Guido Catalano

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Guido Catalano (a destra) nel 2009

Guido Catalano (Torino, 6 febbraio 1971) è uno scrittore e poeta italiano. Scrive per "Il Corriere della Sera Torino" e collabora con Smemoranda[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce e vive da sempre a Torino, città alla quale risulta essere fortemente legato. Inizia a scrivere durante gli anni del liceo. Frequenta il liceo classico ma manifesta problemi d'apprendimento, tanto da venire bocciato in quarta ginnasio[3]. A 17 anni è il frontman dei Pikkia Froid, band rock-demenziale, per la quale scrive i testi delle canzoni. Quando la band si scioglie, inizia a leggere i testi delle canzoni in giro, scoprendo che "assomigliavano a poesie". Finito il liceo, si iscrive a Lettere Moderne all'università.

Prima di diventare poeta di professione, intraprende i lavori più disparati: correttore di bozze per Einaudi, portiere di un residence, pozzettista.

Nel 2000 pubblica la sua prima raccolta (I cani hanno sempre ragione); nel 2005 apre il suo blog, che farà la sua fortuna insieme ai social network, ai reading e ai poetry slam.

Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo, D'amore si muore ma io no, parzialmente autobiografico[4].

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile, i contenuti e le critiche[modifica | modifica wikitesto]

Catalano scrive sempre in versi liberi, utilizzando uno stile estremamente semplice e di facile comprensione[5], che non sempre viene apprezzato - è stato accusato di fare un "cattivo servizio alla poesia e alla nazione"[6], e rappresentare "la deriva della poesia contemporanea"[7].

L'amore è uno dei temi più ricorrenti (un espediente che spesso utilizza il poeta è quello di una sorta di dialogo immaginario con una donna non identificata), mentre l'ironia è onnipresente - egli definisce l'autoironia "la salvezza dalle brutture della vita" [3], essenziale anche per quello che riguarda i reading in pubblico, molto simili a spettacoli di cabaret - il poeta gioca molto sia sulla sua fisicità, sia sul suo evidente rotacismo.

Tra le fonti d'ispirazione cita Charles Bukowski e Jacques Prévert[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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