In taberna quando sumus

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Suonatori e bevitori nel Codex Buranus

In taberna quando sumus è un testo poetico tramandato dai Carmina Burana, collezione di poemi in Latino medievale scritti tra XI e XII secolo[1] dai clerici vagantes. Il testo, dalla natura piuttosto dissacrante, descrive il comportamento in una taverna, andando a nominare persino il papa e il re. Come molti canti del genere, In taberna quando sumus presenta un volontario e provocatorio rovesciamento dei valori tipici del Basso Medioevo. La melodia è stata manipolata nel XX secolo dal compositore tedesco, Carl Orff.

Testo e traduzione[modifica | modifica wikitesto]

In taberna quando sumus, / Quando siamo in taverna
non curamus quid sit humus, / Non ci curiamo di nient'altro,
sed ad ludum properamus, / Ma ci occupiamo del giuoco
cui semper insudamus. / Per cui sempre andiamo pazzi.
Quid agatur in taberna / Cosa succede in taverna
ubi nummus est pincerna, / Dove il denaro è l'oste,
hoc est opus ut queratur, / Questo sì che è interessante,
si quid loquar, audiatur. / State a sentire.
Quidam ludunt, quidam bibunt, / C'è chi gioca, c'è chi beve
quidam indiscrete vivunt. / C'è chi vive con dissolutezza.
Sed in ludo qui morantur, / Ma c'è chi si occupa del giuoco,
ex his quidam denudantur / E alcuni lì sono spennati
quidam ibi vestiuntur, / Alcuni lì sono vestiti,
quidam saccis induuntur. / Alcuni indossano sacchi.
Ibi nullus timet mortem / Lì nessuno teme la morte
sed pro Baccho mittunt sortem: / Ma per Bacco sfida la sorte:
Primo pro nummata vini, / Si beve prima per i mercanti di vino,
ex hac bibunt libertini; / Da questo bevono i libertini;
semel bibunt pro captivis, / Una volta bevono per i prigionieri,
post hec bibunt ter pro vivis, / Poi bevono il terzo (bicchiere) per i vivi,
quater pro Christianis cunctis / Il quarto per tutti i Cristiani
quinquies pro fidelibus defunctis, / Il quinto per i fedeli defunti,
sexies pro sororibus vanis, / Il sesto per le sorelle frivole,
septies pro militibus silvanis. / Il settimo per i soldati nelle foreste.
Octies pro fratribus perversis, / L'ottavo per i frati peccatori,
nonies pro monachis dispersis, / Il nono per i monaci dispersi,
decies pro navigantibus / Il decimo per i marinai,
undecies pro discordantibus, / L'undicesimo per gli attaccabrighe,
duodecies pro penitentibus, / Il dodicesimo per i penitenti,
tredecies pro iter agentibus. / Il tredicesimo per i viaggiatori.
Tam pro papa quam pro rege / Tanto presso il papa quanto presso il re
bibunt omnes sine lege. / Tutti bevono senza misura.
Bibit hera, bibit herus, / Beve la signora, beve il signore,
bibit miles, bibit clerus, / Beve l'esercito, beve il clero
bibit ille, bibit illa, / Beve quello, beve quella,
bibit servus cum ancilla, / Beve il servo con l'ancella,
bibit velox, bibit piger, / Beve il veloce, beve il pigro,
bibit albus, bibit niger, / Beve il bianco, beve il nero,
bibit constans, bibit vagus, / Beve il costante, beve il frivolo,
bibit rudis, bibit magus. / Beve l'ignorante, beve il dotto.
Bibit pauper et egrotus, / Beve il povero e il malato,
bibit exul et ignotus, / Beve l'esule e lo straniero,
bibit puer, bibit canus, / Beve il fanciullo, beve l'anziano,
bibit presul et decanus, / Beve il vescovo e il decano,
bibit soror, bibit frater, / Beve la suora, beve il monaco,
bibit anus, bibit mater, / Beve la nonna, beve la madre,
bibit ista, bibit ille, / Beve questa, beve quello
bibunt centum, bibunt mille. / Bevono cento, bevono mille.
Parum sexcente nummate / Difficilmente seicento sacchi
durant, cum immoderate / Durano, quando senza moderazione
bibunt omnes sine meta. / Bevono tutti senza limite.
Quamvis bibant mente leta, / Per quanto bevano a mente leggera,
sic nos rodunt omnes gentes / Così tutta la gente ci critica
et sic erimus egentes. / E così noi siamo mendicanti.
Qui nos rodunt confundantur / Siano maledetti quelli che ci rimproverano
et cum iustis non scribantur. / E non siano ricordati con i giusti.

Differenze dal manoscritto[modifica | modifica wikitesto]

I testi usati da Orff mostrano un cambiamento nell'ultima strofa dove l'originale parum durant centum sex nummate / ubi ipsi immoderate è statyo cambiato in parum sexcente nummate / durant, cum immoderate. L'arrangiamento musicale ha aggiunto, alla fine, anche l'esclamazione io!, ripetuta nove volte.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Codex Buranus, su wdl.org. URL consultato il 27 gennaio 2018. Ospitato su World Digital Library.
  2. ^ In taberna quando sumus, in Codex Buranus, pp. 178. URL consultato il 27 gennaio 2018. Ospitato su World Digital Library.

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