Educazione interculturale

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Per educazione interculturale si intende l'individuazione, all'interno di un progetto educativo, di uno specifico percorso di interazioni fra soggetti appartenenti a diverse culture e mirante a favorire il superamento del monoculturalismo. Ciò verrà sviluppato attraverso l'acquisizione di strumenti che portino al riconoscimento dei valori appartenenti alle diverse culture, a un confronto finalizzato alla comprensione delle differenze favorendo la verbalizzazione e l'empatia.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'educazione interculturale si configura come un'insieme di azioni educative finalizzate a favorire l'integrazione fra le culture valorizzando il métissage visto come “un'occasione” e “una risorsa”. È in primis un progetto intenzionalmente formativo che si basa sull'incontro e sulla reciproca contaminazione volto a favorire il dialogo tra le culture. La pedagogia interculturale nel proprio modello educativo si pone in stretta collaborazione con le scienze sociali, in particolare con l'antropologia e la sociologia, ma anche con altri settori come quello economico o del diritto internazionale, che offrono contributi puntuali per fare chiarezza sugli aspetti cruciali della questione dei rapporti tra i popoli e le culture. Lo scopo dell'educazione interculturale è dato dai processi di apprendimento che portano l'individuo ad avvicinarsi altre culture e ad instaurare con esse rapporti di disponibilità, di apertura, di dialogo. L' educazione interculturale costituisce, in qualche modo, la risposta educativa alle esigenze delle società multiculturali odierne; queste società sono caratterizzate dalla presenza, in un determinato contesto, di più culture. In questi contesti i soggetti e i gruppi sono elementi di una realtà complessa, e interagiscono tra loro secondo dinamiche diverse, in funzione di condizioni di incontro.

L'educazione interculturale può dunque essere definita come il progetto pedagogico sulla realtà multiculturale, la cui finalità è la promozione di una tutela e di un arricchimento reciproco a partire dallo scoprimento delle potenzialità dialogiche e di incontro con l'alterità [Portera 2006; Milan 2007]. [1]


L'educazione interculturale nasce appunto come risposta più sostenibile alle problematiche multiculturali e all'esigenza dell'incontro con l'altro. Deve essere la base per un vivere insieme felice; intercultura come la capacità di tutti gli uomini di muoversi attivamente e pacificamente con e in diversi contesti culturali, ampliando e ridefinendo così i propri confini e i propri destinatari [2] .

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La riflessione sulla società multiculturale è stata sollecitata dall'emergere del fenomeno migratorio e dall'incremento della presenza straniera nelle scuole. Da alcuni anni l'idea di educazione interculturale si è fatta strada in primo luogo tra coloro che si occupavano di difficoltà scolastiche riconducibili agli svantaggi socioculturali al fine di rendere meno traumatico l'impatto con le nuove realtà culturali, linguistiche e sociali che vivono i soggetti che lasciano il proprio paese d'origine e per permettere alla scuola di trovare delle risposte all'inadeguatezza dei sistemi di fronte alla pluralità. Successivamente il concetto di educazione interculturale si è presentato in formulazioni più articolate, riferite a contesti e Paesi diversi dove la presenza di culture diverse avviene sia nell'infanzia che in età adulta e non è delimitata solo al contesto scolastico e ciò va sostenuto da scelte e strategie di azione che sono alla base di politiche sociali ed educative volte al riconoscimento dell'alterità.

