Mirko Andreoli

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Mirko Andreoli detto Spumino (Sorbolo, 1923[1]Cadè, 9 febbraio 1945) è stato un partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Coenzo[2], frazione di Sorbolo (Parma), nel 1943 entrò a far parte dei gruppi partigiani della zona parmense; in breve tempo fu a capo del distaccamento Buraldi della 47ª Brigata Garibaldi[2]. Ai primi di gennaio del 1945 venne catturato, da reparti nazi-fascisti a Bazzano Parmense ,piccolo paesino nell'appennino a 40 km da Parma."Spumino" si trovava insieme al comandante Sergio Beretti " Marco" per raccogliere informazioni sulle formazioni partigiane del luogo e saggiarne le capacità organizzative .Dopo la cattura,avvenuta durante le prime ore del 5 gennaio ,fu portato al presidio tedesco di Ciano d'Enza con altri 14 patrioti e civili catturati tutti nella stessa località.Si cercò in vari modi di salvare il giovane tramite scambi di prigionieri ma fu tutto inutile,dopo le torture il povero ragazzo venne ucciso assieme ad altri venti partigiani il 9 febbraio in località Villa Cadè di Reggio Emilia il suo corpo martoriato fu abbandonato lungo la via Emilia[3].

Nel 1994 fu decorato al valor militare alla memoria, con decreto del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro[3].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Appena ventenne, sospinto da acceso spirito di rivolta contro l’oppressore, entrava tra i primi nelle formazioni partigiane parmensi, subito emergendo per capacità organizzativa ed eccezionale coraggio. Comandante di uno dei più agguerriti distaccamenti della 47’ Brigata Garibaldi, trascinava i suoi uomini in molteplici combattimenti. Catturato in una imboscata e tradotto a Ciano d’Enza, centro di martirio per molti partigiani, veniva riconosciuto dal nemico e sottoposto a indicibili torture. Pur martoriato, manteneva un fiero e sprezzante contegno verso i suoi aguzzini che, furenti del suo nobile silenzio, lo assassinavano e abbandonavano il corpo nel mezzo della via Emilia. Luminoso esempio di virtù militari e civili, è ricordato come un faro della resistenza parmense per le future generazioni.»
— Villa Cadé, 9 febbraio 1945[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo P. Tomasi (in Gazzetta di Parma 27 ottobre 1995, p. 12) sarebbe nato il 14 ottobre 1921
  2. ^ a b P. Tomasi, Gazzetta di Parma 27 ottobre 1995, p. 12, in Dizionario biografico: Anceo-Arzio, parmaelasuastoria.it. URL consultato il 13 novembre 2012.
  3. ^ a b Biografia: Mirko Andreoli, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. URL consultato il 13 novembre 2012.
  4. ^ Andreoli Mirko - Medaglia d'oro al valor militare, Presidenza della Repubblica. URL consultato il 13 novembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]