Let's Spend the Night Together

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Let's Spend the Night Together
Artista The Rolling Stones
Tipo album Singolo
Pubblicazione 13 gennaio 1967
Durata 3 min : 36 s
Album di provenienza Between the Buttons (versione USA)
Genere Rock and roll
Pop psichedelico
Etichetta Decca Records
Produttore Andrew Loog Oldham
Registrazione Olympic Sound Studios, Londra, novembre 1966
Formati 7"
Note Lato B: Ruby Tuesday (doppio lato A)
The Rolling Stones - cronologia
Singolo successivo
(1967)

Let's Spend the Night Together è un brano musicale scritto da Mick Jagger e Keith Richards, pubblicato come 45 giri dai Rolling Stones nel gennaio 1967 con Ruby Tuesday. Lo stesso anno è stato incluso come traccia di apertura della versione americana dell'album Between the Buttons. È stata oggetto di varie cover, la più famosa delle quali è quella del 1973 di David Bowie.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano venne registrato nel novembre 1966 agli Olympic Sound Studios di Londra, con il produttore Andrew Loog Oldham e il tecnico del suono Glyn Johns.[1] Oltre ai membri dei Rolling Stones (escluso il bassista Bill Wyman che non partecipò alla sessione) la registrazione vide la presenza di Jack Nitzsche al pianoforte. Intervistato dalla rivista Hit Parader nel dicembre 1968, Johns raccontò che durante il missaggio di Let's Spend the Night Together Oldham stava cercando di ottenere un certo suono schioccando le dita quando due poliziotti arrivarono dicendo che la porta era aperta e volevano accertarsi che andasse tutto bene. Inizialmente il produttore chiese loro di indossare le sue cuffie mentre schioccava le dita ma Johns disse che c'era bisogno di un suono più sordo. Uno dei poliziotti suggerì allora di usare i loro manganelli e Mick Jagger cominciò a suonarli come legnetti (ascoltabili durante il break a circa metà canzone).[2]

Pubblicazione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata nel Regno Unito con Ruby Tuesday, come singolo "doppio lato A", Let's Spend the Night Together raggiunse la terza posizione nelle classifiche inglesi nel febbraio 1967 ed è rimasta da allora una delle canzoni più celebri dei Rolling Stones.[3] Nello stesso periodo fu inclusa nella versione dell'album Between the Buttons uscita per il mercato americano e anche negli Stati Uniti venne pubblicata su 45 giri. Tuttavia, a causa delle allusioni al sesso occasionale contenute nel brano molte stazioni radio scelsero di trasmettere Ruby Tuesday,[4] tanto che i due brani entrarono separatamente nella classifica statunitense Billboard Hot 100: Ruby Tuesday giunse in vetta alla classifica mentre Let's Spend the Night Together si fermò al 55º posto.[5]

Uno degli esempi più conosciuti di censura musicale avvenne il 15 gennaio 1967 nel corso del The Ed Sullivan Show, durante il quale alla band fu inizialmente rifiutato il permesso di eseguire il pezzo. Lo stesso Sullivan disse a Jagger: «O se ne va la canzone o ve ne andate voi».[6] Alla fine venne raggiunto un compromesso nel sostituire le parole Let's Spend the Night Together (passiamo la notte insieme) con Let's spend some time together (passiamo un po' di tempo insieme). Jagger acconsentì ma ogni volta che pronunciava la frase ammiccava ostentatamente alla telecamera.

Nell'aprile 2006, in occasione della loro prima esibizione assoluta in Cina le autorità hanno vietarono al gruppo di eseguire la canzone a causa del suo "testo allusivo".[7]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il tour europeo della primavera 1967 Let's Spend the Night Together non è stata più eseguita dal vivo fino al 1976, in occasione del Knebworth Festival. Il brano è tornato a far parte stabilmente delle scalette dei tour del 1981/1982 (una registrazione è apparsa sull'album Still Life (American Concert 1981)), dopodiché è stato nuovamente abbandonato fino al Bridges to Babylon Tour 1997/1998. In seguito Let's Spend the Night Together è stata riproposta occasionalmente nel Bigger Bang Tour (dal 2005 al 2007) e nel 14 On Fire del 2014.

Altre uscite[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che nella versione americana di Between the Buttons, Let's Spend the Night Together è stata pubblicata nelle seguenti raccolte di greatest hits:

Cover di David Bowie[modifica | modifica wikitesto]

Let's Spend the Night Together
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione luglio 1973
Durata 3 min : 01 s
Album di provenienza Aladdin Sane
Genere Glam rock
Hard rock
Etichetta RCA Records
Produttore David Bowie, Ken Scott
Arrangiamenti David Bowie, Mick Ronson
Registrazione RCA Studios, New York, dicembre 1972
Formati 7"
Note Lato B: Lady Grinning Soul
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1973)
Singolo successivo
(1973)

