Grotte dei mille Buddha di Bezeklik
| Grotte dei mille Buddha di Bezeklik | |
|---|---|
| Stato | |
| Coordinate | 42°57′19.54″N 89°32′23.01″E |
| Grotte dei mille Buddha di Bezeklik 柏孜克里千佛洞 Bózikèli Qian Fó Dòng | |
|---|---|
| Utilizzo | Grotta |
| Epoca | V-IX secolo |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Contea | Turfan e Shanshan |
| Amministrazione | |
| Visitabile | Si |
| Mappa di localizzazione | |
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Le Grotte dei mille Buddha di Bezeklik (caratteri cinesi semplificati:柏孜克里千佛洞; pinyin: Bózīkèlǐ Qiān Fó Dòng) sono un complesso di grotte buddiste datate dal V al IX secolo, situate tra le città di Turfan e Shanshan (Loulan) a nord-est del deserto di Taklamakan.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il sito si trova vicino alle antiche rovine di Gaochang nella valle Mutou, una gola delle Montagne Fiammeggianti, in Cina.[1] Le grotte sono poste in alto sulle ripide pareti occidentali valle del Mutou.[2]
Nel sito vi sono 77 grotte scavate nella pietra. Molte hanno forme rettangolari con soffitti ad archi tondeggianti, e sono spesso divise in quattro parti, ognuna con un murale del Buddha. L'effetto è quello di un soffitto ricoperto da centinaia di murales del Buddha. Alcuni soffitti sono dipinti con un Buddha circondato da altre figure, tra cui indiani, persiani ed europei. La qualità delle pitture varia arrivando ad un livello incredibile di arte religiosa.[3]
Nel 1982, le Grotte dei Mille Buddha di Bezeklik sono state iscritte nella lista dei monumenti del patrimonio della Repubblica Popolare Cinese (cinese: 全國重點文物保護單位 / 全国重点文物保护单位; Hanyu pinyin: quánguó zhòngdiǎn wénwù bǎohù dānwèi).
Murales di Bezeklik
[modifica | modifica wikitesto]Delle 77 grotte scavate nella roccia nel sito, circa 60 sono ben conservate e vi si possono vedere importanti pitture murali buddiste. Alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, il luogo era la destinazione di spedizioni tedesche (Albert von Le Coq), inglesi (Aurel Stein), giapponesi e russe.

La maggior parte delle grotte ha spazi rettangolari con soffitti ad arco a tutto sesto spesso divisi in quattro sezioni, ognuna con un affresco del Buddha. L'effetto è quello di ricoprire l'intero soffitto con centinaia di murales di Buddha. Alcuni murales mostrano un grande Buddha circondato da altre figure, tra cui turchi, indiani ed europei. La qualità dei murales varia: alcuni sono artisticamente ingenui, mentre altri sono capolavori di arte religiosa.[9] I murales che meglio rappresentano le Grotte dei Mille Buddha di Bezeklik sono quelli di grandi dimensioni, a cui è stato dato il nome di "Scena Praṇidhi", dipinti che raffigurano la "promessa" o "praṇidhi" di Sakyamuni della sua vita passata.[10]
James A. Millward descrisse gli uiguri originali come fisicamente mongoloidi, citando come esempio le immagini di Bezeklik nel tempio 9 dei patroni uiguri, fino a quando non iniziarono a mescolarsi con gli abitanti tocari indoeuropei originari del bacino del Tarim.[11] Tuttavia, secondo uno studio genetico dei primi resti uiguri del Khaganato uiguro in Mongolia, gli uiguri erano in realtà prevalentemente eurasiatici occidentali, essendo modellati come geneticamente simili ai popoli iraniani di Alano e Sarmati, con una significativa mescolanza eurasiatica orientale. Si dice che la mescolanza est-ovest nel Khaganato uiguro abbia avuto luogo intorno all'anno 500 d.C.[12]
Gli uiguri buddisti crearono i murales di Bezeklik.[13] Tuttavia, Peter B. Golden scrive che gli uiguri non solo adottarono il sistema di scrittura e le fedi religiose dei sogdiani indoeuropei, come il manicheismo, il buddismo e il cristianesimo, ma guardarono anche ai soggidiani come "mentori", mentre gradualmente li sostituivano nei loro ruoli di commercianti della Via della seta e fornitori di cultura.[14] In effetti, i sogdiani che indossano abiti di seta sono visti nelle scene praṇidhi dei murales di Bezeklik, in particolare nella scena 6 del Tempio 9 che mostra i donatori sogdiani davanti al Buddha.[6]
I dipinti di Bezeklik, pur avendo una piccola influenza indiana, sono principalmente influenzati dagli stili cinese e iraniano, in particolare dalla pittura paesaggistica persiana sasanide.[15] Albert von Le Coq fu il primo a studiare i murales e pubblicò le sue scoperte nel 1913. Notò come nella scena 14 del Tempio 9 una delle figure dall'aspetto eurasiatico occidentale avesse gli occhi verdi, indossasse un cappotto verde bordato di pelliccia, presentasse una ciotola con quelli che supponeva fossero sacchi di polvere d'oro e avesse un cappello che ricordava il copricapo dei principi persiani sasanidi.[4]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Panorama delle grotte
- Panorama della valle
- Affreschi del Buddha
- Affreschi del Buddha
- un principe uigiuro
- Principi uigiuri che indossano vesti. Bezeklik, grotta 9, ca. VIII/IX secolo. Situato nel museo für Indische Kunst, Berlin-Dahlem.
