Fibra muscolare tipo 2a

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Le fibre muscolari di tipo IIa, dette anche intermedie, glicolitiche ossidative rapide, dall'inglese fast oxidative glycolitic (FOG), a contrazione rapida fatica-resistenti, dall'inglese fast twitch fatigue-resistant (FR), rappresentano una delle tre principali tipologie di fibre muscolari che compongono il muscolo scheletrico, detto anche striato o volontario, assieme alle fibre rosse (o di tipo I), e bianche (di tipo IIb).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le fibre di tipo IIa o intermedie, assumono delle caratteristiche intermedie tra le fibre di tipo I (rosse) e di tipo IIb (bianche). Sono caratterizzate, come le fibre I, da una colorazione rossa, riescono ad idrolizzare ATP rapidamente come le fibre IIb, tramite un'abbondante presenza dell'enzima miosina ATP-asi, e sono dotate di una capacità ossidativa maggiore rispetto alle IIb. Hanno quindi una buona capacità aerobica e anaerobica grazie all'alto contenuto sia di enzimi glicolitici che ossidativi[1][2]. Le fibre di tipo IIa riescono ad adattarsi agli stimoli allenanti.

Esse sono in grado di eseguire rapide contrazioni, meno rapide delle bianche, ma che possono essere sostenute per un tempo maggiore prima di incontrare l'affaticamento ed hanno una maggiore capacità di recupero[3][4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Fisiologiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Motoneurone: grande (fasico)
  • Dimensioni unità motoria: grande
  • Frequenza di reclutamento (stimolazione delle unità neuromotorie): media
  • Velocità di contrazione: rapida
  • Velocità di rilassamento: rapida
  • Resistenza alla fatica: media
  • Potenza: alta

Strutturali[modifica | modifica wikitesto]

Biochimiche[modifica | modifica wikitesto]

Altri tipi di fibre[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livio Luzi. Biologia cellulare nell'esercizio fisico. Springer, 2009. p. 86. ISBN 8847015340.
  2. ^ Maurizio Marchetti, Paolo Pillastrini. Neurofisiologia del movimento: anatomia, biomeccanica, chinesiologia, clinica. PICCIN, 1998. p. 29-30. ISBN 8829914495
  3. ^ Giorgio Macchi. Malattie del sistema nervoso. PICCIN, 2005. p. 68. ISBN 8829917397
  4. ^ Paolo Cabras, Aldo Martelli.Chimica degli alimenti. PICCIN, 2004. p. 359. ISBN 882991696X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]