Il Demone (opera)

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Il Demone
Fedor Shalaypin as Demon in Rubinstein's opera (1903, GRM).jpg
Fëdor Šaljapin nel ruolo del Demone, acquerello su carta di Konstantin Korovin, 1903
Titolo originaleДемон
Lingua originalerusso
Genereopera drammatica
MusicaAnton Grigorevič Rubinštejn
LibrettoPavel Aleksandrovič Viskovatov
Fonti letterariepoema omonimo di Michail Jur'evič Lermontov
Atti3
Epoca di composizione1871
Prima rappr.13 (25) gennaio 1875
TeatroTeatro Mariinskij, San Pietroburgo
Personaggi
  • Il Demone (basso-baritono)
  • Il principe Gudal (basso)
  • Tamara, sua figlia (soprano)
  • La nutrice di Tamara (contralto)
  • Il principe Sinodal, promesso sposo di Tamara (tenore)
  • Un vecchio servitore del Principe Sinodal (basso)
  • Un corriere (tenore)
  • L'Angelo (contralto)
  • Coro (spiriti malvagi, spiriti buoni, Georgiani, ospiti, Tatari, servi, monache)

Il Demone è un'opera lirica in 3 atti di Anton Grigor'evič Rubinštejn su libretto di Pavel Aleksandrovič Viskovatov, basato sul poema omonimo di Michail Lermontov.

Storia della composizione[modifica | modifica wikitesto]

Lermontov scrisse l'ultima versione del suo poema Il Demone nel biennio 1838-1839 con modifiche apportate nel 1841, durante l'esilio nel Caucaso. L'opera non fu pubblicata in Russia che nel 1860, dopo essere stata data alle stampe una prima volta in Germania nel 1856. La sua popolarità e la sua trama fosca ne facevano un soggetto ideale per un libretto d'opera, che fu scritto da Pavel Viskovatov, biografo e studioso dell'opera di Lermontov. Rubinštejn compose l'opera nel 1871: in settembre invitò alcuni musicisti del Gruppo dei Cinque ed il critico Vladimir Stasov ad assistere ad un'esecuzione privata dell'opera: gli ospiti non diedero un giudizio favorevole della musica. Tuttavia, motivi tradizionali del Demone sono molto simili a quelli della Chovanščina di Musorgskij e dell'Eugenio Onegin di Čajkovskij[1]. Il colore orientale, peraltro giustificato dal soggetto, ricorre di frequente, grazie all'uso di canti popolari georgiani e armeni (il canto georgiano delle amiche di Tamara nel primo atto, la melodia orientale del secondo atto, e soprattutto le danze delle donne e la marcia della carovana al terzo atto). L'opera fu rappresentata per la prima volta al teatro Mariinskij di San Pietroburgo il 13 (25) gennaio 1875, con Eduard Napravnik alla direzione e scene di Michail Bocharov, Matvej Šiškov e Lev Lagorio; mentre nel 1879 ebbe luogo la sua prima messa in scena al Teatro Bol'šoj di Mosca, con Enrico Bevignani alla direzione[2]. L'opera fu poi pubblicata da V. Bessel nel 1876. Mentre il Russia viene ancora rappresentato abbastanza di frequente, Il Demone è divenuto una rarità nei repertori dei teatri lirici occidentali.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione di svolge in Georgia in un'epoca imprecisata.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Scena prima: prologo. Durante una tempesta sulle montagne del Caucaso, un coro di spiriti maligni invita il Demone a distruggere la bellezza della creazione di Dio. Il Demone canta il suo odio per l'universo e respinge l'invito dell'Angelo a riconciliarsi con il cielo.

Scena seconda. Tamara è in attesa del suo matrimonio col principe Sinodal, che sta arrivando con i suoi servitori da un territorio oltre il fiume. Il Demone vede Tamara e si innamora di lei: le promette che "tutte le parole si inginocchieranno davanti a lei" se ricambierà il suo amore. Tamara è affascinata, ma anche terrorizzata dal Demone e ritorna al castello.

Scena terza. La carovana del principe Sinodal si sta dirigendo verso il tribunale del principe Gudal per celebrare il matrimonio con Tamara, ma è in ritardo a causa di una frana. Appare il Demone il quale giura che il principe Sinodal non vedrà mai più Tamara. La carovana di Sinodal viene attaccata dai Tatari, ed il principe Sinodal viene ferito a morte. Prima di morire egli ordina al suo servitore di portare il suo corpo a Tamara.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Scena quarta. I festeggiamenti per il matrimonio sono iniziati. Un messaggero annuncia che la carovana del principe Sinodal è stata assalita. Tamara avverte la presenza del Demone ed è terrorizzata. Dopo che il cadavere del principe Sinodal è stato portato al castello, Tamara è sopraffatta dal dolore, mentre inorridita continua a sentire la voce del Demone e le sue promesse. Implora perciò il padre di lasciarla entrare in convento.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

Scena quinta. Il Demone vuole entrare nel convento, dove Tamara è ora rinchiusa, nella convinzione che il suo amore per lei abbia aperto il suo spirito alla bontà. L'Angelo tenta invano di fermarlo.

Scena sesta. Tamara prega nella cella del convento, ma è costantemente turbata dal pensiero del Demone, che le appare in sogno. Il Demone appare in modo sensibile, le dichiara il suo amore e la supplica di amarlo a sua volta. Tamara cerca di resistere alle sue lusinghe, ma non ci riesce. Il Demone la bacia; appare all'improvviso l'Angelo e mostra a Tamara il fantasma del principe Sinodal. Orripilata, Tamara cerca di fuggire dalle braccia del Demone e cade morta.

Epilogo ed apoteosi. L'Angelo annuncia che Tamara è stata redenta dal suo dolore, mentre il Demone è stato dannato alla solitudine eterna. Il Demone maledice il suo destino. Nell'apoteosi finale l'anima di Tamara sale in cielo accompagnata dagli angeli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gerald Abraham, Anton Rubinstein: Russian Composer in The Musical Times n. 86 (Dicembre 1945), (1234), pagg. 361-365.
  2. ^ Театральная Энциклопедия (Enciclopedia del teatro), edita dalla Sovetskaya Entsiklopediya

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