Intuito femminile

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Intuito femminile
Titolo originale Feminine Intuition
Autore Isaac Asimov
1ª ed. originale 1969
Genere racconto
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Serie Ciclo dei Robot
Preceduto da Il Segregazionista
Seguito da Immagine speculare

Intuito femminile (Feminine Intuition) è un racconto fantascientifico scritto da Isaac Asimov. Pubblicato per la prima volta nel 1969 è stato inserito nella seconda edizione dell'antologia Il secondo libro dei robot ed è attualmente presente anche in altre raccolte di racconti di Asimov.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Morto Alfred Lanning e con Susan Calvin in pensione, Peter Bogert è il capo della ricerca e sviluppo della US Robots and Mechanical Men coadiuvato dal robopsicologo capo Clinton Madarian. La US Robots è diventata una multinazionale ed i suoi progetti vanno oltre i cervelli positronici. Il progetto più importante è il balzo spaziale che permette di raggiungere altri sistemi stellari in tempi ragionevoli. Il problema principale di tale progetto però, sono i finanziamenti, dato lo scarso interesse dell'opinione pubblica verso l'esplorazione dello spazio ed i costi astronomici del progetto.

Madarian quindi, propone di sfruttare il suo nuovo progetto, la serie di robot JN, per trovare pianeti abitabili in modo da ricreare l'interesse sopito per l'esplorazione ed attrarre capitali pubblici nel progetto. Purtroppo questa impresa è ancora più ardua del balzo spaziale e la maggiore difficoltà sta proprio nei robot della innovativa serie JN: sono robot liberi da schemi e condizionamenti che in teoria potrebbero aggirare le tre leggi della robotica. Per l'opinione pubblica questo è semplicemente inconcepibile e solo immaginare tale cosa porterebbe al fallimento della US Robotics. Ma Madarian convince Bogert ad approvare il progetto JN dicendogli che non si trattava di un robot normale, ma di uno dotato di personalità, e perciò di inventiva, e per di più tendente al "femminile", in modo da accattivarsi il pubblico. Alla serie per questo viene dato lo pseudonimo di Jane, e non John come inizialmente si pensava.

Gli ci vogliono anni, ma alla fine con Jane-5, può partire per Flagstaff (Arizona) in cui vi è un laboratorio per la ricerca degli esopianeti. Jane qui, sentendosi a suo agio nell'ambiente dei laboratori, riesce a trovare 3 sistemi stellari con pianeti abitabili, solo che prima che Madarian riesca a mandare i dati, muore nel viaggio di ritorno assieme a Jane in un incidente aereo causato da un meteorite. Quindi Bogert chiama la Calvin, ormai ottantenne, per capire quali potessero essere i pianeti abitabili trovati, in base alla mentalità e alle ricerche fatte dal robot e dal robopsicologo.

La Calvin, dopo numerose ricerche alla fine, convoca il capo della U.S. Robots per riferirgli di aver trovato la soluzione: chiedere i dati al camionista che aveva portato da Flagstaff all'aeroporto Jane e Madarian, dato che questo, non poteva non aver sentito tutti i discorsi che c'erano stati tra il robot chiacchiero/femminile e il dottore. In realtà però, la Calvin, aveva già trovato quelle informazioni nei computer di Flagstaff, solo che per punire Bogert e la sua superbia intellettuale nei confronti delle altre persone, quando le viene chiesto come faceva ad esserne sicura, lei risponde:

« Mi chiedi come faccio a esserne certa? Chiamalo intuito femminile... »

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