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Kalhana

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Copertina della Rajatarangini

Kalhana, oppure Kalhan o Kalhan'a (XII secoloXII secolo), è stato un poeta indiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Kalhana nacque a Parihaspore, una piccola città a ventidue chilometri da Srinagar nel Jammu e Kashmir, agli inizi del XII secolo, figlio di Champaka, un ministro del re Harsha che governò il Kashmir a cavallo del XII secolo.[1]

Kalhana ricevette un'istruzione culturale e religiosa nella tradizione induista śivaita e brahamanica, inoltre lui stesso approfondì le sue conoscenze del Buddhismo e del Giainismo.[1]

Il suo spirito critico emerse soprattutto nella storicità dei suoi scritti, nei quali si distinse per una maggiore storiografia nei confronti degli scrittori contemporanei, evidenziata dal non mescolamento di leggende e miti con eventi reali, dalla grande attenzione alla cronologia, dall'imparzialità del narratore, dall'individualità dei personaggi e dei loro tratti personali, dalla storicità della narrazione.[1][2][3]

La sua opera più famosa è Rajatarangini (La fiumana dei re, 1149), definita anche la "storia del Kashmir", nella quale l'autore descrive la storia dei re e delle regine del Kashmir, dal 1180 a.C. fino al XII secolo, con ampi riferimenti geografici e etnologi impreziositi di leggende poetiche.[4][5] Da sottolineare le descrizioni di strade e vie di comunicazione, oltreché delle zone di frontiera del Kashmir. Tra gli elementi che caratterizzano il Kashmir descritto da Kalhana vi è sicuramente la tolleranza presente nella regione, dove venivano eretti templi di Viṣṇu accanto a stupa buddhisti, oltreché la generosità attestata dalla pratica della carità.[3]

Nella sua opera, scritta in sanscrito, descrive i vari ambiti della vita quotidiana, da quelli religiosi a quelli giuridici, da quelli amministrativi a quelli di costume, da quelli artistici a quelli architettonici.[6]

Importante si rivelò la sua ricerca di fonti storiche e di cronaca, nella quale utilizzò sia fonti letterarie come la Harṣacarita, sia fonti epigrafiche; inoltre studiò monete, monumenti, genealogie, iscrizioni, tradizioni locali.[4]

Descrisse con molta accuratezza il ruolo delle donne, sia quelle regnanti sia quelle influenti sui governanti.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c le muse, VI, Novara, De Agostini, 1964, p. 226.
  2. ^ (EN) Kalhana (nel sito dell'Encyclopædia Britannica), su britannica.com. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  3. ^ a b (EN) Kalhana: the Chronicler (nel sito Glimpses of Kashmir Culture), su koausa.org. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  4. ^ a b (EN) Rajatarangini (nel sito dell'Encyclopædia Britannica), su britannica.com. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  5. ^ Kalhana (nel sito Sapere.it), su sapere.it. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  6. ^ a b (EN) Kalhana: The First Historian of India (nel sito The Custodians), su thecustodiansin.wordpress.com. URL consultato il 26 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) U. Singh, A history of ancient and early medieval India: from the Stone Age to the 12th century, Nuova Dehli, Pearson Education, 2008.
  • (EN) R. S. Pandit, Rājataraṅgiṇi; The Saga of the Kings of Kaśm, Nuova Dehli, Sahitya Akademi, 1968.
  • (EN) Mark Aurel Stein, Kalhana's Rajatarangini: a chronicle of the kings of Kasmir, Motilal Banarsidass, 1989.
  • (EN) A. Robin Donkin, Beyond price: pearls and pearl-fishing: origins to the age of discoveries, American Philosophical Society, 1998.

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Controllo di autoritàVIAF (EN262659175 · ISNI (EN0000 0004 0362 3860 · LCCN (ENn82218853 · GND (DE118559508 · BNF (FRcb12303379s (data)