Giduglia

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«La giduglia è una mongolfiera, una nebulosa, ovvero la sfera perfetta della conoscenza. La sfera intestinale del sole.»

(Jean Baudrillard in Pataphisique)
Terracotta rappresentante Ubu con la Giduglia sulla pancia

La Giduglia (dal francese gidouille, che rimanda all'antica oliera a due ampolle chiamata guedoille), detta anche cornoventre/cornoventraglia, è la vorticosa spirale assurta a simbolo della patafisica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle opere di Alfred Jarry, padre della patafisica, è l'espressione tipica con cui Padre Ubu si riferisce alla sua enorme pancia e rappresenta l'ingordigia umana, il parossismo, la smisuratezza. Viene mutuata da Rabelais per il quale indica l'apparato digestivo e quello genitale ed è metafora dei corrispondenti appetiti [senza fonte].

I numerosi omaggi o rifacimenti che hanno coinvolto l'opera di Jarry non potevano trascurarla: per esempio, si ricorda il film Ubu et la grande Gidouille (1987) di Jan Lenica.

La giduglia nella Patafisica è anche un mese dell'anno, il nome di un ordine (Ordine della Gran Giduglia), nonché termine della locuzione francese

prendre de la gidouille: v. intr. fam.= diventare grosso[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal dizionario francese analogico on line Sensagent.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Baudrillard, Pataphisique, Sens & Tonka, Parigi, 2002

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