Lucifero (poesia)

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Lucifero[1], anche noto come Espero (in rumeno Luceafărul), è il più noto poema di Mihai Eminescu.

Il poeta rumeno iniziò la sua stesura nel 1873, ma lo rielaborò per molti anni, fino alla pubblicazione nel 1883 presso l'Almanahul societăţii studenţeşti România-jună di Vienna. Eminescu si sofferma qui, come in altre sue opere, sul tema della condizione umana rappresentata da chi tende alla gloria infinita. Il poema infatti contiene molti elementi lirici, come la musicalità della forma, ma anche svariati elementi drammatici, come ad esempio il desiderio dei personaggi di diventare quello a cui aspirano che con si contemplerà mai. L'opera ha inoltre uno schema tipicamente epico ma di carattere comunque narrativo ed è inoltre arricchito da molti elementi fantastici.

Struttura e trama[modifica | modifica wikitesto]

Può definirsi un poema breve o un poemetto suddiviso in 392 versi divisi in 92 quartine. L'opera si svolge in due piani di esistenza, Universale cosmico e Umano terrestre, che si sovrappongono in vari momenti della storia. La vicenda si divide in quattro ’’quadri’’, ossia parti dell'opera che sono rappresentate dai personaggi principali.

  • ESPERO- Genio ed entità superiore (chiamato anche venere o stella del mattino)
  • CATALINA- Simbolo dell’uomo comune
  • DEMIURG- Dio che rappresenta un titano
  • CATALIN- Rappresenta un ragazzo furbo che corteggia la ragazza nel momento più opportuno.

Il titolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua rumena, così come nelle altre lingue romanze, il nome Lucifero (dal latino Lucifer: portatore di luce) indica - tra le altre cose - il pianeta Venere, inteso come "stella del mattino". La traduzione alternativa Espero risale invece agli anni 2000, e si deve all'italianista rumeno Geo Vasile.

Nel gennaio del 2009, l'Accademia dei Record Mondiali (World Records Academy) ha premiato Luceafărul come "il più lungo poema d'amore al mondo".[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mihai Eminescu, Lucifero, a cura di Marin Mincu, traduzione di Sauro Albisani, Milano, Scheiwiller, 1989 [1883]. URL consultato il 21 agosto 2016.