Mario Ginocchio

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Mario Ginocchio (Montemoggio di Borzonasca, 5 agosto 1923Appennino ligure, 28 novembre 1944) è stato un militare e partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ginocchio, che lavorava come tornitore all'Ansaldo di Genova, era stato chiamato alle armi nel 1943 e l'8 settembre si trovava come marinaio a La Spezia. Dopo i primi momenti di sbandamento, il giovane decise di raggiungere i monti della Liguria e lì, con il nome di battaglia di "Beppe", prese parte alla guerra di liberazione combattendo nelle file della 37ª Brigata Garibaldi di cui - per gli atti di sabotaggio ai quali aveva temerariamente preso parte, per le ardimentose azioni di guerriglia contro i nazifascisti in cui si era distinto - divenne vice comandante.

Nel mese di novembre del 1944, mentre erano in corso massicci rastrellamenti, Ginocchio, che conosceva assai bene la zona del Monte Pagliano, assunse autonomamente il compito di raggiungere il comando della 37ª, per avvisare i suoi compagni del pericolo incombente. Ma il suo coraggioso tentativo di attraversare le linee nemiche non riuscì: il giovane cadde, mortalmente colpito da raffiche di mitraglia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Giovane marinaio, uno dei primi organizzatori dei nuclei partigiani della Liguria che lo vollero loro vice comandante di Brigata, rischiava la propria vita per soccorrere compagni sopraffatti dal nemico. Ripetutamente distintosi per atti di sabotaggio, temerarie imprese ed ardimentose azioni di fuoco, durante un’operazione di rastrellamento condotta da preponderanti forze nemiche, avocava a sé il compito di avvertire il comando della propria Brigata dell'incombente pericolo, ma nell'audace tentativo di attraversare le linee nemiche cadeva mortalmente colpito da raffiche di mitraglia. Fulgido esempio di valore, altruismo ed ardimento che fanno di lui una figura leggendaria, orgoglio della sua gente che fiera ne custodisce la memoria.»
— Cichero, Val d'Aveto, Monte Pagliano, 1º marzo 1944 – 28 novembre 1944[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]