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Gerbert de Montreuil

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Gerbert de Montreuil (Montreuil-sur-Mer, 12001250) è stato uno scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Visse in stretta unione con la corte dei conti di Ponthieu[1], dedicandosi soprattutto alla stesura di romanzi in versi.

Alla contessa Maria di Ponthieu dedicò intorno al 1227 il Roman de la Violette, una delle opere più significative ed emblematiche del Cycle de la gageure, incentrato sull'argomento della purezza femminile, momentaneamente calunniata e infine nuovamente dichiarata legittima, nonostante qualche segno di apparente colpa. L'opera si distinse sia per la vividezza narrativa sia per la profonda descrizione dei costumi contemporanei, e fu talmente ammirata da innescare molte imitazioni negli anni successivi.

Per scrivere queste sue opere, Gerbert si ispirò sia per lo stile sia per i contenuti, al Roman de la Rose di Jean Renaut, composto qualche anno prima, dal quale riprese il gusto di eleganza e raffinata mondanità,.[1] e l'accorgimento di inframezzare passi lirici con la narrazione (ad ottosillabi rimati a coppia).

Intorno al 1230 si dedicò al completamento del Perceval di Chrétien de Troyes, fino ad allora incompiuto.

Il suo lavoro consistette di quasi 20000 versi, basati su temi a sfondo didattico.

I critici letterari gli hanno attribuito anche la favola Groignet et Petit, di gusto satirico, che prese di mira i ricchi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.210

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D.L.Buffum, Roman de la Violette, Parigi, 1928.
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