Nel dicembre 1972 David Bowie registrò una cover di Let's Spend the Night Together negli studi della RCA di New York, durante le sessioni di Aladdin Sane. Il brano venne poi inserito nell'album come ottava traccia e negli Stati Uniti fu pubblicato su 45 giri nel giugno del 1973 con Lady Grinning Soul come lato B. Il singolo uscì anche in alcuni Paesi europei, con lati B differenti (nei Paesi Bassi raggiunse il 19o posto in classifica),[8] oltre che in Brasile, Giappone e Nuova Zelanda.[9]

Se i giornalisti Roy Carr e Charles Shaar Murray considerarono la performance come «l'impresa senza precedenti di battere gli Stones su una delle loro canzoni»,[10] il biografo Nicholas Pegg la considera «più veloce e più eccitante di quella originale», con il pianoforte di Mike Garson che aggiunge profondità alla chitarra di Mick Ronson e gli effetti di sintetizzatore a darle una "futuristica lucentezza".[11] Tuttavia sono stati dati anche giudizi negativi della cover, come quello del critico Stephen Thomas Erlewine di Allmusic che parla di "incompetenza" in riferimento agli arrangiamenti e alla performance di Bowie.[12] Oltretutto, la studiata ambiguità sessuale che David "professava" all'epoca della sua uscita portò i commenti di alcuni recensori proprio su questo piano.[11] Ben Gerson di Rolling Stone parlò di «uno dei richiami più ostentatamente eterosessuali del rock trasformato in inno bisessuale», e di «un mezzo per raggiungere un revisionismo finale». Gerson lamentava inoltre un'interpretazione «troppo caricata, affettatamente mascolina, fragile e insoddisfacente».[13] Probabilmente però la versione di David Bowie era stata concepita come un peana in onore ai Rolling Stones ma come un'estensione di Ziggy Stardust, un adattamento glam che con il testo aggiunto alla fine del brano suggerisce l'unione fisica di due ragazzi come un atto di sfida nei confronti dei loro genitori, aggiungendo un taglio più duro alla "politica sessuale" che gli Stones sostenevano negli anni sessanta.[14]

(EN)

« They said we were too young,
our kind of love was no fun,
but our love comes from above,
let's make love... »

(IT)

« Dicevano che eravamo troppo giovani,
che il nostro tipo di amore non era divertente,
ma il nostro amore viene dall'alto,
facciamo l'amore... »

Dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Il brano fu aggiunto al repertorio dal vivo di Bowie con gli Spiders from Mars il 23 dicembre 1972 durante lo Ziggy Stardust Tour, al Rainbow Theatre di Londra (il New Musical Express definì la performance «più innocente rispetto alla sessualità sinistra della versione di Mick Jagger»)[15] e rimase in scaletta per tutto l'Aladdin Sane Tour del 1973 prima di sparire definitivamente dalle esibizioni live del cantante inglese.

Pubblicazioni successive[modifica | modifica wikitesto]

La cover di David Bowie si trova in Best Deluxe (raccolta uscita in Giappone nel 1973), The Best of David Bowie 1969/1974 del 1997 e nell'album live Ziggy Stardust - The Motion Picture del 1983, oltre che nel relativo video Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Let's Spend the Night Together (M. Jagger/K. Richards) - 3:01
  2. Lady Grinning Soul (David Bowie) - 3:42

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Registrazione, www.rollingstonsage.blogspot.it. URL consultato il 29 settembre 2015.
  2. ^ Hit Parader, 1968, www.iorr.org. URL consultato il 29 settembre 2015.
  3. ^ Let’s Spend the Night Together in classifica, www.officialcharts.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  4. ^ Pubblicazione di Let’s Spend the Night Together negli Stati Uniti, www.allmusic.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  5. ^ Billboard Hot 100, www.allmusic.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  6. ^ Christopher Sandford, The Rolling Stones: Fifty Years, Simon & Schuster, 2012, p. 97, ISBN 978-0-85720-104-1.
  7. ^ Let’s Spend the Night Together censurata in Cina nel 2006, www.news.bbc.co.uk. URL consultato il 29 settembre 2015.
  8. ^ Classifica olandese, www.dutchcharts.com. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  9. ^ Pubblicazione della cover di David Bowie, www.bowie-singles.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  10. ^ Roy Carr, Charles Shaar Murray, David Bowie: An Illustrated Record, Avon, 1981, p. 55, ISBN 978-0-380-77966-6.
  11. ^ a b Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 119, ISBN 88-7966-270-8.
  12. ^ Recensione Allmusic di Aladdin Sane, www.allmusic.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  13. ^ Recensione Rolling Stone di Aladdin Sane, www.rollingstone.com. URL consultato il 29 settembre 2015.
  14. ^ James E. Perone, The Words and Music of David Bowie, Greenwood Publishing Group, 2007, p. 36, ISBN 978-0-275-99245-3.
  15. ^ Recensione New Musical Express del concerto al Rainbow Theatre di David Bowie,, www.exploringdavidbowie.com. URL consultato il 29 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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