Idrogenonio

Il catione idrogenonio, o catione triidrogeno, è un catione molecolare avente formula H3+.[1]
È formato da tre nuclei di idrogeno (protoni) che condividono una coppia di elettroni che esercita un'azione legante fra di essi.
L'idrogenonio è uno degli ioni molecolari più abbondanti nell'Universo.[2] È una specie che è stabile nel mezzo interstellare per la bassa densità di materia nel mezzo, come pure per la bassa temperatura. Gioca un ruolo singolare e importante nella chimica in fase gassosa, non paragonabile ad altri ioni poliatomici che si trovano in nubi molecolari[3] e nel mezzo interstellare.[4]
Le righe di emissione di H3+ sono state identificate anche nell'atmosfera di Giove,[5] di Saturno[6] e di Urano.[7]
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]H3+ è anche lo ione molecolare più semplice in quanto, essendo costituito da solo idrogeno, ha solo elettroni di valenza nella sua struttura molecolare. È anche l'esempio più semplice di sistema legato (ΔU < 0)[8] in cui sia presente un legame a tre centri e due elettroni (3c-2e).[9]
Lo ione H3+ ha una struttura altamente simmetrica: in esso i tre atomi di idrogeno, legati da due elettroni, sono collocati ai vertici di un triangolo equilatero, per cui la simmetria risultante è D3h.[10] La distanza H−H calcolata risulta essere 90,88 pm (74,14 pm in H2[11]),[12] e la densità elettronica aumenta in direzione del centro del triangolo.[12]
Questo ione molecolare gode di una particolare stabilità connessa all'aromaticità sigma,[13] che per esso si riscontra e che comporta una "corrente di anello",[14] come avviene per il benzene; tale stabilità rende conto dell'abbondanza e della persistenza di questo ione molecolare nel mezzo interstellare, a differenza dello ione molecolare H2+•, un suo importante precursore che invece è una specie molto labile (vide infra).[15] L'omologo superiore più semplice di H3+ è lo ione molecolare isoelettronico di valenza Li3+, anch'esso una specie importante in astrofisica.[16]
L'idrogenonio può formarsi esotermicamente e spontaneamente per protonazione di una molecola di idrogeno, dato che il sistema (H2 + H+) è parecchio meno stabile:[17]
(qui ΔHr° e ΔGr°, cambiati di segno, rappresentano l'affinità protonica e la basicità in fase gassosa di H2, rispettivamente)
Questo ione molecolare è un fortissimo acido di Brønsted-Lowry, in grado di protonare anche una base debolissima come il metano dando origine allo ione metanio CH5+, dato che l'affinità protonica di CH4 (-543,5 kJ/mol[18]) è maggiore di quella di H2, e così pure per qualsiasi altro idrocarburo:
- CH4 + H3+ → CH5+ + H2 [ ΔHr° = (-543,5 + 422,3) kJ/mol = -121,2 kJ/mol ]
Lo ione idrogenonio in atmosfera di idrogeno molecolare può sommare esotermicamente fino a tre molecole H2 formando altri legami 3c-2e, però più deboli, e dando luogo alle specie H3+(H2), H3+(H2)2 e H3+(H2)3;[19] le molecole H2 si dispongono sui vertici del triangolo H3+, con il loro asse di legame perpendicolare al piano di H3+, formando fino a tre altri triangoli.[20]
Formazione[21]
[modifica | modifica wikitesto]La via principale di formazione di H3+ si ha a partire da una iniziale ionizzazione di una molecola H2 a dare lo ione radicalico H2+•, che è una specie legata da un solo elettrone (ordine di legame 1/2).[22] Questa specie molto energetica reagisce con un'altra molecola H2 strappando ad essa un atomo H, formando così l'idrogenonio:[23]
- H2+• + H2 → H3+ + H•
La concentrazione di H2+• è il fattore che limita la concentrazione di H3+. Questo infatti può formarsi negli spazi interstellari soltanto quando la molecola H2 viene colpita da un raggio cosmico o una radiazione ultravioletta abbastanza energetica da ionizzarla (teoricamente, occorrono almeno 15,43 eV[24]):
- H2 + raggio cosmico → H2+• + e− + raggio cosmico
Il raggio cosmico, come si vede nella reazione, ha talmente tanta energia che quella ceduta per ionizzare la molecola di idrogeno è sostanzialmente trascurabile. Nelle nubi interstellari, i raggi cosmici si lasciano dietro una traccia di H2+• e, di conseguenza, di H3+.
