Prima guerra anglo-maratha

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Prima guerra anglo-maratha
Maratha British Treaty.JPG
Dipinto murario rappresentante la resa degli inglesi nel corso della prima guerra anglo-maratha. Il murale è parte del Memoriale della Vittoria (Vijay Stambh) di Vadgaon Maval (Off NH-4, Malinagar, Vadgaon Maval, Puna)
Data1775-1782
LuogoPune, India
EsitoVittoria maratha[1][2]
Schieramenti
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La prima guerra anglo-maratha (1775–1782) fu la prima delle tre guerre anglo-maratha combattute tra la Compagnia britannica delle Indie orientali e l'Impero maratha, in India. La guerra ebbe inizio col Trattato di Surat e si concluse con il trattato di Salbai.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Madhavrao Peshwa nel 1772, suo fratello Narayanrao divenne Peshwa dell'Impero maratha.

La vedova di Narayanrao, Gangabai, diede alla luce un figlio postumo che era il legale erede al trono. Il nuovo nato venne chiamato 'Sawai' Madhavrao (Sawai significa "uno e un quarto"). Dodici capi maratha, guidati da Nana Phadnavis diressero i loro sforzi per far nominare il piccolo come Peshwa e Nana come suo reggente.

Raghunathrao, non intenzionato a rinunciare alla propria posizione di potere, cercò l'aiuto degli inglesi a Bombay e siglò il trattato di Surat il 6 marzo 1775. Sulla base del trattato, Raghunathrao avrebbe ceduto alla Gran Bretagna i territori di Salsette e Bassein, assieme a parte delle rendite dei distretti di Surat e Bharuch. In cambio, gli inglesi promisero di inviare a Raghunathrao 2500 uomini.

Le fasi iniziali ed il trattato di Purandhar (1775 - 1776)[modifica | modifica wikitesto]

Le truppe inglesi al comando del colonnello Keating lasciarono Surat il 15 marzo 1775 per Puna, ma vennero individuati da Haripant Phadke ad Adas e vennero completamente sbaragliati il 18 maggio 1775.[4] La perdita delle forze di Keating, tra cui Raghunathrao, ammontarono a 96 uomini. Le perdite dei marathas nella Battaglia di Adas (Gujarat) giunsero a 150 morti.[5]

Warren Hastings disse che azioni dirette contro Puna sarebbero state dannose per gli inglesi. Il Consiglio britannico di Calcutta condannò il trattato di Surat, inviando il colonnello Upton a Pune per annullarlo e concludere un nuovo trattato con la reggenza. Il trattato di Purandhar (1º marzo 1776) annullò quindi quello di Surat, Raghunathrao venne pensionato e la sua causa abbandonata, ma le rendite dei distretti di Salsette e Broach vennero mantenute dagli inglesi. Il governo di Bombay rifiutò questo nuovo trattato e si offrì di dare rifugio a Raghunathrao.

Wadgaon[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di un trattato tra Francia ed il governo di Poona nel 1776, il governo di Bombay decise di invadere Raghoba. Inviarono dunque una forza armata al comando del colonnello Egerton che raggiunse Khopoli e si fece strata attraverso il Ghats occidentale a Bhor Ghat e poi verso Karla, città che venne raggiunta il 4 gennaio 1779. Alla fine gli inglesi vennero costretti alla ritirata verso Wadgaon, ma vennero presto accerchiati. Le truppe inglesi siglarono il trattato di Wadgaon il 16 gennaio 1779, una vittoria per i marathas.[6]

Rinforzi dall'India settentrionale, comandati dal colonnello (poi generale) Thomas Wyndham Goddard, giunsero troppo tardi per salvare le forze di Bombay. Il governatore generale britannico del Bengala, Warren Hastings, rifiutò ad ogni modo il trattato sulla base del fatto che gli ufficiali di Bombay non avevano il potere legale di siglarlo, ed ordinò quindi a Goddard di assicurare gli interessi britannici nell'area.

Goddard con 6000 uomini occupò il Forte Bhadra e catturò Ahmedabad il 15 febbraio 1779 dove si trovava una guarnigione di 6000 tra arabi e sindhi e 2000 cavalieri. Le perdite nel combattimento per i nativi furono di 108 mentre gli inglesi persero 2 soli uomini.[7][8][9] Goddard catturò anche Bassein l'11 dicembre 1780. Un altro distaccamento di rinforzi del Bengala guidato dal capitano Popham prese Gwalior e, con l'assistenza del Rana di Gohad, catturò anche Gwalior il 4 agosto 1780, prima che Mahadji Scindia potesse prepararsi. Le schermaglie ebbero luogo tra Mahadji Scindia ed il generale Goddard a Gujarat, ma si dimostrarono inconcludenti. Hastings inviò quindi un'altra forza militare a minacciare Mahadji Shinde, comandata dal maggiore Camac.[10]

India centrale e Deccan[modifica | modifica wikitesto]

Una Vijay Stambh (Colonna della vittoria) eretta per commemorare la vittoria maratha sugli inglesi. La colonna si trova a Vadgaon/Wadgaon Maval, nei pressi della città di Poona, India
Una targa esplicativa che spiega la vittoria maratha sugli inglesi. Essa è collocata a Vadgaon/Wadgaon Maval, nei pressi di Poona, India

Dopo la presa di Bassein, Goddard marciò verso Pune, ma venne intercettato a Borghat – Parshurambha nell'prile del 1781 da Haripant Phadke e Tukoji Holkar.