Il processo nel sistema scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Dati ISTAT sulla scuola riportano che “da un'indagine del 2001 del Ministero per l'Istruzione, l'università e la ricerca scientifica, risulta che le più alte incidenze di alunni immigrati spettano alle scuole del Centro-nord (dove 6 istituti su 10 dichiarano un tasso di iscritti non italiani che oscilla tra il 10% e il 50%, a fronte di 8 istituti su 10 del Meridione in cui questo tasso tocca al massimo l'1%). Nel 7% delle scuole non vi è nessun alunno straniero (la percentuale è quindi tre volte più alta, pari a un quinto delle scuole, nel Meridione), nel 64% dei casi gli alunni stranieri incidono per più del 3% sulla popolazione scolastica, nel 28% dei casi si va oltre il 5%. Questa presenza, molto diversificata quanto a provenienze nazionali, si attua maggiormente nelle elementari e negli istituti comprensivi. A livello nazionale oltre 6 alunni stranieri su 10 sono iscritti alle materne o alle elementari, con quest'ultima che, raccogliendo da sola il 42,5% degli scolari esteri presenti nel Paese (media superata dal Sud con il 45,9%, con punte del 50,9% in Campania e del 48,7% in Calabria, sebbene il valore estremo del 58,1% appartenga alla provincia di Trento), si afferma come l'ordine di scuola in assoluto più frequentato dagli alunni stranieri.” [3]. L'educazione interculturale è un processo multidimensionale, di interazione tra soggetti di identità culturali diverse, che attraverso l'incontro interculturale vivono un'esperienza profonda e complessa, di conflitto e accoglienza, come preziosa opportunità di crescita della cultura personale, nella prospettiva di cambiare tutto quello che è di ostacolo alla costruzione di una nuova convivenza civile, anche attraverso il cambiamento del sistema scolastico e la riqualificazione degli educatori. La scuola, per prima, deve attuare questo processo, nell'ottica di una società globale e quindi multiculturale. Essa deve appropriarsi di strumenti volti al cambiamento e all'integrazione di più culture mantenendo il suo obiettivo primario di sviluppo e benessere attraverso l'educazione. Sono quindi indispensabili azioni di formazione del personale e azioni di sostegno all'inserimento degli alunni con cittadinanza non italiana. L'insegnante deve ripensare al proprio ruolo ponendo al centro, non più il valore trasmissivo di informazioni, bensì, le modalità con le quali avvengono i momenti di apprendimento. L'educazione interculturale si occupa di come si insegna e si impara e delle condizioni contestuali nelle quali si inseriscono questi insegnamenti e questi apprendimenti. L'educazione interculturale rimanda a un insegnamento legato a un obiettivo di cambiamento, per poter costruire un'educazione che non riproduca il sistema, ma che abbia come scopo la trasformazione sociale e apra gli occhi agli individui" [4] . La scuola italiana si è sempre fatta portatrice di valori di uguaglianza e integrazione, inserendo, a pieno titolo, gli studenti provenienti dai più svariati contesti culturali. Già nell'ottobre 2007, Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione, inviava ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, il documento “La via italiana per la scuola interculturale e l'integrazione degli alunni stranieri” nel quale affermava che, a fronte del timore che “le scuole con tanti alunni stranieri possano diventare scuole meno qualificate”, assicurava che la scuola italiana, avrebbe risposto con la professionalità abituale e con un suo specifico modello. “La presenza di alunni stranieri può essere davvero un'opportunità e un'occasione di cambiamento per tutta la scuola, se essa è ben attrezzata” [5] ; ecco che l'educazione interculturale diventa un collante tra le varie discipline e gli stessi insegnanti. Alla base di tali pratiche e concetti si dovrà porre la capacità a percepire la conoscenza dell'altro, sviluppando l'attitudine a risentire gli effetti anche più insignificanti della condizione affettiva o emotiva di persone provenienti da altre realtà culturali.

Modalità e strategie[modifica | modifica wikitesto]