Reazioni e distruzione[21]
[modifica | modifica wikitesto]Esistono parecchie reazioni di distruzione dello ione H3+; in sostanza cedere un protone praticamente a qualsiasi altra molecola con cui entri in collisione (salvo l'elio He, la cui affinità protonica, 177,8 kJ/mol,[25] è molto minore di quella di H2). Il composto più abbondante in assoluto nello spazio è H2, tuttavia la reazione che coinvolge i due composti è soltanto uno scambio di protoni:
- H3+ + H2 → H2 + H3+
Questa reazione è importante soprattutto per i suoi effetti sul rapporto orto/para di H3+, cioè per il rapporto tra l'idrogenonio con momento angolare di spin 3/2 e quello con momento 1/2.
Un'altra reazione importante è quella con il monossido di carbonio CO, la seconda molecola più abbondante, che viene da esso protonata (affinità protonica = 594 kJ/mol[26]):
- H3+ + CO → HCO+ + H2
HCO+ è uno ione importante per la chimica interstellare. Il suo notevole momento di dipolo e la sua abbondanza lo rendono facilmente rintracciabile dalla radioastronomia.
H3+ può protonare anche l'ossigeno atomico (affinità protonica = 485,2 kJ/mol[27]):
- H3+ + O → OH+ + H2
Questo è l'inizio di quella che si pensa possa essere la reazione principale di formazione di acqua dall'ossigeno degli spazi interstellari, e dunque ciò che ha dato origine all'acqua presente sulla Terra.
H3+ può essere distrutto anche da un processo chiamato ricombinazione dissociativa. Tale reazione decorre in modi differenti, portando anche a prodotti diversi. Quello che avviene nel 75% dei casi è la formazione di tre atomi di idrogeno, mentre nel restante 25% delle volte si producono H2 e H.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Trihydrogen cation, su chemspider.com. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (RU) Илья Хель, Как проходит изучение самой важной молекулы в космосе, su hi-news.ru, 3 settembre 2014. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) T. R. Geballe e T. Oka, Detection of H+3 in interstellar space, in Nature, vol. 384, n. 6607, 1996-11, pp. 334–335, DOI:10.1038/384334a0. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ Takeshi Oka, Interstellar H3+, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 103, n. 33, 15 agosto 2006, pp. 12235–12242, DOI:10.1073/pnas.0601242103. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) P. Drossart, J.-P. Maillard e J. Caldwell, Detection of H3+ on Jupiter, in Nature, vol. 340, n. 6234, 1989-08, pp. 539–541, DOI:10.1038/340539a0. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) T. R. Geballe, M.-F. Jagod e T. Oka, Detection of H3(+) infrared emission lines in Saturn, in The Astrophysical Journal, vol. 408, 1993-05, pp. L109, DOI:10.1086/186843. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) L. M. Trafton, T. R. Geballe e S. Miller, Detection of H3(+) from Uranus, in The Astrophysical Journal, vol. 405, 1993-03, pp. 761, DOI:10.1086/172404. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) Bound state, su oxfordreference.com. URL consultato il 24 maggio 2025.
- ↑ (EN) H. H. Osman, P. Rodríguez-Hernández e A. Muñoz, A unified theory of electron-rich and electron-deficient multicenter bonds in molecules and solids: a change of paradigms, in Journal of Materials Chemistry C, vol. 13, n. 8, 20 febbraio 2025, pp. 3774–3803, DOI:10.1039/D4TC04441J. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ CCCBDB listing of experimental data page 2, su cccbdb.nist.gov. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2021).
