Quartetto n. 16 (Mozart)

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Quartetto per archi n. 16 in mi bemolle maggiore, K. 428
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
Tonalitàmi bemolle maggiore
Tipo di composizionequartetto per archi
Numero d'operaK. 428
Epoca di composizioneincerta
PubblicazioneVienna, Artaria, 1785
DedicaFranz Joseph Haydn
Durata mediacirca 25 minuti
Organicodue violini, viola, violoncello
Movimenti

I. Allegro ma non troppo
II. Andante con moto
III. Menuetto: Allegretto - Trio
IV. Allegro vivace

Il Quartetto n. 16 in mi bemolle maggiore K. 428 è uno dei sei quartetti d'archi (K 387, K 421, K 428, K 458, K 464, K 465) che Wolfgang Amadeus Mozart dedicò al collega compositore Joseph Haydn. La data esatta della composizione è incerta; nella prima edizione a stampa questo quartetto era al quarto posto, dopo il Quartetto K 458[1].

Il primo movimento, Allegro ma non troppo, in forma-sonata, esordisce con un tema piuttosto articolato, cromatico nella sua seconda parte e difficilmente definibile dal punto di vista espressivo; il secondo tema è nella tonalità di si bemolle maggiore, modulando però in sol minore e in fa maggiore. Lo sviluppo, non molto esteso, è basato sul primo tema e sulla figura iniziale del secondo tema. La ripresa è conforme all'esposizione, tranne qualche variante nella distribuzione strumentale[2].

Il secondo movimento, Andante con moto, nell'inconsueta tonalità di la bemolle maggiore, è fra i brani armonicamente più complessi di tutta la musica di Mozart. L'accentuato cromatismo e il carattere modulante del brano rendono incerta l'individuazione dei temi: si discute se siano due oppure uno solo. A un certo punto, il secondo violino enuncia una melodia che somiglia in modo impressionante al tema iniziale del Tristano[3].

Il terzo movimento è un minuetto, in mi bemolle maggiore, la cui vivacità e chiarezza tonale si pone in contrasto con le ambiguità armoniche dei due movimenti iniziali. Ma il trio, in si bemolle maggiore (modulante in do minore e in sol minore), reintroduce un clima espressivo di serietà e di mistero[4].

Il quarto e ultimo movimento, Allegro vivace, dal punto di vista formale è un misto di sonata e rondò: l'esposizione presenta due temi ed è seguita da una ripresa, ma al posto dello sviluppo si trova solo una pausa con punto coronato; in compenso a ciascuno dei due temi fa seguito un intermezzo. Il carattere generale del brano è molto sereno e spensierato, di ispirazione haydniana, in chiusura di un quartetto "che nei primi due tempi presenta alcune delle più aggrovigliate situazioni armoniche mai messe in atto nel Settecento"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mila, p. 44.
  2. ^ Mila, pp. 44-5.
  3. ^ Mila, pp. 45-6.
  4. ^ Mila, pp. 46.
  5. ^ Mila, pp. 47.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Mila, I quartetti di Mozart, Torino, Einaudi, 2009.
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