Il Paese

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Il Paese
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità Quotidiano
Genere Stampa nazionale
Fondazione 1921
Chiusura 1963
Sede Roma
Direttore Tomaso Smith
 

Il Paese è stato un quotidiano italiano di ispirazione comunista.

Prima edizione (1921-1925)[modifica | modifica wikitesto]

Fondato a Roma nel 1921, fu organo di Francesco Saverio Nitti, deputato del Partito Radicale Italiano.

Dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) il giornale sospese le pubblicazioni. Tornò in edicola profondamente cambiato, esprimendo una linea filo-fascista; la testata divenne Il Nuovo Paese[1].

Seconda edizione (1948-1963)[modifica | modifica wikitesto]

Rinacque nell'immediato dopoguerra, nel 1948, con la testata originale; fondatore, e direttore fino al 1956, fu Tomaso Smith.

Nel dicembre del 1949 comparve il Paese Sera, inizialmente come edizione pomeridiana de Il Paese. Pur avendo due redazioni distinte i due quotidiani avevano in comune il direttore, la segreteria, l'amministrazione, la redazione, gli stenografi e l'archivio fotografico.

Nel corso degli anni Il Paese ebbe buoni successi di vendite ma conobbe anche crisi di carattere economico, provocate, oltre che da fattori esterni, anche dalla scelta del PCI più favorevole ad investire nel quotidiano di partito, l'Unità, piuttosto che nel giornale fiancheggiatore.

Tra i redattori si ricordano Augusto Livi, corrispondente dall'estero, Paolo Pardo, inviato speciale, Terracina, redattore interni, Lamberto Martini, capocronista, Ruggero Zangrandi, Antonio Rasa, Giuliana Anibaldi, Antonio Meocci, Adele Alfieri e Arnaldo Del Papa.

Cessò le pubblicazioni nel 1963.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Paese, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: Il Paese (raccolta digitale dal 1921 al 1922 e dal 1948 al 1962)
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