Il segregazionista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Il Segregazionista)
Il segregazionista
Titolo originale Segregationist
Autore Isaac Asimov
1ª ed. originale 1953
Genere racconto
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Serie Ciclo dei Robot
Preceduto da Lenny
Seguito da Intuito femminile

Il segregazionista (Segregationist) è un racconto fantascientifico scritto da Isaac Asimov. Pubblicato per la prima volta nel dicembre del 1967 sulla rivista Abbottempo, fa parte dell'antologia Antologia personale ed è attualmente presente anche in altre raccolte di racconti di Asimov.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Questa storia narra di un futuro in cui le protesi robotiche per l'uomo sono realtà e si dividono in plastiche e in metalliche. La gente naturalmente preferisce gli innesti di tipo metallico, per assomigliare, o almeno avere alcune delle capacità di quelli che comunemente vengono soprannominati i Metallo (i robot). Ad essi infatti, ormai erano stati riconosciuti dei diritti civili, e dovevano esseri trattati quasi al pari degli esseri umani.

Un uomo, un senatore più specificatamente, alla quale è stato riconosciuto il diritto al ritardo della morte, si ritrova da un chirurgo per farsi sostituire il suo cuore ormai stanco e malato. Il chirurgo gli offre una scelta fra un organo metallico e uno semi-organico-plastico. L'uomo naturalmente, essendo una persona importante e abbastanza arrogante, rifiuta ostinatamente i tentativi che il medico fa per convincerlo a farsi trapiantare un cuore in fibra cyber-cardiaca. Di conseguenza, sceglie di farsi trapiantare un cuore metallico, proprio come qualsiasi altra persona avrebbe scelto.

Più tardi, una volta che il senatore se ne è andato, il chirurgo fa delle osservazioni sull'ibridazione umano-macchina. Dice infatti che chiunque dovrebbe cercare di mantenere il proprio corpo il più vicino all'originale possibile, senza cercare di varcare la linea di confine, e inoltre, si vede molto contrario a questa specie di unione fra gli esseri umani e i robot. Alla fine del racconto, si scopre che il chirurgo non è nient'altro che un robot, considerevolmente razzista nei confronti degli esseri umani che vogliono diventare più simili a quelli della sua specie.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]