- Principesse uigiure, grotta 9, ca. VIII/IX secolo, museo für Asiatische Kunst
- Possibile monaco tocaro (sinistra) con un monaco asiatico buddista (destra)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Bezeklik Thousand Buddha Caves, su chinahighlights.com. URL consultato il 19 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2007).
- ↑ Bizaklik Thousand Buddha Caves, in travelchinaguide.com. URL consultato il 21 settembre 2007.
- ↑ Bizaklik Thousand Buddha Caves, su showcaves.com. URL consultato il 21 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2018).
- 1 2 (EN, DE) von Le Coq, Albert, Chotscho: Facsimile-Wiedergaben der Wichtigeren Funde der Ersten Königlich Preussischen Expedition nach Turfan in Ost-Turkistan, su dsr.nii.ac.jp, 1913 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2016).
- ↑ (EN, DE) Dietrich Reimer (Ernst Vohsen), im Auftrage der Gernalverwaltung der Königlichen Museen aus Mitteln des Baessler-Institutes, su dsr.nii.ac.jp, Berlino, p. 28. URL consultato il 3 settembre 2016.
- 1 2 (EN, DE) Gasparini, Mariachiara, A Mathematic Expression of Art: Sino-Iranian and Uighur Textile Interactions and the Turfan Textile Collection in Berlin in: Rudolf G. Wagner and Monica Juneja (eds), Transcultural Studies, su heiup.uni-heidelberg.de, Ruprecht-Karls Universität Heidelberg, 2014, pp. 134–163. URL consultato il 3 settembre 2016.
- ↑ (EN) Hansen, Valerie, The Silk Road: A New History, Oxford University Press, 2012, p. 98, ISBN 978-0-19-993921-3..
- ↑ (ZH) 箜篌故事:凤首丝绸之路上的凤首箜篌 [Konghou Story: The Phoenix-headed Konghou on the Silk Road], su m.yueqixuexi.com, 23 agosto 2016.«图4 柏孜克里克第48窟中的凤首箜篌 公元十世纪 (Figure 4 The phoenix-headed Konghou in Cave 48, Bezeklik, 10th century AD)»
- ↑ (EN) Bizaklik Thousand Buddha, su showcaves.com. URL consultato il 21 settembre 2007.
- ↑ (EN) The Lost Murals of Bezeklik Thousand Buddha Caves, su dsr.nii.ac.jp.
- ↑ (EN) James A. Millward, Eurasian Crossroads: A History of Xinjiang, Columbia University Press, 2007, p. 43, ISBN 978-0231139243. URL consultato il 10 marzo 2014.
- ↑ (EN) Choongwon Jeong, Ke Wang, Shevan Wilkin e William Timothy Treal Taylor, 4, in A Dynamic 6,000-Year Genetic History of Eurasia's Eastern Steppe, Cell, vol. 183, novembre 2020, pp. 890–904.
- ↑ (EN) Modern Chinese Religion I (2 vol.set): Song-Liao-Jin-Yuan (960-1368 AD), BRILL, 2014, p. 895, ISBN 978-90-04-27164-7.
- ↑ (EN) Peter B. Golden, Central Asia in World History, Oxford, Oxford University Press, 2011, p. 47, ISBN 978-0-19-515947-9.
- ↑ (EN) Sims, Eleanor, Boris I. Marshak e Ernst J. Grube, Peerless Images: Persian Painting and Its Sources, New Haven and London: Yale University Press, 2002, p. 154, ISBN 0-300-09038-2.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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