Senza un approccio orientato alla comprensione, condivisione e inclusione, non si può progettare alcun processo indirizzato all'apprendimento di nuove conoscenze né un processo di scolarizzazione. La didattica deve porre le sue fondamenta sul concetto di “lavorare insieme”, venire incontro alle esigenze dell'alunno e, al tempo stesso, della società; deve essere promossa la conoscenza dell'altro tramite pratiche di condivisione delle varie culture attraverso i rispettivi racconti e scritti; si deve tendere ad eliminare qualsiasi potenziale barriera e conflitto culturale e si deve promuovere un clima di coesione. Vanno promossi interventi di persone esperte in tema di interculturalità per far sì che ci sia maggiore informazione e consapevolezza su tale tema. L'educazione interculturale, quindi, può avvenire in svariate modalità. Una delle vie principali per attuare questo processo è attraverso la narrazione; quest'ultima permette di raccontarsi, di raccontare ma soprattutto di venire ascoltati. È proprio attraverso l'ascolto dell'altro che si manifesta l'interculturalità. Quindi potrebbero proporre le storie di vita di immigrati, le narrazioni di usi e costumi di popoli diversi, i diari di viaggio, ect.. Una seconda modalità potrebbe essere quella del gioco; una vera e propria strategia in quanto si presenta in maniera diretta e semplice e a volte va a colpire nel profondo senza che la persona o meglio, il bambino, si accorga, nonostante si stia arricchendo; questo proprio perché i giochi facilitano l'apprendimento di processi complessi'’ [Paolo Danuvola]. Si potrebbe proporre semplicemente, per i più piccoli, quindi per una fascia d'età 3 mesi - 6 anni, un gioco in cucina; cucinare cibi diversi, in base alle culture diverse. Oppure giochi di teatro; raccomandabile per le scuole medie e superiori è anche il Teatro dell'oppresso, per la sua forza di coinvolgimento. La via della cittadinanza attiva è una strategia tra le più efficaci. Si tratta di impegnarsi in adozioni a distanza, invitare a scuola persona che possano raccontare la loro storia, la loro cultura, sostenere progetti di cooperazione e i gruppi territoriali di accoglienza. A seconda dei contesti, e dell'età, quindi, possiamo attuare diverse tipologie di educazione interculturale, da quella più diretta a quella meno e quindi più nascosta ma comunque efficace.

Obiettivi individuali[modifica | modifica wikitesto]

  1. Rafforzare la propria identità individuale o di gruppo non in contrapposizione, ma in comunicazione con gli altri
  2. Sviluppare una personalità curiosa, attenta, disponibile, democratica, sensibile, rispettosa dell'altro
  3. Diventare capaci di riflettere su di sé, sugli altri, sugli stereotipi e i pregiudizi, dimostrando capacità autocritiche
  4. Prendere coscienza della complessità, ma anche della relatività dei punti di vista e quindi essere capace di cambiare il proprio
  5. Essere capace di accettare e convivere costruttivamente con il diverso; riconoscendone i diritti

Finalità[modifica | modifica wikitesto]

Le finalità dell'intercultura sono contenute nella stessa espressione “inter cultura”, che etimologicamente indica la dimensione dello scambio, della reciprocità e della relazione, contenuta nel prefisso “inter”, coniugandola con l'esistenza di una diversità implicita nel suffisso “cultura” e che intercorre tra identità collettive storico-sociali e gli individui ad esse riconducibili. Tali finalità sono:

  • formare una coscienza e un'opinione della propria eredità culturale e far comprendere che non esiste una cultura intrinsecamente migliore delle altre;
  • far acquisire abilità per l'analisi e la comunicazione che aiutino il soggetto in apprendimento a trovarsi a suo agio in un ambiente multiculturale.

L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE PREPARA L'INDIVIDUO AD ESSERE PRONTO ALL'INTERAZIONE TRA CULTURE.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Agostinetto, L'Intercultura in bilico, Marsilio, Venezia, 2008, p.15.
  2. ^ Ibidem.
  3. ^ cfr. capitolo "Scuola e programmazione interculturale" , in Dossier Statistico Immigrazione 2002, Roma, Anterem, 2002 ; Franco Pittau - Coordinatore del "Dossier Statistico Immigrazione 2000" CARITAS
  4. ^ M. Pedriali, Global Education Guidelines, Associazione culturale Il Nostro Pianeta, 2012, p.21.
  5. ^ Circolare del Ministero della pubblica istruzione - ottobre 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Agostinetto, L'Intercultura in bilico, Marsilio, Venezia, 2008.
  • M. Pedriali, Global Education Guidelines, Associazione Culturale Il Nostro Pianeta, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.funzioniobiettivo.it

http://www.educational.rai.it/corsiformazione/intercultura/nodi/nodo06.htm

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/intercultura