Nell'India centrale, Mahadji era di stanza a Malwa aspettando Camac. Inizialmente, Mahadji ebbe la meglio e le forze inglesi di Camac dovettero ritirarsi ad Hadur.[11]

Nel febbraio del 1781 gli inglesi batterono Shinde presso il villaggio di Sipri,[12] ma ogni mossa che fecero venne minacciata dalla mancanza di rifornimenti, sino a quando non compirono un raid disperato alla fine di marzo, catturando non solo dei rifornimenti, ma anche dei cannoni e degli elefanti da guerra.[13]

Il contesto della guerra appariva ora molto più bilanciato. Se Mahadji riuscì ad ottenere una significativa vittoria su Camac alla Battaglia di Sironj,[14] quest'ultimo riuscì ad avere la meglio nella Battaglia di Durdah[15] il 24 marzo 1781.

Il colonnello Murre giunse con nuove forze nell'aprile del 1781 per assistere sia Popham che Camac. Dopo la sua sconfitta a Sipiri, Mahadji Shinde iniziò ad allarmarsi. Alla fine, schiacciò ad ogni modo decisamente le forze di Murre il 1º luglio 1781.

Trattato di Salbai[modifica | modifica wikitesto]

Questo trattato, noto come Trattato di Salbai, venne siglato il 17 maggio 1782, e venne rettificato da Hastings a giugno di quello stesso anno e da Nana Phadnavis nel febbraio dell'anno successivo. Il trattato pose fine alla prima guerra anglo-maratha.[16]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel film del 2013 intitolato The Lovers l'intera vicenda è basata sullo sfondo di questa guerra[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Encyclopedia of the Peoples of Asia and Oceania: M to Z, Barbara A. West, 509
  2. ^ The First Anglo-Maratha War, 1774-1783: A Military Study of Major Battles, M. R. Kantak
  3. ^ Edgar Thorpe e Showick Thorpe, Concise General Knowledge Manual, Pearson Education India, p. 49, ISBN 978-81-317-5512-9. URL consultato il 3 novembre 2012.
  4. ^ The Great Maratha by N.G.Rahod p.11
  5. ^ M.S. Naravane, Battles of the Honorourable East India Company, A.P.H. Publishing Corporation, 2014, pp. 53–56, ISBN 978-81-313-0034-3.
  6. ^ M.S. Naravane, Battles of the Honorourable East India Company, A.P.H. Publishing Corporation, 2014, pp. 56–58, ISBN 978-81-313-0034-3.
  7. ^ Bhadra Fort to turn into heritage hangout!, in The Times of India (Ahmedabad), TNN, 12 giugno 2009. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  8. ^ Duff, James Grant, A History of the Mahrattas, vol. 2, London, Longman, Rees, Orme, Brown, and Green, 1826 [Oxford University].
  9. ^ Beveridge, Henry, A comprehensive history of India, civil, military and social, Blackie, 1862 [New York Public Library], pp. 456–466.
  10. ^ Camac (da non confondere con Carnac) ricevette la promozione a Tenente Colonnello durante questa missione.
  11. ^ The Great Maratha by N.G.Rathod p.20
  12. ^ Duff, James Grant A History of the Mahrattas London, Longman (1826), via Google Books, accessed 2008-01-27
  13. ^ Mill, James option=com_staticxt&staticfile=show.php%3Ftitle=843&chapter=79955&layout=html&Itemid=27 The History of British India, vol. 4, chapter 6, London, Baldwin (1826), via oll.libertyfund.org, accessed 2008-01-27
  14. ^ Battles of the Honourable East India Company: Making of the Raj by M.S.Naravane p.62
  15. ^ Dictionary of Battles and Sieges by Tony Jaques p.320
  16. ^ M.S. Naravane, Battles of the Honorourable East India Company, A.P.H. Publishing Corporation, 2014, pp. 63, ISBN 978-81-313-0034-3.
  17. ^ http://timesofindia.indiatimes.com/entertainment/marathi/movies/news/Atul-Kulkarni-Milind-Gunaji-Roland-Joffe-Singularity-The-Lovers-Bipasha-Basu-Abhay-Deol-Ajay-Zankar-Aishwarya-Rai-Vivek-Oberoi/articleshow/34926960.cms?

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beck, Sanderson. India & Southeast Asia to 1800 (2006) "Marathas and the English Company 1701-1818" online. Retrieved Oct. 1, 2004.
  • Gordon, Stewart. Marathas, marauders, and state formation in eighteenth-century India (Oxford University Press, 1994).
  • Gordon, Stewart. "The Marathas," in New Cambridge History of India, II.4, (Cambridge U Press, 1993).
  • Seshan, Radhika. "The Maratha State: Some Preliminary Considerations." Indian Historical Review 41.1 (2014): 35-46. online

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]