Figlie della misericordia francescane

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Maria di Gesù Crocefisso Petković, fondatrice della congregazione

Le Figlie della Misericordia Francescane sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla C.F.M.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1906 il vescovo di Ragusa di Dalmazia Giuseppe Marčelić fece arrivare da Brescia a Blatta, sull'isola di Curzola, una comunità di suore Ancelle della Carità per gestire la locale scuola femminile: a causa dello scoppio della prima guerra mondiale le religiose abbandonarono l'isola e il vescovo affidò a una sua penitente, Marija Petković (1892-1966), la missione di organizzare una nuova comunità religiosa che proseguisse l'opera delle Ancelle.[2]

La congregazione, approvata dal vescovo di Ragusa il 18 febbraio 1929, ebbe rapida diffusione e nel 1936 aprì alcune filiali nell'America del Sud, dove la Petković soggiornò tra il 1940 e il 1952.[2]

L'istituto, aggregato all'Ordine dei Frati Minori dal 26 gennaio 1928, ricevette il pontificio decreto di lode il 26 giugno 1944 e le sue costituzioni vennero approvate definitivamente dalla Santa Sede il 6 dicembre 1956.[2]

La fondatrice (in religione madre Maria di Gesù Crocefisso) è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2003.[3]

Attività e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Le Figlie della Misericordia si dedicano all'istruzione della gioventù, alla cura degli orfani, all'assistenza agli ammalati, alle opere parrocchiali e alle missioni.[2]

Sono presenti in Europa (Italia, Germania, paesi dell'ex Jugoslavia) e in America (Argentina, Canada, Cile, Paraguay, Perù, Uruguay):[2] la sede generalizia è a Roma.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 425 religiose in 66 case.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1636.
  2. ^ a b c d e DIP, vol. III (1976), coll. 1640-1641, voce a cura di G. Rocca.
  3. ^ Riti di Beatificazione approvati dal Santo Padre, su vatican.va. URL consultato il 15-6-2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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