Le Città Illuminate

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Le città illuminate è un'opera di Pietro De Laurentiis (1920-1991) situata all'entrata della sede centrale dell'Acea (Azienda Comunale Energia e Ambiente), di Piazzale Ostiense 2 a Roma. L'opera è composta da due grandi pannelli in bronzo, che affiancano, sui due lati, l'entrata principale dell'edificio. Si tratta di due bassorilievi - pensati entrambi per essere fruiti da due punti di vista, dal retto e dal verso, - composti da una serie di elementi verticali connessi tra di loro da elementi orizzontali. Questo strano gioco di superfici che si alternano nella direzione e nel verso permette un andamento ritmico dinamico, nel quale si inseriscono dei quadrati scavati e riscavati nel bronzo.

Storia dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, composta da due pannelli bronzei, fu commissionata a Pietro De Laurentiis nel 1959, a seguito di un concorso nazionale, ed è probabile che fosse già modellata in creta e formata in gesso tra il 1960 e il 1961. Ma per esigenze della committenza fu posizionata nella sua sede attuale solo nel 1962.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

È Eugenio Battisti a riconoscere per primo ne “Le Città illuminate” un'opera importante, che impegna tanto la committenza quanto l'artista:

«I due grandi pannelli di bronzo, commessi in seguito a un concorso, allo scultore Pietro De Laurentiis, per il nuovo edificio direzionale sul piazzale Ostiense, sono qualcosa di raro a Roma, sia per il loro impegno e costo, sia per il coraggio dimostrato nell’accettare la più libera sperimentazione da parte dell’artista.[1]»

In seguito, Le città illuminate verrà più volte citata dalla critica come un punto di riferimento essenziale per la comprensione della scultura di Pietro De Laurentiis soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra scultura e architettura. Scriveranno in questo senso Garibaldo Marussi[2] e Luigi Paolo Finizio che parla di

«Un esemplare di lucida costruzione architettonica.[3]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eugenio Battisti, Un Tema Difficile, in Le Arti. Rassegna di attualità artistica, anno XIII, n.ro 5; maggio 1963
  2. ^ Garibaldo Marussi, Pietro De Laurentiis, in D'Ars Agency, anno IV, n.ro 3, 10 maggio – 20 giugno 1963.
  3. ^ Luigi Paolo Finizio, De Laurentiis, in Poliedro. Rivista mensile d'Arte, anno II, n.ro 8-9; settembre 1965.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenio Battisti, Un tema Difficile, in Le Arti. Rassegna di attualità artistica, anno XIII, n.ro 5; maggio 1963.
  • Garibaldo Marussi, Pietro De Laurentiis, in D'Ars, anno IV, n.ro 3, 10 maggio – 20 giugno 1963.
  • Franco Paolo Catalano, Pietro De Laurentiis, in Auditorium. Mensile di Cultura e informazioni, 1963.
  • Luigi Paolo Finizio, De Laurentiis, in Poliedro. Rivista mensile d'Arte, anno II, n.ro 8-9; settembre 1965.
  • Carlo Giacomozzi, Totem della Civiltà Meccanica, in Vita, 14/10/1964.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]