Megalomys

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Megalomys
Megalomys desmarestii Gervais.png
Megalomys desmarestii
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Sigmodontinae
Tribù Oryzomyini
Genere Megalomys
Trouessart, 1881
Specie

Vedi testo

Megalomys (Trouessart, 1881) è un genere estinto di roditori della famiglia dei Cricetidi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Al genere Megalomys appartenevano roditori di grosse dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo fino a 360 mm e la lunghezza della coda fino a 330 mm.[1]

Caratteristiche craniche e dentarie[modifica | modifica wikitesto]

Il cranio era notevolmente stretto, con una regione-inter-orbitale ampia e la zona occipitale ben sviluppata ed elevata, le creste sopra-orbitali erano elevate e si estendevano posteriormente, la bolla timpanica molto piccola. I fori palatali erano corti. I molari avevano un aspetto simile a quello del genere Oryzomys.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 0 0 1 1 0 0 3
3 0 0 1 1 0 0 3
Totale: 16
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Si trattava di roditori simili a grossi ratti, con la pelliccia lunga, soffice ed ispida, le parti dorsali che variavano dal nerastro al bruno-rossastro scuro o brunastro, mentre le parti ventrali erano bianche o marroni. Le orecchie erano relativamente piccole. Le piante dei piedi erano provviste di grossi cuscinetti carnosi. La coda era lunga circa quanto la testa ed il corpo, era cosparsa di pochi peli ed era uniformemente scura.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il genere è vissuto in epoca storica nelle Piccole Antille.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere comprende 4 specie.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Novak, 1999
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Megalomys, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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