Jorge de Alvarado

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Jorge de Alvarado y Contreras (Badajoz, ... – forse Madrid, 1540 o 1541[1] o 1553[2]) fu un conquistador spagnolo, fratello del più famoso Pedro de Alvarado.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jorge de Alvarado era originario di Badajoz, figlio di Diego Gómez de Alvarado y Mexía de Sandoval, un comandante di Lobón,[3] Puebla, Montijo e Cubillana, Alcalde di Montánchez, Trece dell'Ordine di Santiago, Lord di Castellanos, Maestresala di Enrico IV di Castiglia e generale della frontiera portoghese, vedovo di Teresa Suárez de Moscoso y Figueroa, sposato in seconde nozze con Leonor de Contreras y Gutiérrez de Trejo.

Alvarado andò ad Hispaniola nel 1510 con i fratelli maggiori Pedro e Gonzalo, i minori Gómez, Hernando e Juan, e con lo zio Diego de Alvarado y Mexía de Sandoval.

Jorge si unì alla figlia di Xicotencatl, tlatoani di Tizatlan a Tlaxcala, come anche Pedro, probabilmente per avere il supporto delle truppe di Tlaxcalan.[4] La moglie fu She was battezzata col nome spagnolo di doña Lucía. Ebbero una figlia che sposò il conquistador Francisco Xiron Manuel.

Fu uno dei conquistadores di Messico e Guatemala assieme al fratello, e tenente-governatore del Guatemala sotto di lui. Nel 1527 fondò la città di Santiago de los Caballeros e San Salvador nel 1528.

Come il fratello si sposò due volte, la prima volta con Francisca Girón e la seconda nel 1526 con Luisa de Estrada, sicura parente della moglie di Francisco Vázquez de Coronado, da cui ebbe un figlio, Jorge de Alvarado y Estrada, nato in Messico che sposò Catalina de Villafañe y Carvajal, messicana, figlia di Ángel de Villafañe e di Inés de Carvajal. Il loro figlio, Jorge de Alvarado y Villafañe, fu governatore e capitano-generale dell'Honduras e cavaliere di Santiago dal 1587. Anche lui si sposò due volte, con Brianda de Quiñones e con Juana de Benavides, vecina del Guatemala.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Restall & Asselbergs, 2008, p.56
  2. ^ Dati biografici
  3. ^ "Conquered Conquistadors", Florine G.L. Asselbergs, prima edizione, 2004
  4. ^ Restall & Asselbergs, 2008, pp.19,79

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]