Eud

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Eud assassina il re Eglon
Miniatura da un manoscritto dello Speculum humanae salvationis, 1360 circa, ULB Darmstadt, Hs 2505.

Eud (o Ehud, o Aod) (in ebraico: אֵהוּד בֶּן־גֵּרָא?) è stato il secondo dei giudici d'Israele (dal 1496 al 1416 a.C circa)[1].

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

La sua storia è contenuta nel 3º capitolo del Libro dei Giudici.

Narrazione biblica[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo in cui era stato giudice Otniel aveva portato, agli ebrei, un periodo di pace durato quarant'anni. Alla sua morte, il popolo di Israele, si comportò nuovamente in modo che dispiacque a Dio[2]. In risposta Egli fece si che Eglon, re di Moab, sconfiggesse gli ebrei e li assoggettasse per diciotto anni[3].

Dopo questo periodo, Dio diede finalmente al popolo di Israele un salvatore nella persona di Eud, figlio di Ghera, della tribù di Beniamino[4].

Illustrazione di Ford Madox Brown dell'assassinio di Eglon da parte di Eud.

Eud liberò il suo popolo dalla schiavitù utilizzando uno stratagemma. Si presentò da Eglon dicendo di avergli portato un regalo, nascondendo una spada sotto l'abito, dal lato destro; poiché la maggior parte delle persone portava la spada a sinistra, Eglon non sospettò l'inganno, ma Eud era mancino. Non appena si ritrovò solo con il re, lo uccise[5]; quindi uscì dal palazzo come se niente fosse e fuggì a Seïra[6], quindi chiamò a raccolta una parte del popolo d'Israele, sulle montagne di Efraim, suonando un corno[7] e conducendoli in battaglia contro i moabiti. 10000 uomini di Moab vennero uccisi nello scontro[8], liberando gli ebrei e garantendone la pace per ottant'anni[9].

Ad Eud succedette, come giudice d'Israele, Samgar[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dezobry e Bachelet, Dictionnaire de biographie, t.1, Ch.Delagrave, 1876, p.110
  2. ^ (cfr. Giudici 3,12)
  3. ^ (cfr. Giudici 3,14)
  4. ^ (cfr. Giudici 3,15)
  5. ^ (cfr. Giudici 3,21)
  6. ^ (cfr. Giudici 3,26)
  7. ^ (cfr. Giudici 3,27)
  8. ^ (cfr. Giudici 3,29)
  9. ^ (cfr. Giudici 3,30)
  10. ^ (cfr. Giudici 3,31)

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