Hélène Jourdan-Morhange

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Hélène Jourdan-Morhange (Parigi, 30 gennaio 1888Parigi, 15 maggio 1961) è stata una violinista, scrittrice e critica musicale francese.

Maurice Ravel, Hélène Jourdan-Morhange, Madeleine Grey
Ricardo Viñes, Maurice Ravel e Hélène Jourdan-Morhange (1923)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hélène Jourdan-Morhange studiò al Conservatorio di Parigi con Édouard Nadaud,[1] ottenendo il Premier Prix nel 1906. Nata Hélène Morhange, sposò il pittore francese Jacques-Jean-Raoul Jourdan[2] e da lui prese il secondo cognome. Fu un'autorevole interprete delle opere dei contemporanei francesi tra i quali Arthur Honegger, Gabriel Fauré, Florent Schmitt e Paul Paray.[3] Nel 1917 Jourdan-Morhange conobbe Ravel dopo un’esecuzione del suo Trio; diventarono amici e da allora la Jourdan-Morhange fu una delle sue interpreti predilette. Ravel le affidò la prima esecuzione della Sonata per violino e violoncello (1922, con Maurice Maréchal al violoncello), e della Berceuse sur le nom de Gabriel Fauré. La genesi di Tzigane di Ravel coinvolse due violiniste; anche se dedicata e pensata per Jelly d'Arányi, i consigli di Hélène Jourdan-Morhange furono determinanti nella redazione della parte del violino.[4]

A metà degli anni Venti iniziarono i primi sintomi di un'artrite alle mani, e Jourdan-Morhange dovette rinunciare ad esibirsi in pubblico. Nel 1927, Ravel le dedicò la sua seconda Sonata per violino e pianoforte.[5] Jourdan-Morhange fu la compagna e poi la sposa del pittore e incisore Luc-Albert Moreau (1882-1948).[6] Dopo il 1940, lavorò come critico musicale per diversi periodici francesi, e dopo la Liberazione, produsse trasmissioni musicali per la radio francese (RDF). Lasciò diversi scritti in ambito musicale dedicati a Ravel e alla musica francese. Curò le note di molte registrazioni pubblicate da etichette discografiche francesi su 78 giri e poi su long playing. Fece parte della giuria di concorsi internazionali a Varsavia, Mosca e Parigi.[7]

Opere dedicate[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Paray, Sonate en ut mineur (violino e pianoforte) (1908) “À Mademoiselle Hélène Morhange”
  • Francis Poulenc, Sonate (violino e pianoforte) (1918) (perduta)[8]
  • Florent Schmitt, Sonate libre en deux parties enchaînées (ad modum clementis aquæ), Op.68 (violino e pianoforte) (1920) “À Madame Hélène Jourdan-Morhange”
  • Maurice Ravel, Sonate (violino e pianoforte) (1927) “À Hélène Jourdan-Morhange”

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Édouard Nadaud (1862-1928), allievo di Charles Dancla e a sua volta professore al Conservatorio di Parigi
  2. ^ Jacques-Jean-Raoul Jourdan (1880-1916), allievo di Gabriel Ferrier. Fu ucciso durante la battaglia di Verdun il 25 marzo 1916
  3. ^ Gli ultimi due autori le dedicarono ciascuno una sonata
  4. ^ Hélène Jourdan-Morhange, Ravel et nous, Genève, 1945, p. 181
  5. ^ La Sonata ebbe la prima esecuzione con Georges Enescu
  6. ^ Arbie Orenstein, Ravel, Lettere, 1998, p. 166
  7. ^ -, voce Jourdan-Morhange Hélène, in Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, 1986, p. 37
  8. ^ Cfr. C. B. Schmidt, The Music of Francis Poulenc, p.29

Scritti e interviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Ravel et nous: l'homme, l'ami, le musicien, prefazione di Colette, Ginevra, Éditions du Milieu du Monde, 1945; tr. it., Ravel, Milano, Nuova Accademia, 1960
  • Ravel d'après Ravel (in collaborazione con Vlado Perlemuter), Losanna, Éditions du Cervin, 1953
  • Mes amis musiciens (Lettera-prefazione di Jean Cocteau), Parigi, Éditeurs Français Réunis, 1955

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Bachmann, An Encyclopedia of the Violin, intr. di E. Ysaÿe, trad. di F. H. Martens, New York, D. Appleton,1925
  • Vladimir Jankélévitch, Ravel, coll. “Solfèges”, Parigi, Le Seuil, 1956
  • -, voce Jourdan-Morhange Hélène, in Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Utet, Torino, Le Biografie, Vol. IV, 1986, p. 37
  • Arbie Orenstein (a cura di), A Ravel Reader, Correspondence, Articles, Interviews, New York, Columbia University Press, 1990 [edizione italiana in due volumi curata da E. Restagno: Ravel, Scritti e interviste, vol. 1; Ravel, Lettere vol. 2; Torino, EDT, 1995, 1998]
  • Carl B. Schmidt, The Music of Francis Poulenc (1899-1963): A Catalogue, Oxford, Clarendon Press, 1995
  • Francis Poulenc, J'écris ce qui me chante (a cura di Nicolas Southon), Parigi, Fayard, 2011

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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