Gaspari Editore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gaspari Editore
Stato Italia Italia
Tipo Società a responsabilità limitata
Fondazione 1993 a Udine
Fondata da Paolo Gaspari
Sede principale Via Vittorio Veneto, 49, 33100 Udine UD
Persone chiave Paolo Gaspari
Settore Editoria
Sito web

Gaspari Editore è una casa editrice specializzata nella ricerca e pubblicazione di volumi e cartografie riguardanti la Prima guerra mondiale, in particolare sul Fronte italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gaspari Editore fu fondata nel 1993 da Paolo Gaspari, un sociologo specializzato nello studio della storia della civiltà contadina nella sua area di origine. Nata con il nome di Istituto Editoriale Veneto Friulano, inizialmente seguì un piano editoriale allineato agli interessi del fondatore, pubblicando principalmente la storia dei contadini e della nobiltà, e l'etica civile. In quest'ambito, l'editore si dedicò al recupero culturale di Ippolito Nievo, pubblicando ad esempio "I Nievo e la storia - una passione di famiglia" di Ugo M. Olivieri, poi vincitore del Premio Fiuggi Storia 2014[1].

Nel 1995, il fondatore cominciò a dedicarsi allo studio della storia della Grande Guerra sul fronte italiano, ed anche l'attività della casa editrice virò nella stessa direzione. L'anno successivo, Giulio Einaudi suggerì di adottare il logo del levriero, mutuandolo dalla medesima collezione di marche create da Paolo Giovio nel Cinquecento da cui anche il logo dello struzzo della Einaudi proveniva[2].

Nel 1997, l'attività editoriale sulla Grande Guerra si intensificò, procedendo in particolare al recupero ed alla nuova pubblicazione di titoli di settore usciti di produzione, ma realizzati da storici di vaglia come Cesco Tomaselli[3], Roberto Bencivenga[4][5] e Piero Pieri[6][7]. Contemporaneamente al recupero di lavori di grande rilievo, l'editore si è dedicato alla pubblicazione di opere specialistiche su aspetti o personaggi particolari della Grande Guerra, derivanti da ricerche archivistiche su fonti italiane e straniere. Altro filone è quello della ripubblicazione di opere dei protagonisti e testimoni oculari del periodo storico suddetto, come Giulio Dohuet[8].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata la primitiva dimensione locale, Gaspari Editore è oggi distribuito sui maggiori canali nazionali. Il catalogo attuale comprende circa cinquecento titoli, di cui trecentocinquanta dedicati alla Grande Guerra sul Fronte Italiano[9]. Questi ultimi riguardano principalmente la ricostruzione, anche attraverso un ricco corredo iconografico, delle battaglie principali e secondarie, alle guide storico-turistiche sui luoghi dei combattimenti, alle biografie e alla guerra delle donne ed alla diaristica e memorialistica di guerra.

Collateralmente all'attività editoriale principale, Gaspari pubblica collane dedicate alla storia etnica ed all'antropologia, ed altre focalizzate su fotografia, architettura, arte, narrativa e poesia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ugo M. Olivieri, I Nievo e la storia - una passione di famiglia, Gaspari editore, 2014.
  2. ^ [www.gasparieditore.it/about Chi siamo] .
  3. ^ Cesco Tomaselli, Gli ultimi di Caporetto, Gaspari editore, 1997.
  4. ^ Roberto Bencivenga, Il periodo della neutralità - Dall'agosto 1914 alle prime operazioni del 1915, Gaspari editore, 2014.
  5. ^ Roberto Bencivenga, La campagna del 1915 - Attacco frontale e pregiudizi sulla storia militare della guerra, Gaspari editore, 2015.
  6. ^ Hans Schneeberger, Piero Pieri, Luigi Malvezzi, La montagna che esplode. Kaiserjäger e alpini sul Castelletto della Tofana, Gaspari Editore, 2003.
  7. ^ Piero Pieri, La prima guerra mondiale 1914-1918. Problemi di storia militare, Gaspari editore, 1998.
  8. ^ Giulio Dohuet, Sintesi critica della Grande Guerra, Gaspari Editore, 2016.
  9. ^ Esercito: presentato a Roma il volume "La grande guerra italiana. Le battaglie" di Gaspari editore., difesaonline.it.