
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
ProvinciaCaserta Caserta
Altezza412 m s.l.m.
CatenaAntiappennino campano
Coordinate41°07′49″N 13°53′55″E / 41.130278°N 13.898611°E41.130278; 13.898611Coordinate: 41°07′49″N 13°53′55″E / 41.130278°N 13.898611°E41.130278; 13.898611
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Petrino
Monte Petrino
Monte Petrino
CiviltàProtostorica, Aurunci, Romani, Medioevo
UtilizzoInsediamento
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneMondragone
Scavi
Date scavi2001, 2003,[1] 2005

Il monte Petrino (412 m s.l.m.) è un rilievo nel comune di Mondragone, sulla cui sommità si trova la Rocca Montis Dragonis, sito archeologico di grande rilevanza, con resti che datano dall'epoca prostostorica al Medioevo (vedi Grotta di Roccia San Sebastiano).

Territorio, Storia e Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Petrino si trova nella parte meridionale della catena del monte Massico e a occidente scende ad angolo retto terminando nel colle Cicoli, per circa quattro chilometri. Il monte Petrino si affaccia sull'attuale città di Mondragone, mentre il colle Cicoli sulla distrutta colonia di Sinuessa, i cui resti giacciono coperti da sabbia e acqua da oltre duemila anni.

La parte meridionale del Petrino e dei colli Cicoli si affaccia sul mar Tirreno. Nel territorio del Petrino si trova attualmente la città di Mondragone, mentre i quelli dei colli Cicoli si trovano i resti della distrutta colonia romana di Sinuessa.

Nella pianura di Sinuessa si estende, ancora oggi, il campo Falerno che seguiva i piedi del monte Petrino tino al fiume Savone.

Parte nord del Monte Petrino: Colle Cicoli

Petrinum fu il nome che venne dato non solo al monte ma anche al villaggio latino che si estendeva ai suoi piedi e che ospitò nei secoli a venire le costruzioni di origine goto-longobardo-normanno. Fu uno dei primi luoghi, edificati alla base del Petrino, dove i superstiti sinuessani si rifugiarono dopo la distruzione della colonia romana. Punto nevralgico di osservazione per i possibili attacchi dei nemici e di collegamento rapido con la nascente Rocca fortificata. Quest'ultima, costruita successivamente sulla sommità del monte e che ancora oggi, per quel che resta, domina dall'alto la costa di Mondragone.

Cicerone, proprio nelle vicinanze del "Villaggio Petrinum" descriveva la sua villa ove trascorse gran parte del suo tempo: "Nec ea re Petrinum tuum deseram, nam et villa et amoenitas illa commorantis est, non diversorii"[2].

A occidente si trova un'altra villa, da cui oggi affiorano magnifici mosaici, e dove nel prima anni del XX° secolo è stata scavata la statua prassiteliana chiamata Venere di Sinuessa, oggi custodita nella sala dell’Ercole Farnese del Museo Nazionale di Napoli.

Area archeologica[modifica | modifica wikitesto]

L'area già negli anni '80 fu ritenuta di estrema importanza archeologica. Tuttavia, solo nel 2001 è stata attuta una prima campagna di scavo condotta dalla Direzione scientifica del Museo civico archeologico Biagio Greco.

La principale area archeologica si trova sulla sommità del monte ed è nota come Montis Dragonis,[3][4] dal nome della rocca medievale che vi si scorge sulla sommità.

Sulle pendici meridionali, a circa 200 metri di quota, si trova l'area archeoligica nota come "Villaggio dei Ciclamini", dove sono venuti alla luce importanti reperti protostorici, attribuiti agli Aurunci, oltre a resti animali; i ritrovamenti di quest'area risalgono all'Età del Ferro, tra il IX secolo a.C. e il VII secolo a.C..[5]

Gli scavi hanno dimostrato che l'abitato Protostorico si estendeva dalle pendici del monte, dall'area denominata del Villaggio dei Ciclamini, fino alla cima, dove i resti sono stati ritrovati sotto le opere di epoca Medievale; sulla base di questi, sono stati individuate circa 80 capanne di epoca protostorica.

Molti dei reperti ritrovati durante le campagne archeologiche condotte sul Monte Petrino, sono esposti nel Museo civico archeologico Biagio Greco di Mondragone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La campagna archeologica del 2003
  2. ^ Epistulae ad Familiares - Cicerone - 6-9.
  3. ^ Montis Dragonis
  4. ^ La Rocca sul sito del FAI
  5. ^ Associazione Italiana di ArcheoZoologia - Dipartimento di Scienze Archeologiche, Atti del 6º Convegno Nazionaledi Archeozoologia, 21-24 maggio 2009, San Romano in Garfagnana - Lucca.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Crimaco L. e Sogliani F., Dieci anni di ricerche archeologiche a Mondragone e nel suo territorio (1997-2007), Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”, 2007.
  • Paolo Peduto, Alfredo Maria Santoro (a cura di), Archeologia dei castelli nell'Europa angioina (secoli XIII-XV), All’Insegna del Giglio, 1º maggio 2011.