Melanione
| Melanione | |
|---|---|
| Nome orig. | Μελανίων (Meilanion) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tegea |
| Professione | principe di Tegea |
Melanione (in greco antico Μελανίων?, Melanīōn) o Ippomene (in greco antico Ἱππομένης?, Hippomenēs) è un personaggio della mitologia greca. Fu un principe di Tegea.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome Melanione è composto da μέλας (mélás), che significa "nero", e ἰών (iōn), che significa "aspetto" o "viso" quindi si ottiene "colui che è nero come la notte" o "dall'aspetto nero".
Tuttavia il nome Μελανίων può essere collegato al verbo κυνηγέω (kynēgéō), che significa "cacciare", quindi anche "cacciatore nero"[1] può essere un'interpretazione possibile.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Anfidamante,[2] sposò Atalanta[2][3] che lo rese padre di Partenopeo[3]
Secondo i latini Igino ed Ovidio Melanione è figlio di Megareo[5][6] e di Merope.[5][6]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Melanione si innamorò di Atalanta che sottoponeva tutti i suoi pretendenti ad una prova di corsa dove lasciava correre davanti a sè ogni sfidante e dove, se lei lo avesse raggiunto lo avrebbe ucciso, ma se lui avesse raggiunto per primo il traguardo l'avrebbe avuta in sposa. Afrodite diede a Melanione tre mele d'oro e, correndo, per tre volte Melanione ne lasciò cadere una, Atalanta ogni volta si fermò a raccoglierla e questo stratagemma permise a Melanione di vincere.[2][5]

Durante una caccia, Melanione e Atalanta entrarono nel recinto di Zeus che li trasformò in leoni.[2]
Melanione non ringraziò Afrodite (che il latino Igino chiama Venere) e, ardente di passione per la rabbia di Afrodite, amò Atalanta in in tempio così Zeus li trasformò in due leoni e cui fu anche impedito ogni rapporto d'amore.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Eva Cantarella e Giulio Guidorizzi, Polis. Società e storia (Dalla preistoria alla fine della repubblica romana), vol. 1, Torino-Milano, Einaudi, 2010, ISBN 978-88-286-0994-0.
- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca libro 3.9.2, su theoi.com. URL consultato il 30 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Igino, 'Fabulae', 70, su topostext.org. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca libro 3.15.8, su theoi.com. URL consultato l'11 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Igino, Fabulae, 185, su topostext.org. URL consultato il 10 ottobre 2025.
- 1 2 (EN) Ovidio, Metamorfosi, 185, su theoi.com. URL consultato il 10 ottobre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Hippomenes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 291033705 · BNF (FR) cb15834667r (data) |
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