Elias Fonsalada

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Elias (de) Fonsalada

Elias (de) Fonsalada (... – ...) è stato un trovatore (fl. tardo XII - primo quarto del XIII secolo)[1] proveniente da Bergerac nel Périgord (la Diocesi di Périgueux secondo la sua vida).[2] Soltanto due delle sue cansos ci sono pervenute..

La sua vida va oltre la descrizione di lui come uomo di bell'aspetto della classe media, figlio di un burgher e menestrello, che a sua volta diventa anche lui un menestrello.[3] Il biografo non lo considera come un esperto trobaire (trovatore/compositore/inventore di poesia) ma come un noellaire.[2] Questa parola è stata soggetta a interpretazione. Boutière e Schutz nella loro raccolta francese delle vidas dei trovatori la traducono come "auteur d'un genre particulier" (autore di un genere particolare) o "beau parleur" (buon conversatore).[2] Successivamente Levy ne traccia la sua etimologia come novelador, "autore di novelle" (autore di novas, novelle), e Egan, nella sua traduzione inglese, ne dà la definizione di "novelliere, narratore".[2] Diversamente dalla lirica, un'opera nova era probabilmente una narrativa.[4] Perciò la vida di Elias fornisce un raro barlume di scrittura vernacolare narrativa in occitano all'altezza dell'arte dei trovatori.

La poesia En Abriu viene assegnata a Elias nel manoscritto C (un lavoro del XIV secolo adesso noto come f.f. 856 nella Bibliothèque nationale de France, Parigi).[5] Questa attribuzione, tuttavia, viene contraddetta da altre fonti che di solito la assegnano a Marcabru.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le sue due cansos sono state assegnate al periodo degli ultimi anni di Pietro II di Aragona da Manfred Raupach (Jewers, 200 n29).
  2. ^ a b c d Egan, 32. La sua intera vida, in occitano originale, dice:

    «N'Elias Fonsalada si fo de Bragairac, del avesquat de Peiregors. Bels hom fo molt de sa persona, e fo fils d'un borges que se fetz joglar; e n'Elias fo joglars atressi. No bon trobaire mas noellaire fo; e saup benestar entre la gen.»

  3. ^ Jones, 309.
  4. ^ Jewers, 195.
  5. ^ Gaunt et al., 324.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Egan, Margarita (ed. e trad.) The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9.
  • Gaunt, Simon; Harvey, Ruth; and Paterson, Linda M., edd. Marcabru: A Critical Edition. Boydell & Brewer, 2000.
  • (EN) Jewers, Caroline. "The Name of the Ruse and the Round Table: Occitan Romance and the Case for Cultural Resistance." Neophilologus. Vol. 81, No. 2 (Apr., 1997), pp. 187–200.
  • (EN) Jones, W. Powell. "The Jongleur Troubadours of Provence." Publication of the Modern Languages Association, Vol. 46, No. 2. (Jun., 1931), pp. 307–311.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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