Impero Maratha

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Impero Maratha
Impero Maratha – Bandiera
Dati amministrativi
Nome ufficialeमराठा साम्राज्य
Lingue ufficialimarathi
Lingue parlatemarathi, sanscrito
CapitaleRaigad
Altre capitaliPune, Gingee, Satara
Politica
Forma di StatoImpero
Forma di governoMonarchia assoluta
Nascita1674 con Shivaji
CausaIndipendenza dall'Impero Moghul
Fine1818 con Bajirao II
CausaConquista britannica e annessione al Company Raj
Territorio e popolazione
Bacino geograficoSubcontinente indiano
Massima estensione1.000.000 km² nel 1760
Economia
Valutarupia
Religione e società
Religione di StatoInduismo
Religioni minoritarieIslam, Buddismo
Marathas.GIF
Evoluzione storica
Preceduto daAlam of the Mughal Empire.svgImpero Moghul
Succeduto daFlag of the British East India Company (1801).svg Company Raj
Ora parte diIndia India

L’impero Maratha (Marathi: मराठा साम्राज्य Marāṭhā Sāmrājya; in italiano spesso "Mahratta") - o (in una certa fase storica) - Confederazione Maratha fu uno Stato induista dell'odierna India centrale, il cui nucleo fu il Maharashtra, attivo tra il 1674 (con l'incoronazione di Shivaji, che divenne così Chhatrapati) e il 1818, quando la disfatta del Peshwa Bajirao II ad opera della Compagnia britannica delle Indie Orientali ne decretò la fine.
Al suo apice l'impero si estendeva su un territorio vasto circa 1 milione di km².

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il regno Maratha fu fondato nel 1674 da un signore locale, Shivaji, che scelse Raigad come propria capitale.
Shivaji morì nel 1680, lasciando in eredità un esteso e potente regno con alcune caratteristiche che lo fanno somigliare alquanto a una Confederazione.

L'invasione Moghul verso il Deccan portò a una lunga ma infruttuosa guerra durata 25 anni, che si dipanò tra il 1682 e il 1707.

Shahu, nipote di Shivaji, regnò come imperatore fino al 1749, avendo come Peshwa Baji Rao I. Durante il suo regno, Shahu nominò infatti un Peshwa (Primo ministro) perché operasse da capo del governo, a lui comunque sottoposto.
Dopo la morte di Shahu, i Peshwa divennero però leader de facto dell'Impero Maratha dal 1749 fino al 1761. In questo periodo l'impero si espanse enormemente, coprendo gran parte del subcontinente, e tenendo testa nel secolo XVIII persino alle forze britanniche, fino a quando il dissenso tra i Peshwa e i loro sardar (comandanti dell'esercito) fece perdere alla struttura politica maratha la sua dinamica coesione.

Confederazione maratha[modifica | modifica wikitesto]

La sconfitta occorsa in occasione della terza battaglia di Panipat nel 1761 sospese l'espansione dell'Impero maratha in India e ridusse drasticamente il potere di controllo dei Peshwa.

La reazione dei Maratha comunque non mancò e, per gestire in modo più efficace il loro grande impero, grazie a Madhavrao fu concessa una parziale autonomia ai più forti Sardar - gli Shinde (o Shindia) di Gwalior e Ujjain; i Gaekwad (o Gaikwar o Gaikwad) di Baroda; gli Holkar di Indore e Malwa; i Pant Pratinidhi; i Bhosale (o Bhonsle) di Nagpur; i Pandit di Bhor; i Mehere di Vidharbha; i Patwardhan e i Newalkar; i Puar di Dhar e Dewas - dettero così vita a una Confederazione, in cui naturalmente figuravano i Peshwa di Pune.

La rivalità tra Sindhia e Holkar dominò la Confederazione nei primi anni del secolo XIX, che si accompagnò agli scontri armati con la rampante Compagnia britannica delle Indie Orientali e alle tre guerre anglo-maratha, la prima delle quali scoppiò a seguito delle pesanti interferenze della Compagnia nelle complesse dinamiche successorie dei Peshwa di Pune e che si concluse con la vittoria dei Maratha.
La Compagnia si rifece nella Seconda e nella Terza guerra anglo-maratha, nell'ultima delle quali l'ultimo Peshwa, Bajirao II, venne sconfitto dai Britannici nel 1818. La maggior parte dell'Impero maratha fu pertanto assorbito dall'India Britannica, anche se alcuni degli Stati maratha continuarono ad esistere con uno status di semi-indipendenza all'interno dell'India, fino all'indipendenza del 1947.

Una larga parte dell'Impero maratha era costiero, grazie alla potenza espressa dalla Marina maratha, che operò sotto la guida di comandanti quali Kanhoji Angre, che riuscì a tenere a bada i Portoghesi e i Britannici.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

India Portale India: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'India