La storia bandita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La storia bandita è una rappresentazione sulle insorgenze anti-napoleoniche e anti-risorgimentali in Basilicata e nel Mezzogiorno d'Italia.

La messa in scena di questa opera si avvale di una particolare forma di teatro popolare, denominata Cinespettacolo, frutto della contaminazione tra cinema, musical, teatro e danza, che si svolge annualmente nel periodo estivo nel parco della Grancìa a Brindisi Montagna (Potenza), in un'area scenica di 25.000 m² costituita dall'anfiteatro naturale della foresta Grancìa.

Il format si ispira al modello della Cinescenié di Puy du Fou in Vandea (Francia).[1]

Il racconto ambientato nel periodo del brigantaggio postunitario in Basilicata narra la vita del brigante Carmine Crocco, dalle vicende familiari che segnano la sua giovinezza sino a quando divenuto capo dei briganti, in nome di Francesco II, il deposto Re Borbone, terrà in scacco per un lungo periodo, con i suoi uomini,l'esercito sabaudo tra la Basilicata e l'Irpinia. Sarà il tradimento di uno dei suoi uomini a permetterne la cattura e porre così fine alla rivolta e alle speranze dei suoi seguaci. Il monologo finale recita: <<Briganti o emigranti>> come destino per molti meridionali ma al contempo apre alla speranza di riscatto che ogni nuova generazione porta inevitabilmente con sé.

Lo spettacolo presenta la figura di Crocco, così come sedimentatosi nella memoria popolare lucana attraverso le leggende e le canzoni, quale simbolo di riscatto e di affermazione dell'identità e della dignità di un popolo, quello dei contadini in rivolta, quello dei cosiddetti "cafoni".

Alla rappresentazione partecipano centinaia tra attori locali (volontari) e danzatori. Oltre 400 i costumi impiegati. La messa in scena dispone di cavalli, asini, buoi ed anatre e soprattutto di uno scenario suggestivo tra la montagna ed il bosco.

Di particolare impatto è l'alta tecnologia impiegata: schermi d'acqua, illuminazione artistica generata da oltre 600 riflettori e grandi proiezioni di immagini sulla montagna oltre che di puntuali effetti pirotecnici.

Lo spettacolo si avvale delle voci di noti artisti come Michele Placido (brigante Carmine Crocco), Orso Maria Guerrini (generale spagnolo Josè Borjes), Nanni Tamma, Lina Sastri (brigantessa), Paolo Ferrari (zio Martino). La realizzazione è stata curata da Jean-François Touillard (direttore artistico) e Victor Rambaldi (regia di scena), Carmelina Iannelli (coreografie), Gerardo Viggiani (scenografie e costumi). La colonna musicale è firmata da artisti come Antonello Venditti, Lucio Dalla, Eddy Napoli, Luciano Di Giandomenico, David Petrosino. Ideata e scritta da Gianpiero Perri con la collaborazione di Oreste Lo Pomo. Consulente storico Tommaso Pedio.

Dal 2000 al 2013 l'insieme delle rappresentazioni de La storia bandita ha raggiunto un totale di oltre 300.000 spettatori.

Negli ultimi anni sono molti i saggi sul Mezzogiorno che si sono occupati dell'evento Cinespettacolo La Storia bandita come fenomeno culturale di rilevanza ed impatto.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Puy du Fou, Parc d'attraction en France, Week end en famille - Puy du Fou
  2. ^ Sul caso Cinespettacolo La storia bandita hanno scritto: Marina Valensise, Il sole sorge a Sud, Marsilio, 2012, pagg.188-192; Marco De Marco, Terronismo, Rizzoli, Milano 2011, pagg.214-218; Marcello Veneziani, I Vinti, Mondadori, Milano 2004 pag.92;Pino Aprile, Terroni, Piemme, Milano, 2011 pag.291; Antonio Parlato, Paolo Trapani, I nuovi primati del Sud, Controcorrente, Napoli, 2002, pagg.109-110; Alfredo Mantovano, Ritorno all'Occidente, Spirali, Milano 2004 pag.159;Raffaele Nigro, Giustiziateli sul campo, Letteratura e banditismo, da Robin Hood ai giorni nostri, Rizzoli 2006, pagg.682-683.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Risorgimento Portale Risorgimento: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Risorgimento