Flavio Anicio Ermogeniano Olibrio

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Flavio Anicio Ermogeniano Olibrio (latino: Flavius Anicius Hermogenianus Olybrius; fl. 395-397; ... – ...) fu un politico e aristocratico dell'Impero romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Probino era figlio di Anicia Faltonia Proba e di Sesto Petronio Probo, uno dei più influenti uomini della sua epoca e console nel 371, e fratello di Flavio Anicio Probino, col quale divise il consolato per l'anno 395; in questa occasione ai due fratelli venne dedicato un panegirico da parte di Claudio Claudiano (Panegyricus de consulatu Probini et Olybrii), da cui si evince che i due fratelli erano nati e cresciuti a Roma[1] e che all'epoca del consolato erano molto giovani.[2]

Sebbene fossero originari di una famiglia appartenente all'aristocrazia senatoriale romana, tradizionalmente pagana, Olibrio e Probino erano cristiani; la nomina a consoli di questi due cristiani potrebbe essere stato un segnale, voluto dall'imperatore Teodosio I, proprio l'anno seguente all'usurpazione e restaurazione pagana di Flavio Eugenio.

Olibrio e Probino ricevettero la dedica dell'opera Exempla elocutionum di Arusiano Messio e una lettera di Quinto Aurelio Simmaco.[3]

Sposò Anicia Giuliana, sua parente, da cui ebbe un figlio e una figlia, Demetria.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudiano, Panegyricus de consulatu Probini et Olybrii, 143-146.
  2. ^ Claudiano, Panegyricus de consulatu Probini et Olybrii, 143-67-70.
  3. ^ Epistulae, V, del 397.
  4. ^ Anne Kurdok, «Demetrias ancilla dei: Anicia Demetrias and the problem of the missing patron», in Kate Cooper, Julia Hillner, Religion, dynasty and patronage in early Christian Rome, 300-900, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0521876419, pp. 190-224.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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