Fede e Luce
| Fede e Luce Italia | |
|---|---|
| Associazione Fede e Luce APS | |
| Tipo | Associazione di promozione sociale |
| Fondazione | 1975 |
| Presidente | Pietro Vetro |
| Lingua ufficiale | Italiano |
| Sito web | |
Fede e Luce (in francese Foi et Lumière, in inglese Faith and Light) è un movimento cristiano internazionale basato su comunità di incontro, che riuniscono persone con disabilità intellettiva, le loro famiglie e amici. Il movimento è stato fondato il 9 aprile 1971 a Lourdes da Marie-Hélène Mathieu e Jean Vanier e promuove relazioni di amicizia, spiritualità, inclusione e sostegno reciproco.[1]
Presente in oltre 80 Paesi con più di 1.600 comunità di incontro, il movimento accoglie persone appartenenti a diverse confessioni cristiane, tra cui cattolici, ortodossi e protestanti.[1] In Italia, Fede e Luce è attivo dal 1975 e conta circa 60 comunità distribuite sul territorio nazionale.[2] L’associazione ha sede a Roma.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il Movimento Internazionale Foi et Lumière ha origine alla fine degli anni Sessanta, quando due genitori di bambini con gravi disabilità intellettive, Camille e Gérard, incontrarono difficoltà nell’organizzare un pellegrinaggio a Lourdes insieme ai figli Loïc e Taddée. L’esperienza di esclusione e di accoglienza limitata contribuì a un confronto con Jean Vanier, fondatore delle comunità dell’Arca, e con Marie-Hélène Mathieu.
Da questo incontro nacque l’idea di un pellegrinaggio specificamente pensato per persone con disabilità intellettiva, le loro famiglie e amici. Il primo pellegrinaggio internazionale si svolse nell’aprile 1971 a Lourdes, con la partecipazione di circa 12.000 persone provenienti da 15 Paesi. Al termine dell’evento, le comunità nate in quell’occasione chiesero di proseguire l’esperienza, dando origine a un movimento stabile.
Sviluppo in Italia
[modifica | modifica wikitesto]In Italia il primo gruppo di Fede e Luce si formò a Roma all’inizio degli anni Settanta, sotto la guida di suor Ida Maria Ferri e di Mariangela Bertolini, madre di una figlia con disabilità intellettiva. Nel 1974 nacquero le prime comunità a Roma, Parma, Cuneo e Abano Terme, tuttora attive.
Nel 1975 si svolse a Roma un pellegrinaggio nazionale culminato in un incontro in Vaticano con Papa Paolo VI, che rivolse parole di incoraggiamento ai partecipanti, ricordate per l’espressione «Dio ti ama come sei». Mariangela Bertolini divenne la prima responsabile nazionale di Fede e Luce in Italia.
Nel 2014 lo statuto dell’Associazione Fede e Luce (allora Onlus) è stato approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana con decreto firmato dal presidente della CEI, il cardinale Angelo Bagnasco.[3]
Dal 1983 l’associazione è anche editrice della rivista Ombre e Luci, organo di informazione e approfondimento dedicato ai temi della disabilità, dell’inclusione e della vita delle comunità.
Organizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Il movimento Fede e Luce è strutturato in comunità locali, organizzate a livello internazionale in province territoriali. La coerenza del movimento è garantita dalla Charta e dalla Costituzione, documenti redatti nel 1982 che definiscono i principi fondamentali, pur nel rispetto delle diverse realtà culturali.
Ogni provincia è guidata da un coordinatore provinciale, affiancato da vice-coordinatori, con il compito di mantenere il collegamento tra le comunità e il livello internazionale.
In Italia il movimento è suddiviso in tre province territoriali: Un Fiume di Pace (Nord), Kimata (Centro) e Mari e Vulcani (Sud e Isole), per un totale di circa 60 comunità.[4] La segreteria generale internazionale del movimento ha sede a Parigi.
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Le comunità di Fede e Luce sono generalmente composte da 20–30 persone di età, provenienza sociale e culturale differenti. Gli incontri si svolgono con cadenza mensile o bimestrale e si articolano in tre momenti principali: condivisione, festa e preghiera.
Accanto agli incontri comunitari, il movimento promuove relazioni personali attraverso quello che viene definito il “quarto momento”, che comprende visite, telefonate e incontri informali tra i membri.
Ogni comunità è coordinata da un responsabile che favorisce la partecipazione attiva di tutti i membri, valorizzando le capacità di ciascuno. È inoltre prevista la presenza di un assistente spirituale, sacerdote o religioso, che accompagna il cammino spirituale della comunità e i rapporti con la Chiesa.