Università nel Medioevo

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Studenti raffigurati in un frammento dell'arca di Giovanni da Legnano. Opera di Pierpaolo dalle Masegne, 1383, Bologna, Museo medievale.

Le università, che nell'età medievale iniziarono a formarsi nei primi decenni del XII secolo per continuare nel XIII secolo (tranne quella di Bologna fondata nel 1088), furono l'evoluzione di un modello di insegnamento impartito soprattutto nelle scuole delle chiese cattedrali e dei monasteri. La loro fioritura fu un rilevante fenomeno culturale e sociale, iscritto nella più generale temperie che è stata definita, da Charles Homer Haskins, come Rinascimento del XII secolo.

Le scuole formate presso le sedi monastiche o vescovili vedevano crescere la domanda di istruzione. In alcuni luoghi, tra i primi Bologna e Parigi, studenti e professori si associarono e creando quelle scuole che chiamarono università, per la presenza di studenti provenienti anche da altre nazioni.

Insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal XIII secolo le università si diffusero in Europa e le maggiori università si distinsero per qualche particolare disciplina.

In genere queste università erano strutturate con una differente articolazione interna degli studi ma ciascuna ospitava, di solito, alcune di queste quattro facoltà: facoltà delle arti, medicina, diritto, teologia. Solo ad Oxford furono istituite due facoltà di diritto: una per il diritto civile e l'altra per il diritto canonico. La facoltà delle arti forniva un insegnamento di base centrato sulle sette arti liberali con maggiore interesse per la dialettica.

Il clima che venne a diffondersi in queste università fu completamente differente da quello che si respirava nelle vecchie scuole vescovili. I programmi di insegnamento vengono ideati liberamente dai professori che, con l'aiuto degli studenti, preparano anche libri di testo concepiti per una didattica pratica.

Viene in queste sedi codificato il "metodo scolastico" degli studi superiori con il quale lo studente viene avviato a percorrere un cammino intellettuale preciso attraverso la lectio (lettura), la quaestio (individuazione di problemi), la disputatio (disputa interpretativa) per arrivare alla determinatio che rappresentava la sintesi finale.

Nel clima di stimolante impegno culturale veniva riscoperta la cultura classica e nelle università si leggevano e commentavano le opere degli scrittori greci e latini. Nel periodo che va dalla fine del XII secolo alla fine del XIII, il movimento culturale delle università si diffuse in una parte consistente dell'Europa. Nel 1300 vi erano già in Europa almeno 20 università: dieci in Italia (Bologna, Parma, Modena, Vicenza, Arezzo, Padova, Napoli, Vercelli, Siena e lo Studium della curia romana), cinque in Francia (Parigi, Montpellier, Tolosa, Orléans e Angers), due in Inghilterra (Oxford e Cambridge), due in Spagna (Salamanca e Valladolid) e l'Università di Lisbona in Portogallo (che sarà poi trasferita a Coimbra).[1] Non si trattava però di istituzioni tra loro equivalenti: fino alla fine del medioevo, anche quando il numero delle università crebbe notevolmente, quelle che non avevano solo una funzione locale, ma attiravano docenti e studenti da altri paesi europei erano poche; se ne possono individuare con una certa sicurezza sette: Bologna, Parigi, Montpellier, Oxford, Padova, Salamanca e Cambridge.[2]

Rapporti con i poteri universali e le autorità civili[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIII secolo però le autorità civili, i sovrani in Francia e Inghilterra, i magistrati comunali in Italia, cominciarono ad imporre il loro controllo sulle università che erano ormai divenute corporazioni potenti e malgrado la violenta reazione degli universitari, che ricorsero anche all'arma dello sciopero abbandonando le loro sedi, alla fine esse si videro sottrarre le loro autonomie.

Il papato mise le università sotto la propria protezione e giurisdizione assicurando i privilegi giuridici ed economici degli universitari, ma la grande fase di discussione e di scontro intellettuale era ormai finita e l'intellettualità universitaria si indirizzava sempre più verso le carriere ecclesiastiche.

In un suo saggio, il medievalista francese Jacques Le Goff, uno dei più grandi storici del Novecento, dice "gli intellettuali dell'Occidente divengono, in una certa misura, ma senza alcun dubbio, degli agenti pontifici".

Nell'Impero bizantino, l'Università di Costantinopoli, detta anche l'università degli studi della sala del palazzo di Magnaura, fu riconosciuta come università nell'848, anche se gli stati dell'Europa occidentale non la riconobbero mai come università. Come la maggior parte delle università medievali, era stata un'istituzione accademica per molti anni, prima che fosse riconosciuta come università. La nascita della scuola di Costantinopoli fu sotto il regno di Teodosio II (408-450) il 27 febbraio 425.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rüegg W. (a cura di): ‘'A History of the University in Europe'’, vol. 1, pp.62-63. Nell'elenco non è incluso lo studio di Salerno, il cui status di università è dubbio
  2. ^ Rüegg W. (a cura di): ‘'A History of the University in Europe'’, vol. 1, p. 55.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]