Gim Toro

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Gim Toro
Lingua orig. Italiano
Autore Andrea Lavezzolo
Disegni Edgardo Dell'Acqua
Editore Società editrice Cremona Nuova
1ª app. 12 maggio 1946 – 28 gennaio 1951
Sesso Maschio

Gim Toro è un personaggio dei fumetti ideato nel 1946 da Andrea Lavezzolo e disegnato inizialmente da Edgardo Dell'Acqua e successivamente anche da Antonio Canale, Giuseppe Cappadonia, Carlo Cossio, Giuseppe Perego e Ferrari.[1]

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Eroe positivo, Gim Toro viene raffigurato come un giovane italo-americano affascinante e nerboruto abitante a San Francisco. La sua missione era quella di combattere una potente organizzazione orientale chiamata la Hong del Dragone che aveva creato una città sotterranea. Inizialmente era disegnato con dei sottili baffetti che lo facevano somigliare all'attore Tyrone Power, al tempo molto popolare in Italia), ma già dalla quarta avventure venne rappresentato con il volto completamente glabro.[1]

Al suo fianco si muovevano due amici: il forte e calvo Bourianakis, di origini greche, e il magrissimo e furbo Kid perennemente impegnato a giocare con uno yo-yo. Insieme affrontavano avventure e peripezie a lieto fine ambientate in ogni parte del mondo.[2]

Tra i nemici di Gim Toro figuravano il misterioso santone di nome May Wuang, Sembilang il malese,la Banda subacquea, "Colui che sa" e l'avvenente Vipera Bionda, pseudonimo di Lilyth Howard che diventerà poi moglie dello stesso Gim.[1]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le avventure di Gim Toro sono state pubblicate su albi a strisce con il nome dell'eroe in copertina fino al gennaio 1951 e in ristampa, fino al 1959. La pubblicazione iniziò a cura della Società editrice Cremona Nuova di Gino Casarotti e successivamente continuò edita dalla Editrice Dardo e dalla Editoriale Mercury.[3]

La pubblicazione uscì in edicola in cinque serie successive:[3]

  1. Gialla, composta da 76 uscite dal 12 maggio 1946 al 27 dicembre 1947;
  2. Rosa, composta da 52 uscite dal 1 gennaio 1948 al 26 dicembre 1948;
  3. Arancio, composta da 25 uscite dal 2 gennaio 1949 al 19 giugno 1949;
  4. Bianca, composta da 50 uscite dal 26 giugno 1949 al 4 giugno 1950:
  5. L'albo dei 3 inseparabili, composta da 32 uscite dall'11 giugno 1950 al 28 gennaio 1951.

Accanto alle serie dedicate al personaggio, considerato il forte successo ottenuto fra i lettori più giovani, venne pubblicata quasi subito (1947) una speciale serie intitolata Gimtorissimo, costituita da albi di grosse dimensioni.[3]

I testi dei fumetti erano sempre di Andrea Lavezzolo mentre ai disegni si dedicarono per primo Edgardo Dell'Acqua, successivamente Antonio Canale, Carlo Cossio e altri disegnatori[3] tra cui Giuseppe Cappadonia, Giuseppe Perego e Ferrari.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d AA.VV., Enciclopedia mondiale del fumetto, a cura di Maurice Horn e Luciano Secchi, Editoriale Corno, 1978, p. 424.
  2. ^ B. P. Boschesi, Manuale dei fumetti, Arnoldo Mondadori Editore, 1976, pp. 89, 90.
  3. ^ a b c d Gim Toro, su Museo del fumetto, dell'illustrazione e dell'immagine animata, Fondazione Franco Fossati. URL consultato il 23 ottobre 2016.
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