Gl'ingannati

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Gl'ingannati
Commedia in cinque atti
Gl'ingannati
Autore Anonimo
Titolo originale L'Ingannati
Lingua originale Italiano
Composto nel 1531
Prima assoluta 15 febbraio 1532
Palazzo Comunale di Siena, Siena
Personaggi
  • Gherardo, vecchio
  • Virginio, vecchio
  • Clemenzia, balia
  • Lelia, fanciulla
  • Spela, servo di Gherardo
  • Scatizza, servo di Virginio
  • Flamminio, innamorato
  • Pasquella, fante di Gherardo
  • Isabella, fanciulla
  • Giglio, spagnuolo
  • Crivello, servo di Flamminio
  • Messer Piero, pedante
  • Fabrizio, giovinetto figliuolo di Virginio
  • Stragualcia, servo del pedante
  • Agiato, oste
  • Frulla, oste
  • Fanciullina, figliola della balia
 

Gl'ingannati è una commedia di autore anonimo del XVI secolo, precisamente del 1531, anno precedente alla sua prima rappresentazione (12 febbraio 1532 ultimo giorno di Carnevale), avvenuta nella città di Siena all'interno del Palazzo Comunale. La sua stesura è un lavoro collettivo dell'Accademia degli Intronati di Siena, accademia che si contraddistinse, nella prima fase di produzione drammaturgica, per le opere di una certa leggerezza comica che prediligevano come target il sesso femminile.[1]

La prima pubblicazione dell'opera avvenne nel 1537 a Venezia.

Il genere della commedia è direttamente connesso alla produzione drammaturgica della Commedia dell'Arte: tra i personaggi sono infatti riconoscibili i "tipi" caratteristici delle commedie dell'epoca. L'opera ebbe vasta fortuna sul territorio italiano e straniero, tanto da divenire una delle fonti di ispirazione di William Shakespeare per la stesura della commedia La dodicesima notte.

La commedia senese fu tradotta e adattata in molte lingue. In Francia comparve come Les Abusés nel 1543 e fu tradotta in latino con il titolo Laelia (1595); in Spagna Lope de Rueda ne propose un adattamento (Los engañados, 1567). Dalla storia Matteo Bandello ne ricavò la XXXVI novella della seconda parte della sua raccolta ("Nicuola innamorata di Lattanzio va a servirlo vestita da paggio e dopo molti casi seco si marita, e ciò che ad un suo fratello avvenne.").

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La tredicenne Lelia, per sfuggire ad un matrimonio combinato, si traveste da ragazzo con il nome di Fabio e fugge dal convento in cui è stata rinchiusa dal padre Virginio. Entrata a servizio del cavaliere modenese Flamminio, di cui è innamorata, diviene il suo paggio, utilizzato da Flamminio per recapitare i suoi messaggi cortesi alla ereditiera Isabella, di cui è innamorato. Isabella a sua volta si invaghisce di colui che crede essere un paggio. Lelia non respinge le profferte di Isabella, allo scopo di allontanare definitivamente la donna da Flamminio.

A complicare la vicenda, giunge a Modena Fabrizio, fratello gemello di Lelia. La commedia assume toni boccacceschi quando Virginio, credendo di avere a che fare con la figlia travestita, rinchiude Fabrizio in casa di Gherardo, padre di Isabella, nella stanza di quest'ultima. Una volta rimasti soli, la ragazza, credendolo il paggio, gli si concede. Flamminio, per parte sua, si infuria con il suo paggio per essersi lasciato corteggiare da Isabella, ma quando Lelia si rivela e confessa di aver agito per amore, si unisce a lei. Le scene erotiche delle due coppie sono narrate rispettivamente dalla fantesca Pasquina e da una giovane ragazza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel prologo dell'opera sono presenti numerosi riferimenti alle donne.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Melchiori, Shakespeare. Genesi e struttura delle opere., Laterza, 1994, pp. 365-367.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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