Eugenia di Roma

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Sant'Eugenia di Roma
Martirio di santa Eugenia nella vetrata di Notre-Dame de Clignancourt, Parigi
Martirio di santa Eugenia nella vetrata di Notre-Dame de Clignancourt, Parigi
Vergine e martire
Nascita  ?
Morte III secolo
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 25 dicembre (Chiesa cattolica), 24 dicembre (Chiese cristiane orientali)
Attributi Palma

Eugenia di Roma (... – III secolo) è stata una martire cristiana del III secolo.

Le circostanze concrete e il luogo della sua morte (Alessandria o Roma) non sono chiaramente identificabili, essendo numerose le leggende nate attorno al suo nome.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo culto, molto antico, deve la sua popolarità a racconti favolosi di miracoli, diffusi in varie lingue.[1] Figlia del nobile romano Filippo e di sua moglie Claudia, sorella di Sergio e Avito, dopo la nomina del padre a prefetto d'Egitto da parte dell'imperatore Gallieno si trasferì insieme alla famiglia a Alessandria: qui Eugenia venne convertita al cristianesimo dagli eunuchi Proto e Giacinto, suoi schiavi. Consacrata segretamente la sua verginità a Dio, per evitare le nozze con il giovane Aquilino (figlio del console) si travestì da uomo e si ritirò sotto falsa identità in un monastero maschile.

Distintasi per santità di vita, venne eletta dai monaci abate e la sua fama iniziò a diffondersi anche fuori dal monastero; la nobile matrona Melanzia volle incontrarla e una volta invaghitasene tentò di sedurla. Respinta, Melanzia accusò l'abate di aver tentato di abusare di lei. Condotta in giudizio a Alessandria, per dimostrare la sua innocenza Eugenia fu costretta a rivelare la sua vera identità. Commossi per aver ritrovato la figlia che credevano perduta, i suoi genitori aderirono al cristianesimo e si distinsero per le opere di carità. Eugenia venne fatta decapitare a Alessandria dal prefetto Nicezio un 25 dicembre.[2]

Più probabilmente Eugenia subì il martirio a Roma sotto Gallieno e Valeriano (tra il 253 e il 260) e venne sepolta sulla via Latina:[3] sulla sua memoria sorse poi una basilica, restaurata e abbellita dai pontefici Giovanni VII e Adriano I;[4] papa Stefano V fece traslare le sue reliquie nella basilica dei Santi Apostoli di Roma.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il suo culto ebbe ampia diffusione in epoca antica, tanto da essere rappresentata nella decorazione musiva delle basiliche di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna (V secolo) e di Sant'Eufrasia a Parenzo (VI secolo); la sua figura è ricordata e celebrata da Alcimo Ecdicio Avito.[5] e Venanzio Fortunato[6]

Il suo elogio si legge nel Martirologio Romano al 25 dicembre. Presso le Chiese orientali la sua memoria viene celebrata il 24 dicembre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BHL, II, p. 1051, nn. 6975-6977.
  2. ^ Bibliotheca Sanctorum, vol. V, coll. 181-183, voce a cura di Gian Domenico Gordini.
  3. ^ G.B. De Rossi, RSC, I, pp. 180-181.
  4. ^ Lib. Pont., I, pp. 385, 510.
  5. ^ MGH, Auct. Antiq., VI, p. 289.
  6. ^ Miscellanea, VIII, 8, in PL, LXXXVIII, coll. 271-272.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Battista de Rossi, La Roma Sotterranea Cristiana descritta ed illustrata (6 voll.), Roma 1864-1877.
  • Liber Pontificalis. Texte, introduction et commentaire par l'abbé L. Duchesne (2 voll.), Parigi-Torino 1886-1892.
  • Bibliotheca Hagiographica Latina, antiquae et mediae aetatis, ediderunt Socii Bollandiani, Bruxelles 1900-1901.
  • Bibliotheca Sanctorum (12 voll.), Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, Città nuova, Roma 1961-1971.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenia di Roma, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.