- ↑ Egon Wiberg, Nils Wiberg e A. F. Holleman, Anorganische Chemie, 103. Auflage, De Gruyter, 2017, p. 299, ISBN 978-3-11-026932-1.
- 1 2 (EN) Alejandro Pérez Paz, A simple approximate solution for the H3+ ion, in International Journal of Quantum Chemistry, vol. 123, n. 2, 2023, pp. e27015, DOI:10.1002/qua.27015. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ (EN) Ivan A. Popov, Alyona A. Starikova e Dmitry V. Steglenko, Usefulness of the σ‐Aromaticity and σ‐Antiaromaticity Concepts for Clusters and Solid‐State Compounds, in Chemistry – A European Journal, vol. 24, n. 2, 9 gennaio 2018, pp. 292–305, DOI:10.1002/chem.201702035. URL consultato il 13 settembre 2025.
- ↑ Remco W. A. Havenith, Frank De Proft e Patrick W. Fowler, σ-Aromaticity in H3+andLi3+: Insights from ring-current maps, in Chemical Physics Letters, vol. 407, n. 4, 27 maggio 2005, pp. 391–396, DOI:10.1016/j.cplett.2005.03.099. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ Josene M. Toldo, Jakob Staab e Eduard Matito, Deciphering the astrophotochemical inertness of H3+ at molecular level (PDF), su hal.science. URL consultato il 14 settembre 2025.
- ↑ Dongbo Zhao, Xin He e Meng Li, A density functional theory study of H3+ and Li3+ clusters: Similar structures with different bonding, aromaticity, and reactivity properties, Elsevier, 1º gennaio 2023, pp. 237–245, DOI:10.1016/b978-0-12-822943-9.00017-6, ISBN 978-0-12-822943-9. URL consultato il 13 settembre 2025.
- ↑ (EN) Hydrogen, su webbook.nist.gov. URL consultato il 17 febbraio 2023.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, Methane, su webbook.nist.gov. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, H3+, su webbook.nist.gov. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ Michel Farizon, Henry Chermette e Bernadette Farizon‐Mazuy, Structure and energetics of hydrogen clusters. Structures of H+11 and H+13. Vibrational frequencies and infrared intensities of the H+2n+1 clusters (n=2–6), in The Journal of Chemical Physics, vol. 96, n. 2, 15 gennaio 1992, pp. 1325–1332, DOI:10.1063/1.462168. URL consultato il 9 settembre 2025.
- 1 2 E. Herbst, S. Miller e T. Oka, The astrochemistry of H3+, in Philosophical Transactions of the Royal Society of London. Series A: Mathematical, Physical and Engineering Sciences, vol. 358, n. 1774, 15 settembre 2000, pp. 2523–2534, DOI:10.1098/rsta.2000.0665. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ Frank Weinhold e Clark R. Landis, Valency and bonding: a natural bond orbital donor-acceptor perspective, Cambridge University Press, 2005, pp. 91-92, ISBN 978-0-521-83128-4.
- ↑ P Allmendinger, J Deiglmayr e F Merkt, Experimental study of the ion-molecule reaction H 2 + + H 2 → H 3 + + H at low collision energies, in Journal of Physics: Conference Series, vol. 635, n. 11, 7 settembre 2015, pp. 112132, DOI:10.1088/1742-6596/635/11/112132. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, Hydrogen, su webbook.nist.gov. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, helium, su webbook.nist.gov. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, Carbon monoxide, su webbook.nist.gov. URL consultato il 10 settembre 2025.
- ↑ (EN) NIST Office of Data and Informatics, Oxygen, atomic, su webbook.nist.gov. URL consultato il 10 settembre 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) H3+ Resource Center, su h3plus.uiuc.edu.
- (EN) Astrochemistry.net.