Émile Gallé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Emile Gallé)
Jump to navigation Jump to search
Vaso a motivi floreali. Inclusioni di vetro policromo con tessere oro, manici ad anse applicati in vetro trasparente.

Émile Gallé (Nancy, 4 maggio 18461904) è stato un vetraio e decoratore francese, nato da una famiglia di commercianti di cristalli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo percorso di formazione artisticò iniziò assieme al padre Charles, vetraio e ceramista, nella fabbrica di Saint-Clément.

Attorno ai diciotto anni si reca in Germania per studiare mineralogia e botanica, dove presto si appassiona e si specializza nel vetro soffiato. Stringe amicizia con Victor Prouvé (1858-1943), figlio di uno dei collaboratori di suo padre, con il quale apprende i segreti della lavorazione del vetro e della sua decorazione.

Alla fine della guerra Franco-Prussiana, Emile decide di andare a Londra per un certo periodo. Viaggia poi in Svizzera e Italia visitando i musei e rimane ammirato dalla vetreria medievale.

Nel 1873, Émile Gallé ritorna a Nancy con l'idea di assumere la direzione dell'impresa di famiglia e di poter realizzare opere artistiche in vetro rappresentanti forme della natura, sia floreali che animali. In questo periodo divenne il più importante rappresentante della scuola di Nancy e l'apristrada della nuova arte del vetro, inserita nella corrente del modern style.[1]

Nel 1878, assume la direzione dell'impresa di famiglia che trasforma in una vetreria artistica e tra il 1880 e il 1889, realizza numerosi oggetti in vetro e ceramica, segnati anche da una certa influenza orientale.

I suoi lavori si caratterizzarono per le paste vitree delicate nei colori e nelle sfumature. Realizzò anche lavori di ebanisteria.

Esempi: dal 1874 al 1884 produce vetri trasparenti

ISPIRAZIONE: smalti arabi e persiani / ossido di cobalto / ossidi colorati (ferro,manganese, rame, cromo)

le nuove tecniche di lavorazione e produzione vengono presentate durante le esposizioni universali(PARIGI 1878)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.158

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Émile Gallé, La decorazione simbolica e altri scritti per l'arte, a cura di Luca Quattrocchi, Capriasca, Pagine d'Arte, 2009
  • Philippe Garner, Émile Gallé, Milano, Electa, 1977
  • Denise Bloch, Zoom sur Emile Gallé, Association d'idées, 2004.
  • Christian Debize, Emile Gallè and the Ecole de Nancy, Serpenoise 1999.
  • Newark Time, Emile Gallè, Soline, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN46769213 · ISNI (EN0000 0001 2130 9670 · LCCN (ENn80149389 · GND (DE118537296 · BNF (FRcb11945438p (data) · ULAN (EN500094535 · NLA (EN35716122 · BAV ADV10166595