Mercante in fiera

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo programma televisivo, vedi Mercante in fiera (programma televisivo).

Il Mercante in fiera è un gioco di carte oggi praticato con due mazzi di carte speciali dalle tipiche figure.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco della lotteria si è praticata fin dal Cinquecento con duplici serie di biglietti, una venduta al pubblico e l'altra usata per i sorteggi. Già nel 1522 Geronimo Bambarara, uno straccivendolo veneziano, vendeva biglietti per pochi soldi permetteva agli acquirenti di partecipare all'estrazione finale di un premio. Le figlie perdenti di questi biglietti venivano messe in un'urna con scritto sopra "pacentia" mentre le altre venivano abbinate al "precio", il premio vinto[1].

Alche se il meccanismo della lotteria ricorda in principio il mercante il fiera, per un gioco di carte analogo all'attuale e chiamato appunto "mercante in fiera" occorre attendere almeno altri due secoli. Il mercante in fiera viene citato infatti per la prima volta da Gasparo Gozzi nel 1755[2] e successivamente da Wolfgang Amadeus Mozart in una lettera del 1772 alla famiglia spedita da Milano[3]. Solo nella seconda metà dell'Ottocento iniziano a diffondersi i mazzi di carte speciali in voga ancora oggi. Il gioco è stato rilanciato in tempi recenti da due trasmissioni televisive con questo nome: una di Jocelyn Hattab del 1996 su Telemontecarlo e un'altra del 2006 su Italia Uno[4].

Come si gioca[modifica | modifica wikitesto]

Nel gioco del mercante in fiera può partecipare un numero qualsiasi di giocatori: anzi, esso riesce tanto più divertente ed animato quanto il numero è maggiore.

Si gioca con due mazzi identici da 40 o più carte ciascuno. Il dorso dei due mazzi è di colore differente per distinguerli, per esempio blu e rosso. Su ogni carta è rappresentata una figura diversa. I giocatori scoprono le carte e le dispongono in linea davanti a loro. Le carte rimaste nel mazzo blu sono messe all'asta, una o più carte alla volta, a piacimento del banditore, il quale deve porre in opera tutto il suo spirito e la sua eloquenza per rendere più divertente l'asta. La regola vuole che, prima di cedere la carta al miglior offerente, il banditore debba ripetere il bando per tre volte. Il banditore potrà offrire le carte sia dichiarando la quantità, che al buio, cioè nascondendo le carte all'asta in modo che non si sappia la quantità.

Appena conclusa l'asta, la somma raccolta (con la posta e con le aste), viene suddivisa per i premi (di solito c'è un primo premio più importante e gli altri via via inferiori).

Vengono scelte e posizionate sul tavolo, coperte, da 3 a 6 carte del mazzo rosso (o comunque di quello non utilizzato in precedenza) in base al numero di partecipanti, che saranno le carte vincenti su cui verranno posizionati i premi.
Per mantenere un po' di suspense nel gioco, il banditore scoprirà per ultime le carte coperte del mazzo rosso (quelle con i premi), e per prime scoprirà le carte perdenti in modo tale da far crescere l'attesa dei giocatori. Durante il gioco il banditore può interrompere per permettere ai giocatori di effettuare eventuali baratti (scambio di carte) o compravendita delle carte rimaste tra i giocatori, il cui prezzo aumenterà sempre di più con il proseguimento del gioco.

Variante[modifica | modifica wikitesto]

Una delle carte coperte viene lasciata senza il premio, e viene rivelata per ultima dopo aver scoperto quelle con i premi, creando quindi un elevato suspense fino alla fine del gioco dove, quelli che rimangono in gara, sono tutti vincenti meno che uno.

Le figure[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene sia nato per essere giocato con due comunissimi mazzi di carte, per il mercante in fiera sono oggi usati i mazzi e le figure più varie, bizzarre e divertenti. Alcune di esse, come il lattante o la gondola, sono ricorrenti nei mazzi di più editori, mentre altre sono specifiche di singoli mazzi. Non mancano mazzi tematici dedicati ai soggetti più diversi: dai giocattoli di latta alle locandine cinematografiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Maria Silvio Ierace, Smorfia, Arte "corrispondenziale" - Cabala figurale in un “mazzo” di Arcani onirici, 15 giugno 2000.
  2. ^ Andrea Angiolino e Enza Fontana, 5 - Mercante in fiera, in Carte da gioco e da collezione, Hachette, aprile 2014, pp. 5.
  3. ^ Andrea Angiolino e Enza Fontana, 5 - Mercante in fiera, in Carte da gioco e da collezione, Hachette, aprile 2014, pp. 7.
  4. ^ Andrea Angiolino e Enza Fontana, 5 - Mercante in fiera, in Carte da gioco e da collezione, Hachette, aprile 2014, pp. 9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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