Maya Quiché

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I K'iche' (o Quiché secondo l'ortografia spagnola) sono un gruppo indigeno appartenente al gruppo etnico dei Maya. La loro lingua nativa, la lingua k'iche', è una lingua mesoamericana facente parte del gruppo delle lingue maya. Gli stati K'iche' raggiunsero l'apice del loro splendore nel Periodo Postclassico. Il significato della parola "k'iche'" è "molti alberi". La traduzione in Nahuatl è Cuauhtemallan, parola dalla quale deriva il nome dello stato del Guatemala.

Rigoberta Menchú, vincitrice del Nobel della Pace nel 1992, è di etnia K'iche'.

Giorno di mercato nella città di Chichicastenango.

La maggioranza dei K'iche' vive negli altopiani del Guatemala, nei dipartimenti di Quiché, Totonicapán e Quetzaltenango. Con più di metà della popolazione K'iche', Quiché rappresenta il nucleo di questa etnia. Nel periodo Pre-Colombiano il dominio dei K'iche' si estendeva fino alla valle di Antigua e alle zone costiere di Escuintla.

La maggior parte dei K'iche' parla la propria lingua nativa e conosce abbastanza bene lo spagnolo. Le lingue Maya imparentate con la loro sono l'Uspanteco, il Sacapulteco, il Kaqchikel e il Tzutujil.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Regno K'iche' di Q'umarkaj.

Nel periodo Pre-Colombiano, il regno di Q'umarkaj fu uno dei più potenti nella regione. K'iche' era uno stato che venne a crearsi dopo il collasso dei Maya nel periodo classico. Lo stato si trovava in una valle montagnosa in Guatemala. I conquistadores descrissero nei loro testi diverse città come Q'umarkaj (Utatlan), la capitale dei K'iche'. Essi confinavano con i Kaqchikel.

I domini K'iche' vennero sconfitti dal conquistador Pedro de Alvarado nel 1524. Il loro ultimno comandante militare, Tecún Umán, condusse i K'iche' e il loro esercito contro Pedro e i suoi alleati Kaqchikel, in una battaglia presso la valle di Xelaju (Quetzaltenango). I K'iche' vennero sconfitti e 10.000 di loro persero la vita, tra cui Tecún Umán, che da allora è diventato una figura leggendaria nella tradizione orale dei K'iche'. Dopo la battaglia, i K'iche' si arresero e invitarono Alvarado a visitare la loro capitale, Q'umarkaj. Alvarado sospettò che stessero preparando una imboscata, e fece mettere a fuoco la città. Le rovine della città sono visibili a tutt'oggi, poco lontano da Santa Cruz del Quiché.

Uno dei documenti più significativi mesoamericani giunti ai giorni nostri è il Popol Vuh, "il libro degli eventi", scritto originalmente attorno al 1550. Contiene documentazioni riguardo alla mitologia e alla storia della gente, prese da altre fonti pre-colombiane (oggi perdute) e tradizioni orali. Questo testo narrativo include racconti del mito della creazione, di come il mondo e gli umani vennero creati dagli dei, la storia dei fratelli divini, e la storia dei K'iche' fino alla loro migrazione nella propria terra, fino al periodo in cui giunsero gli spagnoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmack, Robert M., 1973, Quichéan Civilization: The Ethnohistoric, Ethnographic and Archaeological sources, Berkeley and Los Angeles, University of California Press, isbn=0-520-01963-6 oclc=649816
  • Carmack, Robert M., 1981, The Quiché Mayas of Utatlán: The Evolution of a Highland Guatemala Kingdom, Civilization of the American Indian series, no. 155, Norman, University of Oklahoma Press, isbn=0-8061-1546-7 oclc=6555814
  • Coe, Michael D., 1999, The Maya, sesta edizione, Ancient peoples and places series, Londra e New York, Thames & Hudson, isbn=0-500-28066-5 oclc=59432778

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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