Guelfo II di Altdorf

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Guelfo II di Altdorf

Guelfo II di Altdorf (960/970 – Weingarten, 10 marzo 1030) è stato un nobile tedesco, conte svevo e membro del ramo svevo della dinastia dei vecchi Welfen.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Guelfo era il figlio più giovane di Rodolfo II, conte di Altdorf e Ida, figlia del duca di Svevia Corrado I. Secondo Giuseppe Albertoni[1], Guelfo II, in virtù dei suoi legami parentali con i Ratpotoni, avrebbe ereditato le terre e la carica di conte di Norital[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1015 sposò Imiza di Lussemburgo, la quale ricevette alcuni beni fiscali in zona alpina, tra cui la proprietà di Mering, situato nei pressi della antica strada per Roma verso Asburgo e Salisburgo e poi verso il passo del Brennero; essa ricevette inoltre altri beni fiscali posti sul suddetto percorso di Fern, Merano e Reschen[2]. Inoltre, grazie a questa unione, ebbe il favore dell'imperatore Enrico II.

All'inizio del decennio del 1020, Guelfo prima entrò in conflitto con il vescovo di Strasburgo Guarniero/Werner I d'Asburgo. Nel 1024 si oppose all'elezione Corrado II del Sacro Romano Impero nel 1024, che considerava contraria agli interessi della sua famiglia, decidendo quindi di ribellarsi con il parente Ernesto II di Svevia. Nel 1026 fu coinvolto in una guerra contro le diocesi di Augusta e Frisinga. Egli saccheggiò il tesoro del vescovo Bruno di Augusta, fratello minore di Enrico II, (1006-1029) e saccheggiando anche la città di Augusta[3]. Alla fine però i ribelli dovettero alla fine sottomettersi[4]. Corrado II tentò quindi di eliminare la presenza dei vecchi Welfen nell'area alpina: nel 1027 un mese prima del processo a Ulm, si vide sottrarre la contea di Norital, la quale venne data in parte al vescovo di Bressanone[2] Arduico della stirpe dei Sigeardingi. La stirpe perse quindi il controllo dei passi alpini verso Trento, essenziali per il passaggio nel regno d'Italia; essi però mantennero il percorso Fern-Reschen-Merano[2]. Ottenne poi il perdono di Corrado con la restituzione dell'eredità paterna. Fu sepolto in Altdorf.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Guelfo II sposò attorno al 1015 Imiza di Lussemburgo, figlia del conte Federico di Lussemburgo[5]. Ella era dunque nipote del duca di Baviera Enrico V e di Cunegonda, moglie dell'imperatore Enrico II, che fu duca di Baviera. Essi ebbero due figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Albertoni, Le terre del vescovo: potere e società nel Tirolo medievale (secoli IX-XI), pp. 145-150.
  2. ^ a b c d Andrea Castagnetti, Guelfi ed Estensi nei secoli XI e XII. Contributo allo studio dei rapporti fra nobiltà teutonica ed italica (PDF), in Formazione e strutture dei ceti dominanti nel Medioevo: marchesi conti e visconti nel Regno Italico, III, Roma, 2003, pp. 41-102 (pagine 3-4 dell'URL).
  3. ^ Reuter, Germany, p. 204.
  4. ^ Reuter, Germany, p. 203.
  5. ^ Zotz, 'Welf II,' col. 2143

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Timothy Reuter. Germany in the Early Middle Ages 800–1056. New York: Longman, 1991.
  • (DE) B. Schneidmüller: Die Welfen. Herrschaft und Erinnerung (819–1252). (Stuttgart, 2000), p.|119–123.
  • (DE) T. Zotz, 'Welf II.,' in: Lexikon des Mittelalters (LexMA), Volume 8 (Munich, 1997), cols. 2143–2144.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(DE) Welf II.

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